1 Agosto 2008
LE PRIME PAROLE LANCIATE IN UN BLOG...
Oggi ho lasciato un post su questo sito chiedendo se qualcuno per caso conoscesse una chat dedicata ai dca…
Domanda un po’ strana forse…Il fatto è che stavo veramente male, vedevo arrivare il mostro e sapevo che di lì a poco mi avrebbe divorato. Avevo bisogno di parlarne con qualcuno. Subito.Alla fine non ho trovato questa benedetta chat ed allora ho chiuso gli occhi e mi sono preparata ad essere fatta a pezzi.
Ora, dopo circa 9 ore, ho ricucito in qualche modo i brandelli (in tutti i sensi) e cerco di rimettere assieme anche i pensieri…
L’altra notte ho letto un articolo su una ragazza morta a causa della rottura delle pareti dello stomaco mentre vomitava dopo un’abbuffata. In preda al terrore sono approdata su questo sito e, alla sezione HELP ME, ho scritto queste parole:
“Questa notte ho letto un articolo:“Morta a causa di una lacerazione dello stomaco dopo aver ingerito un volume di 5,6 litri di cibo. (…)Il suo stomaco stava già morendo ancor prima di rompersi. Ogni volta che ci si abbuffa, lo stomaco si espande, e se si espande troppo i vasi che trasportano il sangue vengono schiacciati, finché si lacerano e il sangue fuoriesce uccidendo i tessuti circostanti. L’area di tessuto coinvolto nella fuoriuscita di sangue si consuma progressivamente, diventa più sottile, e quindi ad ogni abbuffata il pericolo è maggiore. Vomitare poi è come aggiungere benzina sul fuoco, perchè la pressione sui tessuti dello stomaco aumenta oltre livelli ritenuti normali. (…)”
Queste alcune delle parole che mi hanno inflitto, per alcuni istanti, lo stesso rigor mortis di quel corpo accasciato, nudo e senza vita impietosamente impresso in cima all’articolo, a precedere la descrizione della sua autopsia.
Non ho dormito tutta notte.
Il terrore iniziale si è trasformato in qualcosa d’altro, qualcosa a cui non so dar nome.Ho ricominciato ad abbuffarmi, per continuare a cercare la soddisfazione del mio bisogno senza volto. In qualche luogo della mia mente ho sentito esprimere il desiderio sussurrato che capitasse anche a me quello che è successo a lei, a quella ragazza senza nome che ora per il mondo è solo un cadavere livido, ripiegato su se stesso davanti alla tazza del cesso. Chissà se fino a qualche ora prima di rinchiudersi in quel bagno per urlare il dolore che aveva dentro, aveva sorriso allegramente a sua madre o a qualche amico che la considerava una persona splendida che sa come regalare gioia e serenità…L’ho seguita anche io in quel bagno, mi sono infilata la mano in gola, sì tutta la mano perchè ormai da tempo due dita non bastano più al mio stomaco per restituirmi quello che disperatamente gli caccio dentro. Un vomito immensamente doloroso perchè dopo le ultime settimane di folli, continue e inarrestabili abbuffate ho deciso di farmi bucare la lingua, sperando in un freno esterno: non mi bastavano più i tagli sulle braccia e nemmeno le più ardite ferite sulla lingua, ho avuto bisogno di un piercing che me la trafiggesse che la facesse gonfiare come una palla per riuscire a stare un giorno, un solo misero giorno, senza divorare il mondo. Dal secondo giorno me ne sono fregata del dolore, come sempre, e così sono riuscita a far diventare le mie torture ancora più efficaci e il metallo che percepisco costantemente nella carne mi ricorda ogni istante la croce che mi sono costruita in questi 13 anni.
Ma in realtà non voglio che accada, non voglio morire.Però è così faticoso lottare contro la morte, la vita, il cibo, se stessi…Vorrei che un qualsiasi evento mi impedisse di farmi ancora del male e, nei momenti più deliranti, questo dolce evento si mostra nel mio fantasticare anche sottoforma di uno stomaco che esplode e che mi libera dall’angosciante e soffocante pensiero del cibo.
Un maledetto cesso mi ha visto urlare senza voce per metà della mia vita, deve anche vedere la mia morte? E l’ultima cosa che devo vedere io è il mio vomito misto al sangue che fuoriesce dalla mia bocca?
ASSOLUTAMENTE NO!La decisione è presa, rimane solo da scoprire come fare a raggiungere un’altra destinazione.”
Questo succedeva due notti fa. Dopo aver scritto queste parole, ho stampato due copie dell’articolo con annessa foto del cadavere della ragazza e ne ho appesa una copia sulla dispensa ed una in bagno, come monito.
Ovviamente a poco è servito. Questa sera, mentre vedevo il mostro arrivare, sapevo che nulla l’avrebbe fermato; ed infatti ho divorato prima e vomitato poi, guardando dritto verso quel corpo accasciato, come per sfidarlo.
Ma non è bastato vomitare.Il mostro oggi era proprio arrabbiato e lo stomaco non era abbastanza vuoto, non per lui, non per me, ma non riuscivo proprio a fare di più, me lo sarei strappato via se avessi potuto ma, invece, più di così non potevo fare.Allora ho preso in cucina il coltello più spesso che avevo, l’ho affilato ed ho cominciato la carneficina.Di solito so dosare il colpo, i tagli che mi faccio sono abbastanza profondi da farmi ricordare il dolore che mi provocano e da lasciare il segno, ma quasi mai così profondi da dovervi dedicare troppe cure…
Invece questa sera mi sono fatta prendere dalla foga e ho esagerato. Lo squarcio che si è aperto sul mio braccio non voleva proprio smettere di sanguinare, se non lo tenevo premuto e chiuso con le dita mi si apriva davanti agli occhi la mia carne viva.Così mi sono dovuta arrendere e ho chiamato un amico chiedendogli (con voce tranquilla e soave) se poteva darmi un passaggio in un posto. Lui, che mi conosce, è arrivato subito, preoccupato ed io l’ho accolto con il sorriso e…il braccio coperto di sangue!E così a ricucire il primo brandello ci hanno pensato i dottori. Sei punti.
Poi lo psichiatra voleva trattenermi in ospedale, ma non mi fregano più, ora so bene cosa dire e in che modo sorridere per convincerli che ho tutto sotto controllo e mi sto curando con dedizione (se lo facessi davvero, poi, non sarebbe proprio una cattiva idea!).Ora sono qui, che riempio la pagina del sito con i miei fiumi di parole, tutte quelle che non ho detto questa sera…e andrei avanti ancora molto ma…magari nel prossimo post!!!!!


Ti sono vicina. Ti sarò sempre vicina.
RispondiEliminaForza.
TI CAPISCO..E TI VOGLIO BENE..
RispondiEliminaIncredibile..11 gennaio giorno del mio compleanno ero davvero ispirata!!!
RispondiEliminaBaci
Annalisa