Fanculo al diario alimentare.
Tanto per cominciare.
Sapevo sarebbe successo ma ho continuato imperterrita su quella strada.
Stasera torno a casa dopo il lavoro, distrutta (sono un po' di notti che fatico a dormire) e affamata (sono un po' di giorni (tanti) che mangio meno di quello di cui avrei bisogno). Dovrei andare ad allenarmi ma al disperato stato fisico si aggiunge l'ora tarda e così rinuncio e rimango a casa.
Dopo aver consumato la mia cena mi rendo conto di avere ancora fame ma, stavolta, la sensazione non è piacevole: sono consapevole dell'imminente perdita di controllo.
Apro un cartone da un litro di latte d'avena e lo finisco tutto. Faccio il calcolo delle calorie totali della giornata: 1900.
Ok, è finita, devo vomitare.
Preciso che quasi la metà di queste calorie derivava da succhi di frutta naturali e latte d'avena, quindi calorie pressoché prive di grassi, il che, se proprio vogliamo rimanere nel circolo del conteggio calorie, dovrebbe tranquillizzare una persona normale che ha corso da una parte all'altra dalle 6.50 di mattina alle 19.30 di sera.
Ma io non sono una persona normale.
Dato che ho deciso di vomitare, cerco di ficcare qualcos'altro nell'ormai piccolo stomaco già pieno ma arrivo presto al limite, così parto con lo svuotamento numero uno.
Le sessioni si susseguono rapidamente finchè, stremata, mi guardo allo specchio.
E partono le riflessioni.
Dentro di me c'è ancora lei:
Ed io le sto facendo questo:
E dov'è lei?
Non so bene perchè mi voglia sputtanare così, con queste foto, ma so che sono stufa.
Altro che thinspo! Questi sono i DCA!
E mi spiace aver colorato o offuscato alcune foto ma, in certi casi, c'è stata la necessità di coprire parti nude, in altri il bisogno di mascherare un minimo la cruda realtà, perchè non mi sono messa in posa, stavo vomitando davvero e quando ho tirato fuori la testa dal cesso gli occhi lacrimavano e il volto era sporco. E io sono stufa di queste immagini vuote, cattive e bugiarde:
Volevo un po' di realtà. Ma ho avuto bisogno di colorarla. Ma rimane uno schifo comunque. Ma uno schifo REALE.
E le ossa della schiena, il costato, le clavicole sporgenti, non hanno nulla di bello, così come il volto distrutto, le occhiaie e la bocca sporca di vomito.
E, come le riviste di moda patinate, mi fanno pensare a questo:
Penso alla morte del rispetto della dignità umana. Penso che abbiamo imparato a trattarci come corpi da buttare via mentre, in realtà, tendiamo disperatamente all'amore e alla salvezza.
Riflessioni. Sono solo riflessioni.
Non ho risposte.
Ma il diario alimentare lo chiudo in un cassetto.