Segui la tua FELICITA' e l'universo ti aprirà porte dove prima c'erano solo muri.




giovedì 14 febbraio 2013

Vi chiedo scusa e poi vi racconto di un giorno importante..

Chiedo scusa a chi fosse passato di qua e avesse trovato la porta chiusa.
Ieri mia sorella minore ha intravisto la pagina del mio blog e alla sua domanda: "Quello è il tuo sito?", mi è venuto un infarto e ho risposto con un noncurante "noo", sentendomi una caccola! Mi ha colto alla sprovvista.
So che prima o poi mi troverà ma voglio che sia abbastanza "poi" da poterle raccontare della mia vita. Adesso ha solo dodici anni e io certe cose non so proprio come dirgliele. Mi sembra davvero troppo prematuro parlargliene anche perché, nonostante l'adolescenza che le bussa alla porta, lei è ancora molto bambina per molti aspetti. E poi vedere le foto del braccio di sua sorella pieno di tagli e di punti...no no, mi si frantuma il cuore al solo pensiero!
E' per questo che avevo deciso di rendere il blog visibile ai soli autori di blog ma mi sa che qualcosa è andato storto perché autori di blog mi hanno scritto chiedendomi come mai avessi privatizzato il mio.
Ho anche provato a mettere l'avviso di "contenuto per soli adulti" (lei è ancora nella fase in cui chiuderebbe la pagina) ma così non riesco più ad accedere nemmeno io!! Umpf.
Non so che fare. Forse potrei cambiare indirizzo del blog...Mi spiacerebbe dover cancellare tutto.

Già che sono qui vi racconto una cosa.
Ieri è stato un giorno molto importante. Un giorno in cui mi sono ritrovata di nuovo nuda di fronte alle mie ferite, come non mi capitava da un po'. Giorno di rabbia, di disgusto, di gelosia. E l'ho provata di nuovo quella sofferenza che ti fa sentire sull'orlo della pazzia. Quella rabbia che sale e avresti voglia di urlare, spaccare il mondo. Distruggere te stessa. L'ho sentita montare, picchiarmi alle tempie, muovermi le mani. L'ho guardata. Ho respirato. Sono stata ferma. E l'ho sentita sgonfiarsi. La sensazione è stata proprio quella: un pallone gigante che si sgonfia.
Poi è stata un'altalena continua, quelle emozioni dirompenti, quei pensieri incontrollabili che mi squarciavano la mente.
Cinque anni fa il tutto sarebbe finito in bagno in scrosci di vomito e fiumi di sangue, per una settimana di fila.
Tre anni fa mi sarei fatta un unico taglio netto e rabbioso e avrei vomitato solo un po', giusto il tempo di calmarmi.
Ieri ho prima chiesto aiuto a Mauri ma evidentemente lui, con il suo carattere irascibile, mi è stato donato dalla vita per mettermi davanti a me stessa senza possibilità di fuga. E così è stato. Era arrabbiato ed ha solo alimentato la sofferenza e il senso di essere in trappola (adesso che lo nomino lo riconosco meglio: è proprio il senso di non avere via di uscita dai pensieri distorti).
Allora mi sono portata le mani alla faccia, forse con un po' troppa foga, e sono andata in bagno. Poi sono uscita e ho camminato, per tornare poi nuovamente in bagno e sedermi per terra. Così, accucciata in quello che per anni è stato il mio rifugio, sono semplicemente stata nel mio dolore, prima dicendomi che ciò che è stato continuerà ad annientarmi e che le cose non cambieranno mai, poi rendendomi conto che è già cambiato tutto.
E così mi sono rialzata, e sono tornata pian piano a studiare e poi sono andata a lavoro con i lividi nel cuore ma la luce in tasca.
Oggi l'ho già ritirata fuori quella luce. E mi rendo conto che la mia strada è ancora lunga ma sono sinceramente grata a questa esplosione di dolore che mi ha permesso di andare avanti un altro passo.
E mi ripeto sempre che:

"È QUANDO SI SPERIMENTA QUEL TERRIBILE E FECONDO PASSAGGIO IN CUI SI È NUDI CON SE STESSI, CHE SI PUÒ ABBRACCIARE IL PROPRIO LIMITE E RIALZARSI IN PIEDI. LA FERITA PUÒ DIVENTARE COSÌ UNA FERITOIA, UNA FINESTRA VERSO L'OLTRE, PREZIOSA COME L'ORO."

Ed anche in questo momento ho la dimostrazione del fatto che le cose sono mutate: a pranzo ho fatto in tempo a mangiare solo l'insalata (una terrina gigante con insalata, semi, lievito alimentare, olio d'oliva, olio di lino..mica un insalatina qualunque ^.^) che mi aveva riempito ma sapevo non sarebbe bastata per affrontare un pomeriggio di lavoro. Infatti sono tornata a casa alle 19 affamatissima, per fortuna che avevo già preparato un tortino di spinaci! Il problema è che l'ho mangiato velocissimamente perché ero davvero affamata e poi, come ormai so bene, il mio corpo che era andato in calo glicemico durante la giornata ha richiesto a gran voce qualcosa di dolce. Ormai non ho più problemi a soddisfare questi bisogni e così ho mangiato qualche crostino (sono delle specie di fette biscottate di farro ma più piccole e senza lievito) con un po' di concentrato di dattero (che ha la consistenza del miele del tipo più liquido) e cioccolata fondente spalmabile. Un po' di schifezze insomma (ma nemmeno troppo) ma che ci stavano tutte dato il debito di calorie e data la lunga serata di studio da affrontare (con pausa blog ^^). Il problema sta nella velocità con cui ho mangiato, io che sono abituata a mangiare lentissimamente. In più ho anche bevuto una mega tazza di tisana (non si beve ai pasti!). Così mi ritrovo con lo stomaco gonfio che mi ripropone ciò che gli ho inviato. La soluzione a ciò è avere pazienza e aspettare che i succhi gastrici stradiluiti  dalla tisana riescano ad essere efficaci e fare il loro lavoro.
Si certo, andate a dirlo a una che non ha sofferto di disturbi alimentari!
Se hai vomitato per la metà della tua vita, questa è esattamente la sensazione che ti fa venir voglia di strapparti lo stomaco, di prenderti a pugni, di sbattere la testa contro il muro, tagliarti, svuotarti immediatamente per ripulirti dallo schifo, per far si che tutto quello che hai in corpo non si trasformi in grasso, rendendoti ancora più mostruosa di come sei...et cetera, et cetera.
Ecco, io cosa ho fatto? Ho sentito un moto di profondo fastidio. Ho deciso che era ora di togliermi i pantaloni da lavoro e mettermi la tuta in modo che non mi stringesse sull'addome. Ho lasciato a quel fastidio la libertà di esprimersi (lo sto facendo tutt'ora ed è quasi sparito tutto). Ho verbalizzato il fatto che lo schifo di cui mi sono sempre voluta liberare non è il grasso (che poi posso anche volerlo eliminare ma non è lui lo schifo, non è lui il nemico) e svuotando lo stomaco non cambia il mio passato di sensi di colpa, di sensazione di abbandono, di indifferenza da parte di chi avrei voluto mi dimostrasse amore, di violenza. Non cambia. Ma la notizia positiva è: quello è il passato!
Ora ho la fortuna di aver a che fare semplicemente con uno stomaco pieno. Che notizia fantastica!! ^.^
E così me ne sto qua a scrivere e fra poco studierò. E sto bene. E sono felice. Nonostante lo stomaco che "tira".

Tutto è cambiato e tutto ancora cambierà.
Ma ora importa solo il momento presente.

Quindi torno a studiare per l'esame di domani.
IN BOCCA AL LUPO CHIARA!!!


P.S. ho mai pubblicato una foto del maneggio? Ve ne lascio un paio (ho sfocato un po' l'immagine per privacy).

Salita a cavallo e sistemazione sella.
Con Cubano, E. ed M. (e il mio impietoso lato B :-p)

Si parte! (non è che il lato A sia meglio ahahah)


Io e Fulvio.

(Animali in sella ad altri animali...ma vi sembra giusto?? A me non più. Però per il resto è un lavoro meraviglioso!)

lunedì 11 febbraio 2013

Quattro e Cinque

Ieri è stata una domenica casalinga, fatta di cure, di lavori a casa, di corpi nudi, di sole caldo e di una piccola parentesi all'Ikea.
Oggi invece è stata una giornata a sorpresa: la neve, che scende fitta fitta dalla scorsa notte e che ha coperto tutto di bianco riportandomi bruscamente all'inverno, mi ha regalato una giornata libera! Il maneggio ha chiuso perché tante famiglie hanno difficoltà a muoversi con i propri bambini e ragazzi disabili quando nevica. Così mi si è liberato un sacco di tempo per finire di sbrigare delle pratiche burocratiche per l'università e per studiare.
Stamattina mi sentivo proprio felice!
Nel pomeriggio invece mi sono resa conto di aver perso una chiavetta usb con dentro dei file importantissimi per un esame che devo dare tra pochi giorni...disperazione!!! L'ultimo avvistamento risale alla scorsa settimana e l'unica ipotesi che mi sembra plausibile, dopo aver ribaltato per due ore e mezza vestiti, borse, mobili e auto, è che mi sia caduta dalla borsa e l'abbia persa nello sconfinato pianeta terra.
Non potete capire lo sconforto e la rabbia! La reazione iniziale è stata quella di mandare tutto a quel paese e di non dare più l'esame, ora invece sto ritrovando la lucidità e credo che mi presenterò all'esame con una preparazione parziale, studiando lo studiabile e cercando di recuperare almeno una parte del materiale che ho perso. Se andrà male ci riproverò a giugno recuperando con pazienza tutto il materiale andato perduto (cosa che ora non riuscirei a fare).
Oggi zero attività fisica a parte spalare la neve e spargere sale.
Alimentazione: quasi decente. Non ho mangiato verdura cruda ma pazienza, per un giorno non ne morirò! Ho cucinato stamattina delle buonissime lasagne con i broccoli ed ho mangiato quelle sia a pranzo che a cena.
Le lasagne sono un piatto che cucino spesso perché le trovo abbastanza veloci e super versatili! Mi sbizzarrisco sempre a farcirle con verdure diverse.
Quelle di oggi le ho cucinate usando delle lasagne di farro integrale che ho lasciato bollire in pentola per 3 minuti ed ho poi passato sotto il getto di acqua fredda. Per il ripieno invece ho usato 500ml di latte di soia e circa la metà di latte di avena in cui ho stemperato circa 4/5 cucchiai di farina di farro integrale, aggiungendo poi pepe, noce moscata grattugiata al momento e un filo d'olio (che di solito non metto perché la besciamella viene buonissima lo stesso e l'olio è sempre preferibile usarlo solo a crudo, questa volta ho voluto sperimentare la differenza). I broccoli li ho cotti con acqua e un filo d'olio (io li faccio cuocere finché non assorbono tutta l'acqua, che aggiungo nel caso non abbiano raggiunto la consistenza che desidero). Poi basta alternare uno strato di lasagne e uno di besciamella e broccoli, infornare per 15 min a 200 gradi e il gioco è fatto!
Il risultato è sempre fantastico, a Mauri piacciono tantissimo!
E vai che ho anche infilato una ricettina nel mio blog. ^.^
Stasera vorrei riprendere a studiare, vediamo se ce la faccio...


sabato 9 febbraio 2013

Giorni Due e Tre

Il mio corpo ha accolto con entusiasmo la mia svolta verso la primavera e ha festeggiato con un discreto innalzamento della temperatura. Io la trovo una cosa fantastica! Giovedì sera mi sono ritrovata con la febbre a 38 che, considerando la mia abituale temperatura, poco non è. Non mi succedeva da un paio di anni e, ovviamente, non mi ha sfiorata l'idea di prendere alcun tipo di medicinale per abbassare la febbre o lenire il mal di testa ma mi sono armata di pazienza ed ho lasciato che il mio corpo bruciasse tossine e tutto ciò che lo stava intoppando.
Venerdì mattina avevo ancora la febbre e non sono andata a lavoro ma nel pomeriggio ho messo un po' da parte me stessa e sono andata per evitare di dover lasciare a casa alcuni bambini per mancanza di terapisti. Così ho sofferto un po' e al rientro a casa la febbre è esplosa di nuovo e, di nuovo, ho lasciato che sfogasse.
Stamattina sono andata in università per il tirocinio d'aula (saltare questo incontro mi avrebbe fatto perdere tutto il modulo della scuola dell'infanzia) e, per fortuna, nel pomeriggio non l'ho pagata più di tanto: un po' di debolezza che è migliorata con la somministrazione di tanto amore! ;-)
Ora sto bene e sono attivissima. Peccato che è ora di andare a dormire...
Sono riuscita a rispettare i pasti, anche se non ho mangiato bene come vorrei. Però chiudo un occhio perché mi rendo conto che a volte pretendo tanto da me stessa. Ho soddisfatto il bisogno di colazioni e merende particolarmente sfiziose e più sostanziose di quanto necessitasse il mio corpo perché ne aveva bisogno un'altra parte di me che ha egual diritto di essere ascoltata!
Data la temperatura corporea alterata ho deciso di non andare a correre: venerdì non sarebbe proprio stato fisicamente possibile (tra l'altro a lavoro ho dovuto camminare tanto come al solito), oggi invece quando mi è tornata l'energia mi è anche balenato per la mente ma credo che poi mi sarei trovata punto a capo. Domani, dato che a quanto dicono sarà l'ultimo giorno di sole prima di una nuova nevicata, spero di potermi permettere una corsetta, magari una cosina blanda, giusto una mezz'ora per scaricare e ricaricare.
Come accennavo nello scorso post, l'ultimo ciclo mi ha messo in ginocchio: è stata davvero una sofferenza intensa e, soprattutto, lunghissima! Credo che sia comunque un segno del fatto che tutto il mio apparato sta lottando per riprendere la piena e regolare funzionalità dopo anni di silenzio e torpore. Ormai sono quattro anni che, molto lentamente, il ciclo si sta regolarizzando. Non ho preso nessun medicinale, nessun ormone, mi sono opposta ai pareri del ginecologo e sono convinta di aver fatto bene. Ci vorrà più tempo ma so che il mio corpo ha bisogno di questo. Probabilmente ho ancora delle cisti ovariche che mi erano state diagnosticate anni fa (non sono ancora riuscita a fare una nuova ecografia) e la gine mi ha preventivato alcune opzioni: pillola anticoncezionale, ultrasuoni, non so che intervento e farmaco per il dolore. Io ho gentilmente declinato e ho preso appuntamento da un riflessologo plantare. Questa settimana ho già fatto le prime due sedute e ne sono entusiasta! Sono sicura che mi aiuterà tantissimo e non solo per riequilibrare il ciclo. Queste cose mi rendono davvero felice: avere la conferma che le strade più battute e caldamente imposte consigliate, non siano le uniche possibili. Certo non ho ancora raggiunto il risultato desiderato ma i primi segnali sono ottimi e la febbre di questi giorni è sicuramente dovuta in gran parte a questi trattamenti che hanno attivato un importante processo di depurazione. La febbre di due anni fa era stata scatenata anch'essa da un trattamento, in quel caso molto più "invasivo", tanto che la temperatura schizzò il giorno stesso sopra i 40! Ero in Thailandia e volevano portarmi in ospedale, io risposi di lasciarmi sfebbrare e, per dare un aiutino al mio corpo, mangiai aglio crudo per due giorni (non vi dico come era contento Mauri). Una volta scesa la febbre mi sentii benissimo. Stessa cosa due anni prima, quando per la prima volta approcciai queste "cure alternative" che mi hanno salvato la vita.
Scrivendo mi rendo conto delle cose positive accadute durante questa settimana: è proprio vero che la narrazione è terapeutica. Nel quotidiano mi è difficile distogliere l'attenzione dalle situazioni più insidiose e difficili. Come gli esami in università, il tirocinio da terminare in troppo poco tempo o quella cosa che sto cercando e non riesco a trovare...Scusate se ogni tanto parte l'enigma ma prima o poi vi svelerò i miei segreti..
Dony e Veggie: prima di scrivere questo post ho risposto ai vostri commenti sull'altro, cosa che forse non è molto intelligente ma così è. ^.^
Perlinanera, ha ragione Dony! Quando si perde la rotta si è nella migliore posizione possibile perché si può finalmente lasciare che il vento gonfi le vele indicando la strada. Detta così sembra solo un ammasso di belle parole ma nella mia esperienza è proprio vero che abbandonando il controllo la vita accade.

giovedì 7 febbraio 2013

Giorno 1

C'è sempre un giorno uno.
Questo è il giorno uno del mio cammino verso la primavera dentro e fuori di me.
Oggi inizio a sciogliere il ghiaccio delle paure che durante l'inverno ho tenuto immobili dentro di me: è ora di liberarle e lasciarle andare.
Oggi cercherò di studiare, non importa se il tempo che avrò da dedicare ai libri sarà pochissimo, mi siederò davanti alla scrivania e mi concentrerò solo su quello. E se questo semestre non riuscirò a dare altri esami mi darò della scema sorridendo e strizzandomi l'occhio e cercherò di fare meglio alla prossima sessione.
Oggi ricomincerò a correre dopo quasi un mese di stop dovuto all'umore, al brutto tempo, alla voglia di starmene a casa, al ciclo che questa volta mi ha letteralmente messa in ginocchio. Non riuscirò probabilmente a correre tanto ma chi se ne frega, non ho scadenze.
Oggi cercherò di rispettare i pasti, soprattutto la cena e mi sforzerò di evitare di mangiare "schifezze" (che le cose bio e veg sanno essere davvero grasse e porche!!) la sera prima di andare a letto, in preda agli ormoni da lupa mannara.
Oggi pulirò casa, senza disperarmi perché non riuscirò a fare tutto ciò che da fare.
Oggi lavorerò serenamente, senza pensare a cosa accadrà a luglio. La mia mente e il mio corpo sono rivolti a ciò che sto facendo ora, alle persone (e agli animali) con cui ho il piacere e l'onore di lavorare ora.
Oggi aggiorno il mio blog.

Oggi metto un piede davanti all'altro e inizio a respirare il profumo dei fiori.


OGNI VOLTA
Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata
senza voler risolvere i problemi della mia vita
tutti in una volta.
Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare,
e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti,
farò in modo che nessuno se ne accorga.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto:
vestirò con sobrietà, non alzerò la voce,
sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno,
non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno
tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza
che sono stato creato per essere felice
non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatterò alle circostanze,
senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo
a sedere in silenzio ascoltando Dio,
ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo,
così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.
Solo per oggi, compirò una buona azione
e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma:
forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò.
E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.
Solo per oggi saprò dal profondo del cuore,
nonostante le apparenze,
che l'esistenza si prende cura di me
come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori.
In modo particolare non avrò paura
di godere di ciò che è bello
e di credere nell'Amore.
Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe
se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.
(Papa Giovanni XXIII)

mercoledì 6 febbraio 2013