"Questo è quello che succede alle RAGAZZE CATTIVE."
Mi divincolo per non farmi infilare quel tubo nel naso. Sembra tutto un sogno. Io non sono davvero su questo lettino. Non so come sono arrivata fin qui. Le pastiglie, quelle si, me le ricordo.
Ad un tratto, semplicemente, smetto di dimenarmi, e li lascio fare.
Quel tubo che entra, entra, e sembra non finire mai.
Mi tirano fuori del liquido blu. Io lo ricordo blu elettrico.
Gli occhi mi si chiudono. Sento parole ma non ne capisco il significato.
Hanno finito.
Apro gli occhi, mi alzo, voglio andare via.
Mi hanno lasciato quel tubo infilato nello stomaco.
Non ci penso nemmeno a farmi ricoverare.
"Se se ne va saremo costretti a ricorrere al TSO."
Parole come piombo nella mia mente confusa dalla chimica.
"Cos'è il TSO?"
"Se non ti siedi subito chiamiamo i carabinieri e ti teniamo qui con la forza."
Piango.
Mi siedo.
Non voglio che i miei sappiano nulla.
Sono maggiorenne. Grazie a dio.
Mia piccola Chiara, imparerai che in quel posto si gioca con regole diverse.
Sento cantare. Tutta la notte persone che cantano.
E gnomi e anatre azzurre che camminano sulle pareti.
E sangue caldo sul cuscino.
Apro gli occhi: luce. E' mattino.
Una ragazza nel letto accanto al mio parla e ride da sola.
Urlano. Quelle persone urlano. Ora non mi sembrano più dolci melodie. Gli gnomi sono spariti.
Ho un gran mal di testa, il naso mi brucia DA MORIRE, non posso sopportare quel tubo un minuto di più.
Esco dalla stanza.
Persone. Ombre di persone. Piangono, gridano. O restano immobili ad attendere qualcosa.
Il ritiro è stato intenso, un'esperienza incredibile.
Ho buttato fuori tanto sia a livello fisico che emotivo.
Ma stasera sono qui, con questi ricordi.
Ho sperimentato la potenza dello stare nel presente, ma del mio passato cosa dovrò mai farne?
Stasera i ricordi sgorgano e non voglio soffocarli.
Di quella prigione piena di matti come me mi è rimasto un puntaspilli a forma di cuore, donatomi dalla mia compagna di stanza e da tutto il suo "vociare nella testa", come diceva lei.
Chissà se lei è viva, chissà se si ricorda di me, in mezzo al suo frastuono.
Forse è ora di buttarlo via.