Non aspettare il primo dell'anno o lunedì, non aspettare "l'ispirazione" o semplicemente che sia troppo tardi.
Una volta qualcuno disse:
Qualunque cosa tu possa fare o sognare cominciala.
L'audacia porta con sè il genio, la magia e la forza.
COMINCIA SUBITO.
(J.W.G.)
E allora buon inizio a tutti. Ora.
lunedì 26 dicembre 2011
martedì 20 dicembre 2011
Benvenuto inverno
Tempo di guardarsi dentro, raccogliersi e cercare la strada.
Eppure, in questo momento di riposo della natura, mi trovo in mezzo a un turbine di novità che chissà dove mi porteranno.
Ma i miei dieci giorni di raccoglimento mi attendono, tutto il resto potrà aspettare ancora un po'.
Eppure, in questo momento di riposo della natura, mi trovo in mezzo a un turbine di novità che chissà dove mi porteranno.
Ma i miei dieci giorni di raccoglimento mi attendono, tutto il resto potrà aspettare ancora un po'.
sabato 17 dicembre 2011
La bambina perduta, il padre ritrovato
Oggi mi è capitato tra le mani un libro e ho cominciato a leggerlo.
"Diffido delle infanzie aggiustate per giustificare l'adulto imperfetto o infelice che sei diventato: si selezionano i ricordi come tessere, eliminando quelli che non servono, allo scopo di ricostruire il puzzle dei Grandi Colpevoli.
E' proprio la paura di questa manipolazione a rendermi tanto difficile voler bene alla bambina che fui e compiere un atto di fede nelle ringhiose certezze con cui, appena undicenne, entrai nella vita adulta.
E' proprio la paura di questa manipolazione a rendermi tanto difficile voler bene alla bambina che fui e compiere un atto di fede nelle ringhiose certezze con cui, appena undicenne, entrai nella vita adulta.
Allora mi aiutò odiare Mamma Orca, accusare mio padre di non avermi dato altro che un cognome sull'atto di nascita, sentirmi un'emarginata nella nuova scuola (dove dal primo giorno mi avevano messa all'ultimo banco), convincermi che a nessuna delle mie compagne sarebbe potuto accadere quello che era accaduto a me perchè ero io la diversa, la più sfortunata.
Oggi la mia razionalità di trentenne bene addestrata all'autoanalisi si rifiuta di accettare il puzzle costruito dalla
bambina perduta. So che esistono molte tessere scartate e di tanto in tanto ne riemerge qualcuna...Ma la mia mente vi si sofferma con cautela: se ho paura di aggiustare i ricordi, altrettanta ne ho di riesumare quelli cancellati ed essere così costretta a comporre una nuova realtà.
Uno stupro è per sempre. Col tempo puoi rimuovere l'aggressione di un ladro, le percosse di un amante, il terribile impatto con un auto pirata che ti investe, il proiettile di un bandito che ti si conficca nella carne: sono esperienze al di fuori della norma che rientrano nella sfera della criminalità e dell'odio e perciò la stessa quotidianità le esorcizza come disgraziate e irripetibili.
Lo stupro no. Lo stupro è il solo crimine che si consuma con gli identici gesti e gli identici rituali di un accoppiamento d'amore: la smania del possesso, la penetrazione, l'ansimare affannoso, gli spasmi dell'orgasmo esprimono sia l'esplodere della passione sia quello della violenza bestiale.
Ogni volta che il corpo di mio marito scivola sopra al mio, rivivo l'incubo dello stupro."
Maria Venturi, La bambina perduta
Un libro capitato fra le mani per caso, mentre ero a lavoro.
Sbam.
Si è aggiunto un nuovo tassello.
Così, davanti agli occhi, in mezzo al cuore, in un istante.
Ho visto perchè ho dovuto odiare mio padre. Ora l'ho visto e ho le lacrime agli occhi.
Perchè io il mio papà lo amo e per tanti anni è dovuto essere uno dei miei mostri.
Perchè io avevo bisogno di un mostro ma l'immagine del vero mostro era insopportabile.
E anche se mentre scrivo "il vero mostro" c'è ancora quella voce che dice "Non dire bugie, sei tu che l'hai voluto", io oggi mi riprendo mio padre, quel padre degli anni più bui che ho spinto fuori dalla mia vita.
lunedì 12 dicembre 2011
Numero verde DCA
Lo conoscete? E' attivo dal 7 novembre, gestito dall'usl 2 di Perugia ed è il primo numero verde nazionale dedicato ai Disturbi del Comportamento Alimentare.
Che bella iniziativa, vero?? :)
Certo, forse è un po' utopico pensare di poter chiamare per cercare sostegno mentre si hanno due dita infilate in gola (ma magari, invece, può essere utile anche a questo), però è sicuramente un ottimo appiglio per chiedere un primo aiuto e per avere consigli e informazioni...gratuitamente.
BACIO GRANDE A VOI.
martedì 6 dicembre 2011
Di vita e di silenzio (e del crescere insieme)
Prima di leggere andate in fondo al post e caricate il video di you tube. Quella canzone meravigliosa disegna lo stato d'animo che sento in questo momento, quella struggente, malinconica e meravigliosa compassione che ogni tanto scoppia nel cuore. E leggere ciò che ho scritto ascoltando quello stato d'animo può fare la differenza.
Ma magari no. ;)
Ho confermato l'iscrizione per il ritiro di meditazione.
Il 29 dicembre vado in monastero dove rimarrò fino all'8 gennaio. Niente libri, niente telefono, niente parole per 10 giorni e dieci notti. Sveglia alle 4 di mattina e giornata passata a meditare. Vedremo cosa ne verrà fuori. :)
Pasti leggeri e solo colazione e pranzo. Cena no. Il sogno anoressico vero? Eppure questa volta è diverso.
Eppure sono viva.
Eppure voglio vivere.
Qualche giorno fa ho cominciato a scrivere qualcosa e non so più bene dove volessi arrivare. E' qui sotto, incompiuto.
G. era un bambino come noi.
Come noi chi? Come me? Come mia sorella? Io e lei non eravamo forse uguali?
No, non , lo eravamo.
E G.?
No, nemmeno lui lo era.
Giocavamo da piccoli, si.
Lo vedevo tutte le settimane quando accompagnavo mia sorella a fare fisioterapia. C'erano tanti bambini ma nessuno era come me. Per questo loro dovevano andare da L. a fare fisioterapia, lei faceva fare loro tanti esercizi divertenti e, ogni tanto, faceva giocare anche me. Ma per la maggior parte del tempo io dovevo aspettare fuori. Passavo tanto tempo a giocare da sola, avevo tanta fantasia e ricordo ancora la sensazione del mondo che creavo intorno a me. Un giorno, avrò avuto meno di 5 anni, mentre aspettavo che mia sorella finisse la fisioterapia camminando per i corridoi incappai nella gabbia dei canarini. Era insopportabile vederli chiusi lì dentro: aprii la gabbietta e subito uno dei due fuggì via. Richiusi subito lo sportello spaventata e pervasa dal senso di colpa ma rimasi incuriosita ad osservare l'uccellino giallo volare via.
Quando confessai il "misfatto" a mia madre lei mi disse che il canarino sarebbe morto perchè incapace di procurarsi il cibo.
Credo non abbia mai immaginato il dolore e la paura che quella frase mi provocò.
Così come mai ha pensato al dolore e alla paura che provavo nel convivere con la disabilità di mia sorella e con tutto ciò che questa comportava.
G. è morto quando eravamo entrambi in prima media. Aveva la distrofia muscolare. Io la chiamavo "apostrofia muscolare" e credevo fosse solo una cosa che lo faceva camminare male, ma poi è arrivata la sedia a rotelle, poi la testa non stava più su da sola e poi...
E mia sorella? Cosa sarebbe successo a mia sorella?
E io? Perchè io stavo bene?
Una persona disabile si scontra ogni giorno con le difficoltà che la sua condizione gli impone.
Il fratello di una persona disabile si scontra con il mostro del senso di colpa.
Io avrei dato tutto per prendere il suo posto. Quando la paura di non poter più correre si faceva sentire, allora pregavo perchè chi aveva il potere di cambiare le cose facesse in modo che io e mia sorella camminassimo un mese a testa. Ci credevo davvero. La mattina aprivo gli occhi e aspettavo a muovere le gambe per scoprire se la preghiera avesse funzionato.
Ma magari no. ;)
Ho confermato l'iscrizione per il ritiro di meditazione.
Il 29 dicembre vado in monastero dove rimarrò fino all'8 gennaio. Niente libri, niente telefono, niente parole per 10 giorni e dieci notti. Sveglia alle 4 di mattina e giornata passata a meditare. Vedremo cosa ne verrà fuori. :)
Pasti leggeri e solo colazione e pranzo. Cena no. Il sogno anoressico vero? Eppure questa volta è diverso.
Eppure sono viva.
Eppure voglio vivere.
Qualche giorno fa ho cominciato a scrivere qualcosa e non so più bene dove volessi arrivare. E' qui sotto, incompiuto.
Vi abbraccio con la tenerezza che in questo momento ho nel cuore.
G. era un bambino come noi.
Come noi chi? Come me? Come mia sorella? Io e lei non eravamo forse uguali?
No, non , lo eravamo.
E G.?
No, nemmeno lui lo era.
Giocavamo da piccoli, si.
Lo vedevo tutte le settimane quando accompagnavo mia sorella a fare fisioterapia. C'erano tanti bambini ma nessuno era come me. Per questo loro dovevano andare da L. a fare fisioterapia, lei faceva fare loro tanti esercizi divertenti e, ogni tanto, faceva giocare anche me. Ma per la maggior parte del tempo io dovevo aspettare fuori. Passavo tanto tempo a giocare da sola, avevo tanta fantasia e ricordo ancora la sensazione del mondo che creavo intorno a me. Un giorno, avrò avuto meno di 5 anni, mentre aspettavo che mia sorella finisse la fisioterapia camminando per i corridoi incappai nella gabbia dei canarini. Era insopportabile vederli chiusi lì dentro: aprii la gabbietta e subito uno dei due fuggì via. Richiusi subito lo sportello spaventata e pervasa dal senso di colpa ma rimasi incuriosita ad osservare l'uccellino giallo volare via.
Quando confessai il "misfatto" a mia madre lei mi disse che il canarino sarebbe morto perchè incapace di procurarsi il cibo.
Credo non abbia mai immaginato il dolore e la paura che quella frase mi provocò.
Così come mai ha pensato al dolore e alla paura che provavo nel convivere con la disabilità di mia sorella e con tutto ciò che questa comportava.
G. è morto quando eravamo entrambi in prima media. Aveva la distrofia muscolare. Io la chiamavo "apostrofia muscolare" e credevo fosse solo una cosa che lo faceva camminare male, ma poi è arrivata la sedia a rotelle, poi la testa non stava più su da sola e poi...
E mia sorella? Cosa sarebbe successo a mia sorella?
E io? Perchè io stavo bene?
Una persona disabile si scontra ogni giorno con le difficoltà che la sua condizione gli impone.
Il fratello di una persona disabile si scontra con il mostro del senso di colpa.
Io avrei dato tutto per prendere il suo posto. Quando la paura di non poter più correre si faceva sentire, allora pregavo perchè chi aveva il potere di cambiare le cose facesse in modo che io e mia sorella camminassimo un mese a testa. Ci credevo davvero. La mattina aprivo gli occhi e aspettavo a muovere le gambe per scoprire se la preghiera avesse funzionato.
giovedì 24 novembre 2011
E la vita che pulsa...
...e chiede di entrare.
Ho "ucciso" un po' di farfalle dall'ultimo post ma la vita è sempre più forte. Anche quando penso di lasciarmi andare completamente non riesco mai perchè c'è quella voce che mi chiama da dentro, c'è quella spinta a vivere e sorridere che non mi lascia mai. A volte, assurdamente, combatto contro questa pulsione, ma poi basta una giornata di sole e mi ritrovo di nuovo a far progetti di gioia.
E' difficile sopravvivere al buio che arriva già alle 16.30. A questo fatico a trovare un rimedio! Attendo con ansia il 21 dicembre quando, dopo il solstizio, le giornate torneranno ad allungarsi.
Le mie giornate si susseguono piene di impegni: le mattine si alternano tra laboratori nelle scuole (al momento sto facendo dei laboratori sul baratto) e ippoterapia, i pomeriggi, invece, mi trovano alle prese con ludoteca e biblioteca. Mi piace tutto quello che faccio, sto imparando tanto ma a volte mi esplode il cervello! :)
Poi un week end si e uno no c'è la scuola di naturopatia. Questo week end che sta arrivando è il week end no per cui sabato lavorerò tutto il giorno in biblioteca e domenica pomeriggio parteciperò ad una festa del baratto con il gruppo di volontari che, insieme a me, ha aperto un luogo, nel mio paese, chiamato "Spazio baratto" dove le persone possono portare cose che non usano più e barattarle con altre, ovviamente a costo zero!
Tutto questo anche per spiegarvi come mai scrivo così poco.
Grazie a tutti per i commenti interessantissimi e le mille riflessioni che mi permettete di fare.
Grazie Marco per i brani che mi hai lasciato: sono bellissimi e credo che oggi in biblioteca mi procurerò il testo completo!
A presto amici,
un abbraccio grande.
Chiara
Ho "ucciso" un po' di farfalle dall'ultimo post ma la vita è sempre più forte. Anche quando penso di lasciarmi andare completamente non riesco mai perchè c'è quella voce che mi chiama da dentro, c'è quella spinta a vivere e sorridere che non mi lascia mai. A volte, assurdamente, combatto contro questa pulsione, ma poi basta una giornata di sole e mi ritrovo di nuovo a far progetti di gioia.
E' difficile sopravvivere al buio che arriva già alle 16.30. A questo fatico a trovare un rimedio! Attendo con ansia il 21 dicembre quando, dopo il solstizio, le giornate torneranno ad allungarsi.
Le mie giornate si susseguono piene di impegni: le mattine si alternano tra laboratori nelle scuole (al momento sto facendo dei laboratori sul baratto) e ippoterapia, i pomeriggi, invece, mi trovano alle prese con ludoteca e biblioteca. Mi piace tutto quello che faccio, sto imparando tanto ma a volte mi esplode il cervello! :)
Poi un week end si e uno no c'è la scuola di naturopatia. Questo week end che sta arrivando è il week end no per cui sabato lavorerò tutto il giorno in biblioteca e domenica pomeriggio parteciperò ad una festa del baratto con il gruppo di volontari che, insieme a me, ha aperto un luogo, nel mio paese, chiamato "Spazio baratto" dove le persone possono portare cose che non usano più e barattarle con altre, ovviamente a costo zero!
Tutto questo anche per spiegarvi come mai scrivo così poco.
Grazie a tutti per i commenti interessantissimi e le mille riflessioni che mi permettete di fare.
Grazie Marco per i brani che mi hai lasciato: sono bellissimi e credo che oggi in biblioteca mi procurerò il testo completo!
A presto amici,
un abbraccio grande.
Chiara
domenica 6 novembre 2011
Questo sorriso...
...non è una bugia!
Ve lo lascio qua, al posto delle brutture pubblicate nello scorso post.
E sorridendoVIabbraccio.
Ve lo lascio qua, al posto delle brutture pubblicate nello scorso post.
E sorridendoVIabbraccio.
martedì 1 novembre 2011
(Aggiornato) Sono arrabbiata, ma che dico
(31/10/11)
sono incazzata nera!E lo stomaco me lo vorrei proprio strappare via dal corpo, vorrei poter aprire uno squarcio dal pube allo sterno, infilarci dentro la mano e strappare via lo stomaco e poi gli intestini, rivoltarli e lavarli, lavarli finchè tutta questa rabbia non si sia calmata (mentre rileggo il post mi immagino più che altro con una mazza in mano, mentre colpisco ripetutamente il mio stomaco con tutta la forza che ho...poi potrei anche lavarlo e rimettermelo dentro, poverello).
Va bè, almeno adesso mi sfogo con questi pensieri anzichè correre a vomitare e ad aprirmi davvero degli squarci sul braccio.
Ieri poi non ho vomitato. Se non parto con l'idea di vomitare già prima di mangiare è più facile resistere quando arriva il fastidio dello stomaco che "tira". Forse perchè a differenza del passato ora so che le dita in gola non sono una soluzione accettabile, non sono LA soluzione.
Stasera però è proprio difficile.
Quando le emozioni riempiono ogni cellula e minacciano l'esplosione, vomitare è un modo per diminuire la pressione. Non c'è molto altro che funzioni così bene. Eppure non c'è neanche molto altro che sia così inutile e dannoso.
Scrivere funziona, un po'.
Ora vado di bagno caldo e libro. Si dai, mettiamoci la tisana anche stasera...magari una camomilla.
Avevo intenzione di rispondere ai vostri commenti e di scrivere un post partendo dal commento di Marco che mi ha scritto una mail, ma non posso farcela ora. Sarà per la prossima volta.
Marco posso copiare il commento che mi hai inviato e farci un post? Un consiglio per le prossime volte che vuoi lasciare un lungo commento su un blog e ti dà il messaggio di errore: dividilo in più parti! Anche a me capita...
E un Grazie con la G maiuscola a Dony, a Giuly, alla Marty, a Mari, ad Alice, ad Annalisa, a Elena, a Silvia, a Sara, a Holly, a Rose, a Luigi, a Franci, a Claudia, a Musi a Fede, a Veggie, a Gio, a Serena, a Bianca e a tutti voi di "MondoBlog" che mi fate sentire (e leggere ^^) che ci siete..è così importante sentirsi qualcosa per qualcuno, è così importante che questo qualcuno te lo ricordi...
E Sophie, quante cose vorrei dirti, quante volte in questi ultimi mesi avrei voluto scriverti pagine e pagine di commenti sul tuo blog..sfrutta questo momento di inferno per farti aiutare, è più facile accettare aiuto quando il controllo va a puttane. Ho la sensazione di faticare a respirare quando ti leggo, perchè so fin troppo bene cosa provi. Ma lo sai, tu l'hai capito cosa fare. Fallo. L'ebbrezza del controllo non è la felicità e non vale la sofferenza che si nasconde nell'altra faccia della medaglia.
E Mia, finalmente sei tornata e mi fa rabbia leggere che stai male, mi fa rabbia vedere tanta intelligenza intrappolata in un buco nero, vorrei urlare così forte da rompere le pareti che ti opprimono ma sai qual'è la verità? Che quelle pareti sono di cartapesta e basterebbe un tuo soffio...
E Aisling certo che troverai il modo di sistemare le cose perchè sei splendida. E ogni volta che ti leggo ti sento così simile a me e spero che spiccherai il volo molto prima di quanto non abbia fatto (o stia cercando di fare?) io.
E Maria spero un giorno di entrare nel tuo blog e trovare un po' di luce in quel nero, meno insulti verso te stessa e un po' più spazio ai tuoi bellissimi sorrisi.
E Victoria grazie per essere arrivata qui.
E Mari, mia cara Mari, lo sai che poche settimane fa, quando stavo malissimo, ho proprio pensato di scrivere A TE? E il solo pensiero mi ha fatto stare meglio. Però so che farlo davvero mi farebbe ancora più bene. E rimane che mi manchi tanto e mi mancano i tuoi post luminosi, illuminanti e materni. Però ti sento e ti vedo sempre. E si, quello che è successo nell'altro blog è proprio una magia, di quelle che tu sai fare! :)
E grazie a Rita, a Diana, a Gaia e Ele, alla Stefy, alla Cri, a Fabri, a Dani, a Chicco, a Carlo, a Carola, a Sergio, alla Ma e a tutti gli amici della vita "reale", quelli che sento ogni giorno e quelli che è troppo tempo che non chiamo. Quelli che mi riempiono di messaggi quando mi sentono vacillare e quelli che mi lasciano lo spazio per rialzarmi trattenendo il fiato per la paura che mi possa fare ancora del male. Quelli che mi invitano e cena, che mi ricordano che mi aspettano agli allenamenti. Quelli che mi chiedono consigli e che mi fanno sentire speciale. Quelli che quando si parte a ridere non ci si ferma più. Quelli che rivedo dopo mille anni e sembra non sia passato un secondo. Quelli che basta un abbraccio perchè tutto sembri migliore. Quelli che so che ci sono sempre, anche se non riesco mai a chieder loro aiuto.
E grazie anche a TE, che mi fai passare momenti meravigliosi e poi mi scaraventi davanti alle mie paure e mi fai affiorare questa rabbia esplosiva che mi fa venire voglia di farmi a pezzi. E un po' di fare a pezzi anche te (questo lo prendo come un passo avanti!). Ci vuole anche questo no? Mi fa capire che il mio star bene è incompleto, che c'è ancora molto da fare qui dentro...
Ecco, in questo momento ho bisogno di pensare a tutti voi (magari a TE, adesso, anche no).
Avrei bisogno anche di piangere e urlare un po' ma mi sa che non ce la faccio.
E due dita in gola mi solleverebbero. Cazzo. Ma bisogna smetterla con questa storia. Ci siamo anche un po' rotti tutti le palle. BASTA.
Come mi ha scritto Mari: basta Chiara, Chiara basta.
Ma che cavolo di post ho scritto??????
Bah..
Loving you.
Chiara
1/11/11 ore 20.00
Aggiornamento.
Ci sono due milioni di motivi per non postare questa foto, non me ne viene in mente nemmeno uno per pubblicarla. Forse è per questo che lo farò?
Era da una vita che non vedevo il mio braccio in questo stato. Niente di grave, è vero, ma guardarlo è brutto lo stesso.
E poi perchè questa perversione delle foto?
Scusatemi celluline.
sabato 29 ottobre 2011
Stomaco pieno
Penso che vomitare no, ora non sia proprio il caso..
Proviamo con una tisana ed un libro? :)
Proviamo con una tisana ed un libro? :)
giovedì 20 ottobre 2011
Ab-uso. L'amore ritraccia i confini violati.
Dal sito anoressia-bulimia.it:
"Un numero sempre maggiore di studi ha evidenziato che nel passato della maggior parte delle pazienti affette da bulimia nervosa è presente una storia di abusi fisici, psicologici, o sessuali.
Da questi studi emerge anche una serie di altri dati preoccupanti.
Per esempio, si è visto che le pazienti bulimiche con una storia passata di abusi presentano maggiore difficoltà a seguire i programmi terapeutici sia di tipo ambulatoriale che ospedaliero.
Tendono cioè, più spesso delle pazienti che non presentano questo tipo di traumi, a ricadere nei loro comportamenti sintomatici e/o ad abbandonare le terapie.
Inoltre le pazienti bulimiche con un passato di abusi sessuali infantili risultano più impulsive e con un temperamento più portato alla rabbia, e comunque più caratterizzato da intense emozioni aggressive.
Questo probabilmene spiega perchè questo tipo di pazienti tende più spesso delle altre a comportamenti di tipo autolesionistico.
Quaste pazienti si sentono inoltre molto più insicure delle altre, sono caratterialmente più fragili e presentano spesso dei disturbi della personalità associati alla bulimia.
Il loro più difficile adattamento all’ambiente e la loro (comprensibile) minor fiducia nelle relazioni interpersonali (comprese quelle psicoterapeutiche), fanno sì che queste pazienti tendano ad essere particolarmente refrattarie ai trattamenti.
La loro aggressività nei confronti dei terapeuti, come pure le loro frequenti fughe dai trattamenti, altro non sono se non rudimentali meccanismi di difesa rispetto al loro bisogno di sperimentare una relazione “riparativa” del loro trauma.
Eppure, è dimostrato che in questi casi i programmi di autoaiuto danno esiti fallimentari.
E il trattamento psicoterapeutico ha dimostrato (per quelle che riescono a tollerarlo) di essere fino ad ora l’unica strada possibile per permettere a queste pazienti di dare un senso a quanto accade nella loro vita e a riprendere fiducia nel prossimo."
So che siamo in tante qui.
C'è chi ha la forza di ammetterlo e chi se lo tiene dentro ma quel dolore lo conosciamo tutte.
Parlarne aiuta però e il dolore si può superare. Rimarrà una cicatrice indelebile ma le cicatrici sono come le rughe: raccontano che abbiamo vissuto e sofferto ed anche che abbiamo resistito e vinto.
Se potete non odiate. Non augurate male a chi ne ha fatto a voi, bloccate la spirale.
Quando siete pronte, perdonate.
Voi potete farlo e vi sentirete meglio.
Noi possiamo farlo e ci sentiremo meglio.
E io rimango convinta che si possa guarire del tutto. Probabilmente da sole non ce la si fa ma non credo che la psicoterapia sia proprio l’unica alternativa: ad ognuna il piacere di scoprire la sua!
Ogni tanto mi arriva una mail o un commento su vecchi post che mi raccontano di un dramma simile al mio e, ogni volta, vorrei avere chi mi scrive proprio davanti a me per un abbraccio profondo e per sussurrare nel suo orecchio di sorridere e amare perché sono potentissime medicine contro questi mali. Quando c’è buio si accende la luce, non si rompono altre lampadine.
Ci auguro di scoprire tutto l’amore di cui siamo fatte e di rivolgerlo verso questo nostro corpo troppo maltrattato e verso queste noi che non aspettano altro che una carezza.
Chiara
mercoledì 19 ottobre 2011
Parlami ora...
...non aspettare quel giorno che potrebbe non arrivare mai.
Io sono qui, adesso.
Io ti amo, ora.
Esiste solo il presente.
Non lasciamo che scivoli via.
Io sono qui, adesso.
Io ti amo, ora.
Esiste solo il presente.
Non lasciamo che scivoli via.
(Non ho vomitato né ieri né oggi. Sono contenta!
E ho anche chiesto aiuto. Troppo brava. ^_^
Ora devo solo lasciare che me lo diano davvero.)
domenica 16 ottobre 2011
Benvenuto blog!
Tanto, tanto tempo che ci penso. Pochi giorni fa ho deciso che avrei almeno dovuto crearlo questo blog! Poi, per riempirlo di contenuti, ci sarà tempo, anche se in mente ho già tantissimi post, alcuni già dalla scorsa estate!!
Voglio parlare di una vita sostenibile.
Voglio parlare di verità che vengono taciute ai molti perchè d'intralcio all'arricchimento e allo stra potere di pochi.
Voglio condividere le mie scoperte e i miei esperimenti.
Voglio conoscere nuove persone con cui condividere e da cui IMPARARE.
Voglio dire.
Voglio agire.
Spero possa interessare e coinvolgere anche voi.
E' una via che fa stare bene: al di la di ogni difficoltà e ricaduta negli schemi patologici, c'è la consapevolezza del RISVEGLIO da questa nebbia, che qualcuno vuol farci credere sia la realtà, ed il costante tentativo di rispettare ogni essere vivente, di rispettare la vita. E così è cresciuto a dismisura anche l'amore verso me stessa. E infatti ora soffro quando mi capita di crollare e di farmi del male. E mi chiedo scusa.
Io sto meglio.
Da tre/quattro giorni mi sono ripresa dal torpore e ho di nuovo voglia di fare e di crescere.
E sono positiva. :)
Cercherò di tenervi aggiornati!
E questo è l'indirizzo del nuovo blog: passerà probabilmente altro tempo prima che io cominci a scrivere e ad arricchirlo, ma ora so che c'è! Che lui mi aspetta! E la cosa mi piace tanto. :D
Tutto l'amore che ho: Eco-blog
Non sono ancora sicura che questo sia il titolo definitivo del blog...ma cosa c'è, infondo, di definitivo? Niente per fortuna!!
E c'è già qualche esploratore del web che mi ha trovata e si è unito al mio blog! ;) Grande Luigi!!
Ogni critica o consiglio è molto ben accetto.
A presto ragazzi, spero con tutto il mio cuore che ognuno di noi possa andare a letto contento per qualcosa stasera. Sono sicura che, se ci pensiamo, qualcosina per cui gioire c'è sempre. A volte è così minuscola che non ci interessa nemmeno guardarla ma, forse, se facessimo uno sforzo e ci concentrassimo solo su di lei potremmo addormentarci e svegliarci più sereni...ci proviamo? Io ci provo.
Un abbraccio grande, grande.
Chiara
martedì 11 ottobre 2011
Se non arriva quella mano a fermare la tua...
...
"Ricorda, se hai bisogno di una mano, la troverai alla fine del tuo braccio e mentre diventi più grande, ricorda che hai un'altra mano: la prima serve ad aiutare te stesso, la seconda serve ad aiutare gli altri."
Audrey Hepburn
- Per avere labbra attraenti,
pronuncia parole gentili
Per avere uno sguardo amorevole,
cerca il lato buono delle persone
Per avere un aspetto magro,
condividi il tuo cibo con l’affamato
Per avere capelli bellissimi,
lascia che un bimbo li attraversi con le proprie dita una volta al giorno.
Ricorda, se mai avrai bisogno di una mano,
le troverai alla fine di entrambe le tue braccia.
Quando diventerai anziana, scoprirai di avere due mani,
una per aiutare te stessa,
la seconda per aiutare gli altri.
La bellezza di una donna aumenta con il passare degli anni.
La bellezza di una donna non risiede nell’estetica, ma la vera bellezza in una donna è riflessa nella propria anima. E’ la preoccupazione di donare con amore, la passione che essa mostra.
Audrey Hepburn
Grazie dei commenti, delle mail, degli sms. Grazie davvero!
Come al solito avrei tante cose da rispondervi ma non è facile.
Lascio parlare la meravigliosa Audrey.
Un abbraccio di cuore.
mercoledì 5 ottobre 2011
e DCAmola sta verità!
Fanculo al diario alimentare.
Tanto per cominciare.
Sapevo sarebbe successo ma ho continuato imperterrita su quella strada.
Stasera torno a casa dopo il lavoro, distrutta (sono un po' di notti che fatico a dormire) e affamata (sono un po' di giorni (tanti) che mangio meno di quello di cui avrei bisogno). Dovrei andare ad allenarmi ma al disperato stato fisico si aggiunge l'ora tarda e così rinuncio e rimango a casa.
Dopo aver consumato la mia cena mi rendo conto di avere ancora fame ma, stavolta, la sensazione non è piacevole: sono consapevole dell'imminente perdita di controllo.
Apro un cartone da un litro di latte d'avena e lo finisco tutto. Faccio il calcolo delle calorie totali della giornata: 1900.
Ok, è finita, devo vomitare.
Preciso che quasi la metà di queste calorie derivava da succhi di frutta naturali e latte d'avena, quindi calorie pressoché prive di grassi, il che, se proprio vogliamo rimanere nel circolo del conteggio calorie, dovrebbe tranquillizzare una persona normale che ha corso da una parte all'altra dalle 6.50 di mattina alle 19.30 di sera.
Ma io non sono una persona normale.
Dato che ho deciso di vomitare, cerco di ficcare qualcos'altro nell'ormai piccolo stomaco già pieno ma arrivo presto al limite, così parto con lo svuotamento numero uno.
Le sessioni si susseguono rapidamente finchè, stremata, mi guardo allo specchio.
E partono le riflessioni.

Tanto per cominciare.
Sapevo sarebbe successo ma ho continuato imperterrita su quella strada.
Stasera torno a casa dopo il lavoro, distrutta (sono un po' di notti che fatico a dormire) e affamata (sono un po' di giorni (tanti) che mangio meno di quello di cui avrei bisogno). Dovrei andare ad allenarmi ma al disperato stato fisico si aggiunge l'ora tarda e così rinuncio e rimango a casa.
Dopo aver consumato la mia cena mi rendo conto di avere ancora fame ma, stavolta, la sensazione non è piacevole: sono consapevole dell'imminente perdita di controllo.
Apro un cartone da un litro di latte d'avena e lo finisco tutto. Faccio il calcolo delle calorie totali della giornata: 1900.
Ok, è finita, devo vomitare.
Preciso che quasi la metà di queste calorie derivava da succhi di frutta naturali e latte d'avena, quindi calorie pressoché prive di grassi, il che, se proprio vogliamo rimanere nel circolo del conteggio calorie, dovrebbe tranquillizzare una persona normale che ha corso da una parte all'altra dalle 6.50 di mattina alle 19.30 di sera.
Ma io non sono una persona normale.
Dato che ho deciso di vomitare, cerco di ficcare qualcos'altro nell'ormai piccolo stomaco già pieno ma arrivo presto al limite, così parto con lo svuotamento numero uno.
Le sessioni si susseguono rapidamente finchè, stremata, mi guardo allo specchio.
E partono le riflessioni.
Dentro di me c'è ancora lei:
Ed io le sto facendo questo:
E dov'è lei?

Non so bene perchè mi voglia sputtanare così, con queste foto, ma so che sono stufa.
Altro che thinspo! Questi sono i DCA!
E mi spiace aver colorato o offuscato alcune foto ma, in certi casi, c'è stata la necessità di coprire parti nude, in altri il bisogno di mascherare un minimo la cruda realtà, perchè non mi sono messa in posa, stavo vomitando davvero e quando ho tirato fuori la testa dal cesso gli occhi lacrimavano e il volto era sporco. E io sono stufa di queste immagini vuote, cattive e bugiarde:
Volevo un po' di realtà. Ma ho avuto bisogno di colorarla. Ma rimane uno schifo comunque. Ma uno schifo REALE.
E le ossa della schiena, il costato, le clavicole sporgenti, non hanno nulla di bello, così come il volto distrutto, le occhiaie e la bocca sporca di vomito.
E, come le riviste di moda patinate, mi fanno pensare a questo:
Penso alla morte del rispetto della dignità umana. Penso che abbiamo imparato a trattarci come corpi da buttare via mentre, in realtà, tendiamo disperatamente all'amore e alla salvezza.
Riflessioni. Sono solo riflessioni.
Non ho risposte.
Ma il diario alimentare lo chiudo in un cassetto.
lunedì 3 ottobre 2011
Pagine di diario
Secondo me, Dony, un po' pazza lo sono.
Ne ho le prove.
Mi vergogno tantissimo ma le pubblico:
Mi dispiace, sento una responsabilità verso tutte le ragazze che passano di qui per leggere che ce la si può fare ad uscirne, ma ora va così e ho bisogno di dirlo a qualcuno.
Però ve lo urlo che si può uscire, io ne sono convinta!
Forse, però, era troppo presto per affrontare una separazione così dolorosa nel momento del cammino in cui mi trovavo, ed ho avuto bisogno di una stampellina.
Ma solo tre anni anni fa sarebbe stato molto, molto peggio e non avrei visto vie di uscita. Invece ora lo so che c'è l'uscita, forse non sono ancora pronta a varcare la soglia..ho bisogno di stare un po' qui. Ancora un po'.
Non credo che lascerò per molto questa foto perchè è veramente imbarazzante.
Dony, presto conoscerò anche io il mio peso. Ma due numerini...non possiamo farci cambiare la vita da due miseri numerini, no???
Dai, forza e coraggio.
Tutte. Siamo tutte in grado di stare bene ed essere felici. Basta voler fare quel passetto.
Il punto è: lo vogliamo fare?
P.S. Vorrei precisare che, secondo me, la follia sta nell'annotare qualsiasi cosa mangio più che in quel che mangio!
Ne ho le prove.
Mi vergogno tantissimo ma le pubblico:
Mi dispiace, sento una responsabilità verso tutte le ragazze che passano di qui per leggere che ce la si può fare ad uscirne, ma ora va così e ho bisogno di dirlo a qualcuno.
Però ve lo urlo che si può uscire, io ne sono convinta!
Forse, però, era troppo presto per affrontare una separazione così dolorosa nel momento del cammino in cui mi trovavo, ed ho avuto bisogno di una stampellina.
Ma solo tre anni anni fa sarebbe stato molto, molto peggio e non avrei visto vie di uscita. Invece ora lo so che c'è l'uscita, forse non sono ancora pronta a varcare la soglia..ho bisogno di stare un po' qui. Ancora un po'.
Non credo che lascerò per molto questa foto perchè è veramente imbarazzante.
Dony, presto conoscerò anche io il mio peso. Ma due numerini...non possiamo farci cambiare la vita da due miseri numerini, no???
Dai, forza e coraggio.
Tutte. Siamo tutte in grado di stare bene ed essere felici. Basta voler fare quel passetto.
Il punto è: lo vogliamo fare?
P.S. Vorrei precisare che, secondo me, la follia sta nell'annotare qualsiasi cosa mangio più che in quel che mangio!
sabato 1 ottobre 2011
Questo capitolo della mia vita si intitola Correre.
Tra cadute e ricadute, boccate d'aria e apnea qui si resiste e non si molla.
E passare tanto tempo con i cavalli mi fa felice.
E vedere persone che incontrano sempre difficoltà in ogni cosa che fanno, salire a cavallo e stare bene, mi fa felice.
Io però non lo so se sono felice.
Corro.
E conto le calorie.
Però non mollo, davvero, non mollo.
Il 27 novembre affronterò la maratona di Firenze. Per ora sono a 34 km di corsa, mercoledì ne correrò 36/37. Come mi fa stare bene correre!
E quando vado a comprare vestiti entro in camerino con taglie M/L e 44 e le commesse mi guardano come se fossi pazza e mi portano le S e le 38/40 e hanno ragione loro. Un po' pazza credo di esserlo, si.
Ci sono i periodi così. E forse ci possono anche stare. Per ora vivo di rendita di tutto il lavoro fatto negli ultimi anni. Sono stata proprio brava.
E intanto, in mezzo a questo senso di smarrimento e di vuoto, metto in atto i meccanismi che mi rassicurano ma non smetto di lavoricchiare su di me. Un colpo al cerchio e uno alla botte. Secondo me alla fine della tempesta il bilancio sarà positivo!
Abbraccio a voi.
P.S. se ogni tanto trovate il blog privatizzato è perchè ho bisogno di tirare le tende per un po'.
E passare tanto tempo con i cavalli mi fa felice.
E vedere persone che incontrano sempre difficoltà in ogni cosa che fanno, salire a cavallo e stare bene, mi fa felice.
Io però non lo so se sono felice.
Corro.
E conto le calorie.
Però non mollo, davvero, non mollo.
Il 27 novembre affronterò la maratona di Firenze. Per ora sono a 34 km di corsa, mercoledì ne correrò 36/37. Come mi fa stare bene correre!
E quando vado a comprare vestiti entro in camerino con taglie M/L e 44 e le commesse mi guardano come se fossi pazza e mi portano le S e le 38/40 e hanno ragione loro. Un po' pazza credo di esserlo, si.
Ci sono i periodi così. E forse ci possono anche stare. Per ora vivo di rendita di tutto il lavoro fatto negli ultimi anni. Sono stata proprio brava.
E intanto, in mezzo a questo senso di smarrimento e di vuoto, metto in atto i meccanismi che mi rassicurano ma non smetto di lavoricchiare su di me. Un colpo al cerchio e uno alla botte. Secondo me alla fine della tempesta il bilancio sarà positivo!
Abbraccio a voi.
P.S. se ogni tanto trovate il blog privatizzato è perchè ho bisogno di tirare le tende per un po'.
mercoledì 7 settembre 2011
Ma tu come STAI?
Ieri parlavo con un amico su fb e, solo dopo che ci siamo salutati, ho notato che mi aveva fatto una domanda che, chissà come mai, non avevo letto!
"Ma tu come STAI?"
Già, io come sto?
Ormai ho il pilota automatico quando rispondo a questa domanda ma forse dovrei fermarmi un attimo e rispondermi con onestà.
Sto che continuo a camminare, e le gambe si fanno sempre più forti.
Sto che ci sono persone che mi mancano da impazzire e vorrei tirarle fuori da un ricordo o da una fotografia ma non è possibile. Però non sono ancora impazzita.
Sto che corro, corro e non mi fermerei mai. Una passione che è diventata una salvezza, un piacere infinito. Mi fa bene al corpo e forse ancor più alla mente. E' una goduria vedere i risultati che migliorano a vista d'occhio, sentirmi sempre più in forma. Mi sto preparando per affrontare una maratona a fine novembre, venerdì prevedo di correre 26 km in 2 ore 40 minuti.
Sto che non ho toccato cibo per tutta la prima settimana dopo che lui se n'è andato, che quella dopo ho vomitato tre volte ma poi ho smesso e ho ripreso a mangiare. Se mangio abbastanza, questo non lo so. A un certo punto ho perso i riferimenti, a volte mi sembra di mangiare tantissimo ma poi un'ora dopo aver finito il pasto ho di nuovo fame. Sarà anche perchè con tutto l'allenamento che faccio ho aumentato parecchio la massa magra (i muscoli) che brucia molto di più e che quindi mi chiede di introdurre più benzina. Fatto sta che ogni tanto mi sarebbe utile qualcuno che mi desse un rimando.
Sto che tra corse e camminate e alimentazione incerta, i vestiti mi vanno sempre più larghi. Questo non è necessariamente un brutto segno: non c'è niente di male a cambiare forma, purchè avvenga in modo sano e naturale. Di sicuro non sono troppo magra. C'è però qualche segnale che mi preoccupa.
PRIMO: non riesco a pesarmi. Vorrei controllare il mio peso anche per monitorare gli allenamenti ma ho un blocco. Ho paura che possa diventare un'ossessione e non voglio! Poi sono consapevole di quanto pesino i muscoli e che quindi il mio essere dimagrita potrebbe corrispondere ad un aumento di peso: si può pesare 50 kg e portare la 44 e pesarne 55 portando la 40. DIREI CHE TUTTO QUESTO DISCORSO CHE HO APPENA FATTO E' VAGAMENTE PREOCCUPANTE.
SECONDO: nelle foto faccio fatica a riconoscermi e mi sembro molto più magra di quando mi guardo allo specchio. Qualcuno lo chiama dismorfismo corporeo. Vi dirò di più: pochi giorni fa ho visto questa foto:
e ho pensato che questa ragazza avesse un bel fisico.
Poi ho visto quest'altra foto:
e l'associare quel fisico al mio volto mi ha lasciata stupita e ha cambiato la percezione dell'immagine corporea anche nella foto! Quando ho visto la mia immagine e mi sono riconosciuta, il mio cervello mi ha mandato segnali diversi rispetto a quando ho osservato un corpo senza sapere di essere io. E la cosa peggiora allo specchio: il mio riflesso ha almeno una taglia in più! Incredibile questa cosa..devo dire che è un fenomeno che mi affascina! Che però mi deve far stare allerta.
Sto che spesso chissenefrega di tutto ciò, che ho trovato una dimensione di pace e di amore che non avevo mai conosciuto prima e l'ho trovato dentro di me!! Proprio lì dove prima abitavano (o credevo abitassero) solo rabbia e dolore, e invece no! Invece è l'estasi dentro di noi, un'estasi che si propaga nell'universo.
Ho scoperto la potenza vivificante della meditazione e adesso, chi mi ferma più? :)
Sto che amo ciò che scelgo di mangiare. Il mio viaggio verso un'alimentazione naturale cominciato tre anni fa è arrivato a un ottimo punto di maturazione. Da ormai più di un anno ho eliminato qualsiasi forma di derivato animale e ridotto a meno del minimo i cibi confezionati e, che dire, sto che è una meraviglia! Non so più cosa sia un mal di testa (sono tre anni che non prendo una medicina!), non mi sento mai stanca, ho energia fin dalla prima mattina, niente sonnolenza postprandiale, niente acidità di stomaco, niente raffreddore o febbre (e, badate bene, io lavoro con i bambini!). Dovrei fare degli esami del sangue per vedere se è migliorata o scomparsa l'anemia (che possa essere peggiorata o rimasta uguale lo escludo a priori) ma sto così bene che non c'è motivo di farmi bucare il braccio..
Adoro cucinare perchè so che sto facendo qualcosa per il mio bene e la semplicità, la sobrietà, la qualità del cibo che mi preparo mi rendono felice.
Sto che poi, a volte, ho una paura fottuta della "solitudine", dell'inverno che arriverà e di ogni altra sorta di pensiero sul futuro. Ed allora entro nel mio corpo, cerco di abitare le sensazioni fisiche anzichè perdermi in elucubrazioni mentali che hanno poca ragion d'essere. Mi rendo conto di quanto sono lontana dalla verità quando mi racconto di essere sola: ho me stessa, le mie passioni, il fuoco che mi illumina da dentro e ho tante persone che amo e che mi amano. E poi tutto ciò che sarà sarà, non è adesso il momento di pensarci! Le cose fanno sempre molta più paura ad immaginarle che a viverle. E poi la vita sa esattamente cosa fa, io mi voglio fidare.
Il mio corpo lo sa qual'è la verità, sto cercando di rimparare ad ascoltarlo e capirlo.
Sto che ho voglia di ricominciare a lavorare con i bambini, con i cavalli (ve l'ho detto che ho fatto il corso di ippoterapia?) e di fare duemilacinquecento cose! Tanto ora so che non servono tante ore di sonno: è la qualità del riposo e della veglia che conta.
Sto che a volte vorrei poter decidere tutto quello che mi succede ma per fortuna non ne ho la possibilità!! Chissà quanti danni farei e quante cose mi precluderei. Sia fatta la Tua volontà, non la mia. E con quel Tua io mi rivolgo alla Vita, alla Madre Terra.
Sto che non mi taglio da tantissimo tempo!! =)
Non mi sono tagliata nemmeno quando Mauri se n'è andato!
Sto che sono davvero forte.
Sto che sono davvero in ritardo! ^^'
Lascio una canzone bellissima. Per me. Per voi.
"Ma tu come STAI?"
Già, io come sto?
Ormai ho il pilota automatico quando rispondo a questa domanda ma forse dovrei fermarmi un attimo e rispondermi con onestà.
Sto che continuo a camminare, e le gambe si fanno sempre più forti.
Sto che ci sono persone che mi mancano da impazzire e vorrei tirarle fuori da un ricordo o da una fotografia ma non è possibile. Però non sono ancora impazzita.
Sto che corro, corro e non mi fermerei mai. Una passione che è diventata una salvezza, un piacere infinito. Mi fa bene al corpo e forse ancor più alla mente. E' una goduria vedere i risultati che migliorano a vista d'occhio, sentirmi sempre più in forma. Mi sto preparando per affrontare una maratona a fine novembre, venerdì prevedo di correre 26 km in 2 ore 40 minuti.
Sto che non ho toccato cibo per tutta la prima settimana dopo che lui se n'è andato, che quella dopo ho vomitato tre volte ma poi ho smesso e ho ripreso a mangiare. Se mangio abbastanza, questo non lo so. A un certo punto ho perso i riferimenti, a volte mi sembra di mangiare tantissimo ma poi un'ora dopo aver finito il pasto ho di nuovo fame. Sarà anche perchè con tutto l'allenamento che faccio ho aumentato parecchio la massa magra (i muscoli) che brucia molto di più e che quindi mi chiede di introdurre più benzina. Fatto sta che ogni tanto mi sarebbe utile qualcuno che mi desse un rimando.
Sto che tra corse e camminate e alimentazione incerta, i vestiti mi vanno sempre più larghi. Questo non è necessariamente un brutto segno: non c'è niente di male a cambiare forma, purchè avvenga in modo sano e naturale. Di sicuro non sono troppo magra. C'è però qualche segnale che mi preoccupa.
PRIMO: non riesco a pesarmi. Vorrei controllare il mio peso anche per monitorare gli allenamenti ma ho un blocco. Ho paura che possa diventare un'ossessione e non voglio! Poi sono consapevole di quanto pesino i muscoli e che quindi il mio essere dimagrita potrebbe corrispondere ad un aumento di peso: si può pesare 50 kg e portare la 44 e pesarne 55 portando la 40. DIREI CHE TUTTO QUESTO DISCORSO CHE HO APPENA FATTO E' VAGAMENTE PREOCCUPANTE.
SECONDO: nelle foto faccio fatica a riconoscermi e mi sembro molto più magra di quando mi guardo allo specchio. Qualcuno lo chiama dismorfismo corporeo. Vi dirò di più: pochi giorni fa ho visto questa foto:
e ho pensato che questa ragazza avesse un bel fisico.
Poi ho visto quest'altra foto:
e l'associare quel fisico al mio volto mi ha lasciata stupita e ha cambiato la percezione dell'immagine corporea anche nella foto! Quando ho visto la mia immagine e mi sono riconosciuta, il mio cervello mi ha mandato segnali diversi rispetto a quando ho osservato un corpo senza sapere di essere io. E la cosa peggiora allo specchio: il mio riflesso ha almeno una taglia in più! Incredibile questa cosa..devo dire che è un fenomeno che mi affascina! Che però mi deve far stare allerta.
Sto che spesso chissenefrega di tutto ciò, che ho trovato una dimensione di pace e di amore che non avevo mai conosciuto prima e l'ho trovato dentro di me!! Proprio lì dove prima abitavano (o credevo abitassero) solo rabbia e dolore, e invece no! Invece è l'estasi dentro di noi, un'estasi che si propaga nell'universo.
Ho scoperto la potenza vivificante della meditazione e adesso, chi mi ferma più? :)
Sto che amo ciò che scelgo di mangiare. Il mio viaggio verso un'alimentazione naturale cominciato tre anni fa è arrivato a un ottimo punto di maturazione. Da ormai più di un anno ho eliminato qualsiasi forma di derivato animale e ridotto a meno del minimo i cibi confezionati e, che dire, sto che è una meraviglia! Non so più cosa sia un mal di testa (sono tre anni che non prendo una medicina!), non mi sento mai stanca, ho energia fin dalla prima mattina, niente sonnolenza postprandiale, niente acidità di stomaco, niente raffreddore o febbre (e, badate bene, io lavoro con i bambini!). Dovrei fare degli esami del sangue per vedere se è migliorata o scomparsa l'anemia (che possa essere peggiorata o rimasta uguale lo escludo a priori) ma sto così bene che non c'è motivo di farmi bucare il braccio..
Adoro cucinare perchè so che sto facendo qualcosa per il mio bene e la semplicità, la sobrietà, la qualità del cibo che mi preparo mi rendono felice.
Sto che poi, a volte, ho una paura fottuta della "solitudine", dell'inverno che arriverà e di ogni altra sorta di pensiero sul futuro. Ed allora entro nel mio corpo, cerco di abitare le sensazioni fisiche anzichè perdermi in elucubrazioni mentali che hanno poca ragion d'essere. Mi rendo conto di quanto sono lontana dalla verità quando mi racconto di essere sola: ho me stessa, le mie passioni, il fuoco che mi illumina da dentro e ho tante persone che amo e che mi amano. E poi tutto ciò che sarà sarà, non è adesso il momento di pensarci! Le cose fanno sempre molta più paura ad immaginarle che a viverle. E poi la vita sa esattamente cosa fa, io mi voglio fidare.
Il mio corpo lo sa qual'è la verità, sto cercando di rimparare ad ascoltarlo e capirlo.
Sto che ho voglia di ricominciare a lavorare con i bambini, con i cavalli (ve l'ho detto che ho fatto il corso di ippoterapia?) e di fare duemilacinquecento cose! Tanto ora so che non servono tante ore di sonno: è la qualità del riposo e della veglia che conta.
Sto che a volte vorrei poter decidere tutto quello che mi succede ma per fortuna non ne ho la possibilità!! Chissà quanti danni farei e quante cose mi precluderei. Sia fatta la Tua volontà, non la mia. E con quel Tua io mi rivolgo alla Vita, alla Madre Terra.
Sto che non mi taglio da tantissimo tempo!! =)
Non mi sono tagliata nemmeno quando Mauri se n'è andato!
Sto che sono davvero forte.
Sto che sono davvero in ritardo! ^^'
Lascio una canzone bellissima. Per me. Per voi.
E se guardo bene il mondo m'accorgo presto di quello che sei,
sei una che tira fuori la sua verità e non la sottointende
e non hai spine per potere pungere quando qualcuno scopre quello che sei,
solo petali di rosa da donare a chi sai.
Così vai via
colomba tu vai via
e se domani chiedo dove sei finita, così sparita,
rispondimi che va bene anche se non ho avuto il coraggio di volare via con te.
Vola
ed in un momento sei da sola,
nessuno è più con te,
perché chi vola ha sempre più paura di chi resta giù.
Vola
che la vita ti sorride ancora,
ancora più che a me
perché chi vola va sempre più lontano.
So che non è stato un bene,
il coraggio può mancare
soprattutto quando il tuo cuore non lo conosci ancora bene.
Quindi, solo per concludere, spero tu saprai aspettare
che col tempo, magari poi non tanto, anch'io imparerò a volare.
Vola
ed in un momento sei da sola,
nessuno è più con te,
perché chi vola ha sempre più paura di chi resta giù.
Vola
che la vita ti sorride ancora,
ancora più che a me
perché chi vola va sempre più lontano.
Vola
ed in un momento sei da sola,
nessuno è più con te,
perché chi vola ha sempre più paura di chi resta giù.
Vola
che la vita ti sorride ancora,
ancora più che a me
perché chi vola va sempre più lontano.
sei una che tira fuori la sua verità e non la sottointende
e non hai spine per potere pungere quando qualcuno scopre quello che sei,
solo petali di rosa da donare a chi sai.
Così vai via
colomba tu vai via
e se domani chiedo dove sei finita, così sparita,
rispondimi che va bene anche se non ho avuto il coraggio di volare via con te.
Vola
ed in un momento sei da sola,
nessuno è più con te,
perché chi vola ha sempre più paura di chi resta giù.
Vola
che la vita ti sorride ancora,
ancora più che a me
perché chi vola va sempre più lontano.
So che non è stato un bene,
il coraggio può mancare
soprattutto quando il tuo cuore non lo conosci ancora bene.
Quindi, solo per concludere, spero tu saprai aspettare
che col tempo, magari poi non tanto, anch'io imparerò a volare.
Vola
ed in un momento sei da sola,
nessuno è più con te,
perché chi vola ha sempre più paura di chi resta giù.
Vola
che la vita ti sorride ancora,
ancora più che a me
perché chi vola va sempre più lontano.
Vola
ed in un momento sei da sola,
nessuno è più con te,
perché chi vola ha sempre più paura di chi resta giù.
Vola
che la vita ti sorride ancora,
ancora più che a me
perché chi vola va sempre più lontano.
(Grazie Se)
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