Sarà che il ciclo si è fatto vivo, dopo 5 mesi, e il flusso che scorre porta via con sè tante cose di cui avevo bisogno di liberarmi; e mi sento donna, mi sento in armonia con l'universo, mi sento piena di gratitudine verso la vita.
Sarà il post pieno di coraggio di Annalisa, o quello pieno di consapevolezza di Donatella.
Sarà che è più di un mese, ormai, che la storia con Maurizio è finita e il forte dolore e la paura hanno iniziato a lasciare spazio ad una nuova vita che pulsa, a un coraggio ritrovato, alla forza che ognuno di noi tiene lì, nascosta, per i momenti di maggior bisogno, quando qualcosa su cui contiamo all'improvviso si frantuma in mille pezzi e allora la forza non serve per ricostruire ma per guardarsi dentro ed accorgersi che è già tutto lì, perfetto come deve essere.
Sarà per tutto questo che stasera ho la certezza che tutto può essere perdonato, ogni dolore può essere sopportato, superato e lasciato andare.
E se incontrassi
William, ora, non scapperei più, non mi si gelerebbe più il sangue, ora potrei semplicemente sorridergli e pensare che non c'è violenza che ci può schiacciare.
E ripenso a tutto il male che mi sono fatta io in questi anni e mi sembra un pensiero così piccolo, così minuscolo che mi fa tenerezza. Cos'è questo mio male in confronto all'amore di cui è pieno l'universo. E l'universo sono io, insieme a voi. E allora, cavolo, sono piena d'amore!
E allora posso anche guardare a questo dolore per la nuova perdita, per questa separazione che non era nei miei programmi e lasciarmelo vivere, con la consapevolezza che questo dolore non sono io. E' un dolore che gli uomini provano da millenni, come tutte le altre emozioni. E' come la superficie del mare quando è increspata: quelle sono le emozioni, ma nelle profondità tutto è pace, tutto è quiete. E lì ci sono io.
Se quando arriva la botta di dolore io mi arrendo ad esso, entro nel corpo e lo vivo, lui si espande e quando arriva al limite inizia a scomparire lasciandomi la certezza di non averlo schiacciato nei miei abissi e di non aver bisogno poi di vomitare o aprirmi la carne per farlo uscire.
Stasera và così e mi sento piena di
compassione per me stessa e per la vita.