Segui la tua FELICITA' e l'universo ti aprirà porte dove prima c'erano solo muri.




venerdì 27 novembre 2009

A volte è meglio non credere ai nostri occhi...e nemmeno alla nostra testa!!








Le linee rosse sono rette e perfettamente parallele













I quadrati sono perfettamente regolari













Se ribaltata un'immagine può cambiare decisamente aspetto!












Vedete un quadrato bianco? SONO SOLO QUATTRO CERCHI INCOMPLETI!












 Vedete un triangolo? È l'insieme delle figure che ti DÀ L'ILLUSIONE di vederlo!











Ed ora il più figo...




L'immagine è ferma immobile!!!! È il vostro cervello che fa il resto!





Bè, forse a volte la nostra mente fa cilecca...
Forse a volte (o forse spesso??!) la realtà non è come la percepiamo...
Forse dovremmo esserne tutti più consapevoli...




Voglio mostrarvi anche un video interessante.
Lasciatelo caricare completamente prima di guardarlo.
Immaginate che ciò che guardate nel video corrisponda ai bombardamenti mediatici e ai disvalori che ci propinano quotidianamente. Una volta finito il video (che corrisponde a "una volta sole con voi stesse") guardate un po' come vedrete le cose intorno a voi...È davvero così la realtà??? O è solo CONDIZIONAMENTO?









Un'ultimissima chicca!!!
Questo draghetto voglio assolutamente costruirlo anche io!!
Sempre in tema di "la realtà non è esattamente ciò che la nostra mente ci suggerisce"...

Il drago di cartone gira la testa per seguire l’osservatore in movimento intorno a lui.
L’illusione si genera perchè il nostro cervello INTERPRETA ERRONEAMENTE l’aspetto del drago: benchè il suo volto sia concavo il cervello lo percepirà come sporgente e si illuderà che muova la testa a seconda dei nostri movimenti.








NON CI CASCHIAMO!!!
O almeno ricordiamoci che questo barbatrucco ci accompagna nella vita.
Avete visto A beautiful mind? Il protagonista cambia la sua vita nel momento in cui prende coscienza che non tutto è ciò che sembra (non dico altro se no rovino la visione a chi ancora non ha guardato questo bellisssssimo film).


Nemmeno stasera sono riuscita a commentare tutti i vostri post, però ho letto tutti i post nuovi che ho trovato!


Un bacio a tutti di cuore.

domenica 22 novembre 2009

Spezza la ragnatela!

Ciò che è CONSUETO intesse intorno a noi una ragnatela sempre più solida, e presto ci accorgiamo che i fili sono diventati funi e che noi stessi siamo seduti al centro, come un ragno che è rimasto impigliato e deve nutrirsi del suo stesso sangue.
Per questo lo spirito libero odia tutte le abitudini e le regole, tutto ciò che è duraturo e definitivo, e per questo lacera continuamente, seppur con dolore, la tela in cui è invischiato, sebbene ciò gli procurerà piccole e grosse ferite dolorose: quei fili infatti deve strapparlo con il proprio corpo e con la propria anima.

Friedrich Wilhelm Nietzsche





È così per la bulimia, per l'anoressia e per ogni comportamento dannoso nei nostri confronti. Questi comportamenti sono diventati ABITUDINI e non siamo più noi che li controlliamo, sono loro che hanno il controllo.
Bisogna sforzarsi di rompere la ragnatela, le catene.


Ma come romperle?


Sorprendendole!
Proviamo a reagire in un modo totalmente diverso da come faremmo di solito, facciamo una cosa del tutto fuori dalle nostre abitudini. Oppure, non facciamo proprio nulla! Sediamoci e rimaniamo ad osservare ciò che ci sta succedendo.
Osserviamo la nostra rabbia, la nostra tristezza, il nostro panico.
Cerchiamo di guardare in faccia il vuoto che queste emozioni celano, non riempiamolo di cibo, di controllo, di dolore.
Guardiamo il vuoto senza resistergli.
Il vuoto è SPAZIO. Spazio di pensiero, spazio per muoversi, spazio da riempire.
Accettiamolo, senza permettere che qualcun altro (le abitudini radicate) lo riempia al posto nostro.
Quando non ne avremo più paura potremo finalmente riempirlo di cose meravigliose.
Riempirlo d'amore!!!

Non facciamoci freagare dalla ragnatela ragazzi!!!

Noi abbiamo il POTERE di decidere e di agire.
Abbiamo il potere di CAMBIARE LE COSE.


Vi lascio un'altra citazione:

Ogni cosa che accade nell'Unverso nasce da un'intenzione. Quando nutri con continuità le tue intenzioni più pure e sentite, persino l'impossibile diventa possibile. Come fare? Per ognuna delle tue intenzioni, chiediti: "Come può essermi utile e come può essere utile alle persone con cui sono in contatto?". Se la risposta è vera gioia e soddisfazione, allora la tua intenzione, cooperando insieme alla nostra mente "non locale", agisce da sola, orchestrand in modo armonico e sublime la sua stessa realizzazione.
Ogni nostra intenzione rcchiude in sè uno straordianrio potere, una capacita organizzativa divina che DOBBIAMO LASCIAR AGIRE INDISTURBATA, senza tentare di forzarla o di manipolarla. L'unica cosa che dobbiamo fare è AVERE FIDUCIA NEL RISULTATO.
Questo è l'atteggiamento che ci permette di vedere la sincronicità nel mndo che ci circonda. Dobbiamo arrivare a percepire con chiarezza ce è la nostra ANIMA - e non il nostro EGO - a essere il fulcro interiore con cui entrare in contatto. È in questo momento, quando cioè entriamo in contatto con la parte più profonda di noi stessi, che siamo in sintonia con il nostro destino.
SIAMO NOI IL PROFETA, NON LO SCENARIO IN CUI CI MUOVIAMO.

Deepak Chopra





Tutte queste riflessioni mi fanno pensare ad un interassantissimo filmato che ho trovato sul blog di Mari e a cui dedicherò un post quando mi sentirò pronta (forse lo sono già?).
Vi lascio qua il link sperando che lo guarderete: credo che sia di vitale importanza dedicare qualche ora della nostra vita a guardare un messaggio di libertà.

LO SFIDANTE: DOCUMENTO IMPORTANTISSIMO!!


Baci e abbracci ^^

venerdì 20 novembre 2009

A Veggie







"La maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta arrivare dalla costa a dov'è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d'ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo."




Continua a volare.
Continua ad ascoltare il tuo grande cuore che ti spinge ad insegnare anche agli altri a farlo.

Non aver paura di chi ha paura.



Per te, una canzone che amo.


Ma è anche per me, per Mari, per Evaluna, per Enigma, per Musidora, per Mommy's (^^), per Milly, per Vale, per Contra, per Eroine (tesoro, dove sei???), per Nube (sparita anche tu, sorellina!), per Alice...

Per tutte quelle che non vogliono smettere di volare.



venerdì 13 novembre 2009

Bye Bye PROZAC

Ho smesso di prendere il prozac, ho cominciato con il rimedio omeopatico e vorrei solo dormire, dormire, dormire, dormire...
Mi è stato detto che è un bene perchè il primo metodo di autoguarigiore che il corpo usa è proprio il sonno, e io oltretutto ne ho parecchio da recuperare...il problema è che NON posso dormire tutto il giorno!!! Ho così tante cose da fare...
A volte mi sembra di non avere forze. A volte desidero quelle pilloline come ho desiderato poche cose. Resisto. Spero di farcela!
Mi mancate, vorrei avere ore e ore per scrivere ad ognuno di voi...non le ho.
Quindi vi stringo in un abbraccio collettivo.

P.S. Enigma, ma quanto sei brava a disegnare???

P.P.S. avrei un p.s. per un sacco di voi ma ho bisogno di andare a dormire!!!

Vi voglio bene.

mercoledì 4 novembre 2009

Io sono responsabile delle mie rose...

Dovrei già essere in auto ma non ce la faccio più a rimandare questo post!
Quindi ora il tempo me lo prendo!!!

Mi mancate tanto, e poi sento una RESPONSABILITÀ verso tutti voi.

...

«In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
"Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..."
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire addomesticata ?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire "addomesticare" ?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare"?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami"..."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".
"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
"E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
"Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembroò perplessa:
"Su un altro pianeta?"
"Si".



"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No".
"Questo mi interessa. E delle galline?"
"No".
"Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
"La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, i campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"È certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"



"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse:
"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
E ritorno' dalla volpe.
"Addio", disse.



"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.»











Da giorni e giorni niente pensieri autolesivi...sarà il lavoro che amo e che mi fa tanto bene, saranno le creature di cui mi sto prendendo cura, saranno le nuove consapevolezze, sarà che ho ripreso ad allenarmi, sarà che finalmente, dopo mesi di preparazione, ho fatto la mia prima visita dall'omeopata, sarà l'Amore che cresce e diventa sempre più forte e si sostituisce alla paura...saranno tante cose ma...mi sento bene! E anche con il cibo va benissimo.


I cuccioletti sono arrivati lunedì. A Linate c'erano ad aspettarmi dieci miciastri!! Tre sono già andati in custodia ad una signora, gli altri sette sono qua con me.
Purtroppo sono tutti parecchio malati ma ho già iniziato con medicine, amore e coccole e sono CERTA che staranno presto bene!!

Tornerò più presto possibile a raccontarvi di loro: hanno già tutti un nome ed un carattere molto diverso...sono meravigliosi!!!

Sappiate che leggo i vostri post ma spesso non ho il tempo, la forza o la testa per commentare (ragazzi, non so dove stia trovando le energie ma sto facendo davvero tante cose!).
Persefone, io lo leggo il tuo blog!!!! E come me credo tanti altri!
Ieri alcuni post mi hanno lasciato commossa e senza fiato: grazie ragazzi, siete magnifici. Lo siete tutti.


VI ABBRACCIO FORTISSIMO.
Vostra Kiara