@ Annalisa ti voglio bene. Non aggiungo altro per ora. :)
@ Anonimo/a grazie. E' proprio un bell'augurio della buona notte! :D "Riposati da tutto" mi dà un senso si profonda leggerezza! In realtà ho dormito 4 ore scarse ma, almeno, è stato un buon sonno.. =)
Che hai il sorriso di Julia Roberts gia' te l'ho detto, è un sorriso che parte dritto dal cuore e arriva agli occhi passando per le labbra...non sono in molti a sorridere così, questo è un dono! Vienitelo a riguardare ogni volta che il buio ricompare...impossibile non rimanere contagiati! Un abbraccio! Tua Dony
Bellissimo sorriso. Purtroppo non c'è molto altro in questo periodo che io riesca a vedere oltre la merda, ma si spera sia un eco degli ormoni. Il tuo sorriso mi fa sorridere e sono contenta di non essere l'unica a dirlo. Grazie dei pensieri rivolti a me. Un grande bacio.
Il lago Il lago era molto profondo, circondato da scogliere altissime su entrambi i lati. Si poteva vedere la riva opposta, coperta di boschi, e verdeggiante del fogliame nuovo della primavera; quel lato era più scosceso, forse più denso di foglie, e fitto di alberi. Quella mattina, l’acqua era placida, di un colore blu-verde. È un lago molto bello. C’erano cigni, anatre, e di tanto in tanto passava qualche imbarcazione carica di pas-seggeri. Mi trovavo a riva, in un parco ben curato, molto vicino all’acqua. Non c’era traccia di inquinamento, e la sua forma e la sua bellezza sembravano entrarmi dentro. Lì si poteva odorare – l’aria dolce e fragrante, il prato verde – e mi sentivo tutt’uno con la natura, in movimento con il lento scorrere della corrente, con i riflessi e la quiete profonda dell’acqua. La cosa strana era che questa grande sensazione di affetto non la sentivo per qualcosa o per qualcuno in particolare; era la pienezza di quello che si potrebbe chiamare amore. L’unica cosa che conta è sondarne le profondità, non con la piccola e sciocca mente che non fa che rimuginare pensieri, ma con il silenzio. Il silenzio è l’unico mezzo, l’unico strumento che può penetrare qualcosa che alla mente, così tanto contaminata, sfugge. Noi ignoriamo che cosa sia l’amore. Ne conosciamo i sintomi, il piacere, il dolore, la paura, l’ansia, e così via. Cerchiamo di risolvere i sintomi, e questo si trasforma in un brancolare nel buio. Lo facciamo notte e giorno; poi tutto finisce con la morte. Mentre ero in piedi sulla riva e contemplavo la bellezza dell’acqua, tutti i problemi e le istituzioni umane, quel modo degli uomini di vivere in rapporto tra loro, che è la società, tutto trovava la sua giusta collocazione se, in silenzio, si riusciva a penetrare in questa cosa chiamata amore.
Ne abbiamo parlato a lungo. Tutti i giovanotti dicono di amare una donna; il prete dice di amare il suo Dio, la madre i suoi figli, e naturalmente questo fa il gioco dei politici. Abbiamo veramente rovinato il mondo e lo abbiamo riempito di una sostanza insensata, la sostanza dei nostri piccoli e angusti sé. In un contesto così angusto e ristretto, andia¬mo in cerca dell’altra cosa, ma poi torniamo dolorosamente alla confusio¬ne e all’infelicità di tutti i giorni. Ma l’altra cosa era là, nell’acqua, tutt’intorno a me; era sulla foglia, era nell’anatra che stava cercando di inghiottire un grosso pezzo di pane, nella donna che camminava zoppicando. Non era un’identificazione ro-mantica o un’abile razionalizzazione verbale. Era là, reale come l’automo-bile, come la barca. È l’unica cosa che darà una risposta a tutti i nostri problemi. No, non una risposta, perché in quel caso non ci sarebbero problemi. Ogni volta che descriviamo qualcosa nascono problemi, che noi cerchiamo di risol¬vere senza quel tipo di amore, e così i problemi si moltiplicano e si ingigantiscono. Non esiste un modo per avvicinarsi all’amore o per affer-rarlo, ma a volte, se vi fermerete sul ciglio di una strada o presso un lago a guardare un fiore, un albero, o un contadino che lavora la terra, e se rimarrete in silenzio, senza fantasticare, senza lasciarvi andare a sogni a occhi aperti, senza sentirvi annoiati, se rimarrete in compagnia del silen¬zio in tutta la sua intensità, forse sarà lui a venire da voi. Quando viene non cercate di trattenerlo, non custoditelo come un’espe¬rienza. Una volta che vi avrà toccato non sarete più gli stessi. Lasciate che ad agire sia lui, non il vostro desiderio, la vostra rabbia o la vostra giusta indignazione sociale. L’amore è veramente selvaggio, non addome¬sticato, e la sua bellezza è tutt’altro che rispettabile. Ma noi non lo vogliamo, perché abbiamo la sensazione che sia troppo pericoloso. Noi siamo animali addomesticati, e ci aggiriamo in una gab¬bia che ci siamo appositamente costruiti, con le sue polemiche, le sue liti, i suoi politici impossibili, i suoi guru che sfruttano in maniera molto raffinata, o meglio, crudele, l’immagine che noi coltiviamo di noi stessi e quella che loro hanno di sé. Nella gabbia potrà regnare l’anarchia oppure l’ordine, che di volta in volta dà luogo al disordine; è stato così per molti secoli: esplosioni e ricomposizioni, cambiamento degli schemi della struttura sociale, che forse qua e là hanno messo fine allo stato di indigenza. Ma se per voi le cose più importanti saranno queste, perderete le altre. Rimanete soli, di tanto in tanto, e se siete fortunati l’amore verrà a voi su una foglia che cade, o dalle distanze di un albero solitario in mezzo a un campo vuoto.
da Marco: Scusa se occupo molto spazio. Ma quello che ha scritto questa persona è molto significativo, oltre che molto bello. E può aiutare a tutti noi. Mi piaceva incollartelo qui. Incollerei tutto il libro.. che ho sul computer, ma mi limito a questi due.... Ciao.
J. Krishnamurti - Dal Bulletin 4, 1969 - parte 1
Morire a ogni ieri La morte esiste solo per chi possiede qualcosa, e per chi dispone di un luogo dove andare a riposare. La vita è un flusso nel rapporto e nell’attaccamento; la negazione di questo movimento è morte. Non cercate un luogo esterno o interno; anche se possedete una stanza, una casa o una famiglia, non lasciate che diventino un nascondiglio, una fuga da voi stessi. Il porto sicuro che la vostra mente ha costruito coltivando la virtù, citando la superstizione di una fede, rifugiandosi nell’astuzia o nell’atti¬vità porterà inevitabilmente alla morte. Se voi appartenete a questo mon¬do, alla società di cui fate parte, non potrete sfuggire alla morte. L’uomo che è morto nell’appartamento accanto o mille miglia lontano da casa vostra, siete voi. Come voi, si è preparato per anni, con grande cura, a morire. Come voi parlava della vita in termini di lotta, di infelicità, di uno spettacolo «niente male». Ma la morte è sempre là che guarda e aspetta. Chi muore ogni giorno, invece, è oltre la morte. Morire è amare. La bellezza dell’amore non sta nei ricordi del passato o nelle immagini del domani. L’amore non ha passato e non ha futuro; passato e futuro appartengono alla memoria, e la memoria non è amore. L’amore con le sue passioni è semplicemente oltre la portata della società che siete voi. Morite, e ci sarà amore. La meditazione è un movimento nell’ignoto e dell’ignoto. Non ci siete voi, c’è soltanto il movimento. Voi siete troppo piccoli o troppo grandi per questo movimento. Esso non ha niente dietro di sé, niente davanti a sé. È questa l’energia che il pensiero-materia non può toccare. Il pensiero è perversione perché è il prodotto di ieri; è prigioniero della fatica dei secoli e per questo è tanto confuso, tanto poco chiaro. Qualunque cosa facciate, il noto non può conoscere l’ignoto. Meditare è morire al già noto. Nel silenzio, guardate e ascoltate. Il silenzio non è la fine del rumore; il clamore incessante della mente e del cuore non interrompe il silenzio; il silenzio non è un prodotto, un risultato del desiderio, e neanche è creato dalla volontà. Tutto quanto è coscienza è un movimento incessan¬te e rumoroso entro i confini del suo farsi. All’interno di questi confini il silenzio o l’immobilità non sono altro che la fine temporanea del chiac¬chiericcio; è il silenzio toccato dal tempo. Il tempo è memoria, per la quale il silenzio è corto o lungo; la memoria misura. Datele spazio e continuità, e diventerà un altro giocattolo. Ma questo non è silenzio. Ogni cosa creata dal pensiero vive nell’area del rumore, e il pensiero non riesce in alcun modo a rimanere immobile. Può creare un’immagine di silenzio e conformarvisi, adorarla, come fa con tante altre immagini che si è costruito, ma la sua formula di silenzio è l’assoluta negazione di esso; i suoi simboli sono la sostanziale negazione della realtà. Perché vi sia silenzio il pensiero deve immobilizzarsi. Il silenzio è sempre ora, mentre il pensiero non lo è. Poiché il pensiero è sempre vecchio, non ha alcuna possibilità di entrare in quel silenzio che è sempre nuovo. Il nuovo diventa vecchio non appena è toccato dal pensiero. Da questa posizione di silenzio, guardate e parlate. Il vero anonimato viene da questo silenzio e non esiste altra umiltà possibile. I vanagloriosi saranno sempre vanagloriosi, per quanto indossino l’abito dell’umiltà, che li rende duri e incostanti. Ma da questo silenzio la parola amore assume un significato completamente diverso. Questo silenzio non è lì fuori, ma si trova là dove non c’è rumore perché siamo diventati osservatori totali.
Soltanto l’innocenza può essere appassionata. Gli innocenti non provano dolore, non soffrono, per quanto abbiano fatto migliaia di esperienze. Non sono le esperienze che corrompono la mente, ma quello che lasciano dietro, il residuo, le cicatrici, i ricordi che si accumulano, si ammonticchiano l’uno sull’altro; allora inizia il dolore. Questo dolore è il tempo. Dove c’è il tempo non esiste innocenza. La passione non nasce dal dolore. Il dolore è l’esperienza, l’esperienza della vita quotidiana, la vita dell’angoscia e dei piaceri passeggeri, delle paure e delle incertezze. Non potete sfuggire alle esperienze, ma non c’è bisogno che queste mettano radici nel terreno della mente. Queste radici fanno nascere i problemi, i conflitti e la lotta incessante. Non c’è modo di uscirne, a meno di non morire ogni giorno a ogni ieri. Soltanto la mente chiara può essere appassionata. Senza passione non potrete mai vedere la brezza tra le foglie o il riflesso del sole sull’acqua. Senza passione non esiste amore. Vedere è fare. L’intervallo tra vedere e fare è spreco di energia. L’amore può esistere solo quando il pensiero è immobile. Questa immobilità non può essere creata in alcun modo dal pensiero. Il pensiero può soltanto costruire immagini, formule, idee, ma questa immobilità non può mai essere neanche sfiorata dal pensiero. Il pensiero è sempre vecchio, l’amore no. L’organismo fisico ha una sua propria intelligenza, resa ottusa dall’abitudine al piacere. Le abitudini distruggono la sensibilità dell’organismo, e la mancanza di sensibilità rende ottusa la mente. Una mente di questo genere può essere vigile in una direzione ristretta e limitata, e tuttavia essere insensibile. La profondità di questa mente è misurabile; si lascia irretire dalle immagini e dalle illusioni. La sua superficialità sostanziale è la sua sola intelligenza. La meditazione richiede un organismo leggero e intelligente. L’interrelazione fra la mente meditativa e il suo organismo è un adattamento costante di sensibilità; la meditazione infatti ha bisogno di libertà. La libertà è la sua disciplina. Solo nella libertà può esservi attenzione. Essere consapevoli della disattenzione significa essere attenti. L’attenzione completa è amore. Solo l’amore può vedere, e vedere è fare. Il desiderio e il piacere sfociano nel dolore; l’amore non conosce il dolore. È il pensiero che conosce il dolore, il pensiero che dà continuità al piacere. Il pensiero nutre il piacere, rafforzandolo. Il pensiero cerca senza posa il piacere, e così facendo apre la strada al dolore. La virtù coltivata dal pensiero è la via del piacere, dove c’è sforzo e conquista. La bontà non fiorisce sul terreno del pensiero, ma nella libertà dal dolore. La fine del dolore è amore.
Lo so..non si fa..ma mi riprometto appena "posso" di riaprire un blog o un account google per poter postare commenti nei miei blog preferiti..nel frattempo...
- Kiara..ti voglio davvero davvero bene..
- Claudia..ha ragione kiara, sei sempre bellissima "in tiro" o "stropicciata", hai due occhi che parlano!..e un mio pensiero..un giorno potresti anche togliere le foto a destra dove mostri pancia, gambe..etc..tu non sei solo quello, tu sei prima di tutto i tuoi splendidi occhi e il tuo sorriso,specchio della tua splendida anima..e poi tutto il resto... - Dony: ma sai che sei cambaita tanto?..tu non te ne accorgerai forse..e magari quando lotti con bomboloni alla crema o altro ti sembra di fare 1000 passi indietro..in realtà il tuo blog è carico di speranza..davvero..e anche le ricette che posti..è come se ci fosse gioia quando cucini..indipendentemente dal fatto che poi assaggi solo o mangi una fetta di torta..e il tuo essere sarcastica, dolce e riflessiva..insomma un passo alla volta..ma stai camminando :-) Un abbraccio a tutte! Annalisa
@Annalisa: sono appena uscita da un negozio dove mi sono comprata due paia di jeans molto stretti, sai quelli che si portano con gli stivali... Sono entrata la' dentro intimorita, ma la prima frase della commessa dopo il saluto è stata: " lei è magrissima!", e io ho ricominciato a respirare...entro ancora nella 38 e questo è un altro motivo per cui stasera mi sento euforica, e allora non lo so se sono cambiata davvero...ho ancora bisogno delle mie certezze malate...forse il mio modo in generale di affrontare la vita è migliorato, ma per il resto...boh, non so...pero' grazie davvero di leggermi ancora, mi sa che smettero' quel cammino solo quando cessero' di respirare:) Ti voglio bene! Ciao Chiara, quanti bei commenti a questo post!!! Un abbraccione forte, con tutto il mio affetto!!! Dony
@Dony...Non ho detto che stai correndo!!!:-) ..non è facile..anzi..e quelle certezze di cui parli..che siano una taglia 38 o un diario alimentare o un pesare 80 gr di pasta..e se cade un maccheroncino in più toglierlo come se fosse una fetta di lasagna..sono stampelle..e prima o poi riusciremo a staccarci da esse per camminare davvero da sole.. Ma passi incredibili sono stati fatti..solo che a volte la vita ti pone davanti grandi scelte e situazioni forti, e la paura di non esser all'altezza c'è sempre..e così ci leghiamo a tali stupide certezze per poter affrontare il resto..ma riusciremo a superare tutto questo..e a buttare le nostre stampelle facendone un bel falò!!! Un abbraccio, Annalisa
P.S..Ciao chiara..buona giornata e spero che anche se solo per 1 secondo nella giornata, oggi tu abbia ancora quello splendido sorriso!
Ciao a tutti!! Si si non vi preoccupate eh! Fatevi pure i fatti vostri sulla mia pagina!! :D Ahaha scherzo è bellissimo leggervi! Si Annalisa, anche oggi ho quel sorriso là!! Sono appena tornata dalla mattinata di ippoterapia che è andata benissimo, ora mangio al volo e poi vado in una terza elementare a tenere un laboratorio sul BARATTO e poi vado in ludoteca. Giornata bella piena di impegni e soddisfazioni. E poi c'è anche una piacevole serata in previsione. Insomma sì: quel sorriso me lo tengo bello stampato e sincero sulla faccia!!! ^^
Marco non vedo l'ora di leggere i brani che mi hai riportato: GRAZIE MILLE!!!
Come sono felice che ci siate voi, tre anni fa (a gennaio) ho aperto questo blog ed ho cominciato, senza saperlo, un percorso che mi ha aiutato tantissimo nella mia crescita e nel mio cammino verso la consapevolezza e che mi ha regalato la gioia di scoprire VOI.
Oh, sì, è proprio bellissimo... e ce n'è sempre tanto bisogno. Sorridi sempre, il sorriso è il tuo miglior vestito: non ha taglia, e calza a pennello...
ho fatto un giro sui tuoi post. Resisti Chiaretta, a qualunque difficoltà, a qualunque costo. Tieni duro ed abbi cura di te, perché le risposte a tutte le tue domande arriveranno. Sii forte e raccogli tutte le energie.
Riposa pure un pochino ogni tanto, mi sa che hai una vita a dir poco impegnata. Fra tutti i modi in cui possiamo immaginarti, sempre a correre da una parte all'altra, possiamo figurarti anche a riposo, sprofondata su un comodo sofà, senza far nulla, o magari a leggere un bel libro?
Non ci hai più detto niente dei tuoi allenamenti. La Chiara in moto! Io tifo anche per la Chiara a riposo. La Chiara dormiente.
"Potessi io vivere senza più cercare, senza inseguire, senza più divenire, senza sognare, senza dire ho fatto il bene, ho fatto il male, senza fuggire, senza agognare, senza paura e senza coraggio, potessi io amare più forte di quanto desidero, potessi dare senza chiedere, sorridere senza mentire, parlare senza tramare, potessi trovare ciò che guida le azioni, che non sia il desiderio e la ciclica ripetizione del noto. Potessimo scoprire il nostro errore più grande prima di commetterlo. Potessimo essere felici, e se non ci è possibile, essere felici di soffrire. Potessimo riconoscere chi può insegnare, e saper imparare. Potessimo sbagliare, senza far male."
da Marco: C'è anche un altro libro che potresti leggere: si chiama "Lettere alle scuole" di J. Krishnamurti. Parla di un nuovo concetto di Educazione. Se lavori con i bambini potrebbe interessarti. E' un libro che per me alunni e insegnanti dovrebbero leggere in tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Oggi ho pianto. Ho pianto le persone che mi mancano, i miei desideri, e tutte le mie piccolezze. E dopo il pianto la serata è più calma. E la mente più silenziosa. Che possa anche tu trovare una bellissima calma, il bel silenzio e goderti il cielo sereno di questi giorni.
Che bella la lettura del Piccolo Principe! E che bella la casa colorata....
Questo blog aderisce al Loving Army per la Rivoluzione del Pensiero
Fighting Connection & Loving army clicca sulle immagini per scoprire di cosa si tratta e, se ti piace l'idea, unisciti a noi! =)
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio per dolcissima muovermi ferita: voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch’io lanci un urlo inumano, quell’urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano.
In ogni cosa ho voglia di arrivare
sino alla sostanza.
Nel lavoro, cercando la mia strada,
nel tumulto del cuore.
Sino all'essenza dei giorni passati,
sino alla loro ragione,
sino ai motivi, sino alle radici,
sino al midollo.
Eternamente aggrappandomi al filo
dei destini, degli avvenimenti,
sentire, amare, vivere, pensare,
effettuare scoperte.
(Boris Pasternak)
Evviva!
RispondiEliminail tuo sorriso fa sorridere anche me :D
sei bellissima :)
RispondiEliminaun abbraccio e buona serata!
Grazie sorella mia...
RispondiEliminaIl mio cuore ride con te...
Annalisa
brava ciccina!!! così tu mi garbi un monte! :))))))))))
RispondiEliminasei meravigliosa :-) un abbraccio
RispondiEliminaBuona notte cara, spero che tu dorma bene e felice. E riposati da tutto.
RispondiEliminaBuona notte.
Hai un bel sorriso!
RispondiEliminaè contagioso! ^_^
:)
RispondiElimina@ Annalisa ti voglio bene. Non aggiungo altro per ora. :)
RispondiElimina@ Anonimo/a grazie. E' proprio un bell'augurio della buona notte! :D
"Riposati da tutto" mi dà un senso si profonda leggerezza! In realtà ho dormito 4 ore scarse ma, almeno, è stato un buon sonno.. =)
Che hai il sorriso di Julia Roberts gia' te l'ho detto, è un sorriso che parte dritto dal cuore e arriva agli occhi passando per le labbra...non sono in molti a sorridere così, questo è un dono!
RispondiEliminaVienitelo a riguardare ogni volta che il buio ricompare...impossibile non rimanere contagiati!
Un abbraccio!
Tua Dony
♥♥♥
RispondiEliminaCi proviamo a sorridere, anche se a volte pure sorridere diventa una fatica... ti abbraccio Chiara!
RispondiEliminaE comunque sei stata tu a contagiarmi... :)
RispondiEliminaBuona notte...
RispondiEliminama perché ci portiamo sempre dietro il passato, non sarà perché ne abbiamo ancora bisogno?
Dormi bene, un caro saluto.
Marco
Bellissimo sorriso.
RispondiEliminaPurtroppo non c'è molto altro in questo periodo che io riesca a vedere oltre la merda, ma si spera sia un eco degli ormoni.
Il tuo sorriso mi fa sorridere e sono contenta di non essere l'unica a dirlo.
Grazie dei pensieri rivolti a me.
Un grande bacio.
Bellissima Chiara :D
RispondiEliminaciao piccola, ti seguo anch'io :)
RispondiEliminabaci
da Marco:
RispondiEliminaJ. Krishnamurti - Dal Bulletin 1, 1968 - parte 1
Il lago
Il lago era molto profondo, circondato da scogliere altissime su entrambi i lati. Si poteva vedere la riva opposta, coperta di boschi, e verdeggiante del fogliame nuovo della primavera; quel lato era più scosceso, forse più denso di foglie, e fitto di alberi. Quella mattina, l’acqua era placida, di un colore blu-verde. È un lago molto bello. C’erano cigni, anatre, e di tanto in tanto passava qualche imbarcazione carica di pas-seggeri.
Mi trovavo a riva, in un parco ben curato, molto vicino all’acqua. Non c’era traccia di inquinamento, e la sua forma e la sua bellezza sembravano entrarmi dentro. Lì si poteva odorare – l’aria dolce e fragrante, il prato verde – e mi sentivo tutt’uno con la natura, in movimento con il lento scorrere della corrente, con i riflessi e la quiete profonda dell’acqua.
La cosa strana era che questa grande sensazione di affetto non la sentivo per qualcosa o per qualcuno in particolare; era la pienezza di quello che si potrebbe chiamare amore. L’unica cosa che conta è sondarne le profondità, non con la piccola e sciocca mente che non fa che rimuginare pensieri, ma con il silenzio. Il silenzio è l’unico mezzo, l’unico strumento che può penetrare qualcosa che alla mente, così tanto contaminata, sfugge.
Noi ignoriamo che cosa sia l’amore. Ne conosciamo i sintomi, il piacere, il dolore, la paura, l’ansia, e così via. Cerchiamo di risolvere i sintomi, e questo si trasforma in un brancolare nel buio. Lo facciamo notte e giorno; poi tutto finisce con la morte.
Mentre ero in piedi sulla riva e contemplavo la bellezza dell’acqua, tutti i problemi e le istituzioni umane, quel modo degli uomini di vivere in rapporto tra loro, che è la società, tutto trovava la sua giusta collocazione se, in silenzio, si riusciva a penetrare in questa cosa chiamata amore.
da Marco:
RispondiEliminaJ. Krishnamurti - Dal Bulletin 1, 1968 - parte 2
Ne abbiamo parlato a lungo. Tutti i giovanotti dicono di amare una donna; il prete dice di amare il suo Dio, la madre i suoi figli, e naturalmente questo fa il gioco dei politici. Abbiamo veramente rovinato il mondo e lo abbiamo riempito di una sostanza insensata, la sostanza dei nostri piccoli e angusti sé. In un contesto così angusto e ristretto, andia¬mo in cerca dell’altra cosa, ma poi torniamo dolorosamente alla confusio¬ne e all’infelicità di tutti i giorni.
Ma l’altra cosa era là, nell’acqua, tutt’intorno a me; era sulla foglia, era nell’anatra che stava cercando di inghiottire un grosso pezzo di pane, nella donna che camminava zoppicando. Non era un’identificazione ro-mantica o un’abile razionalizzazione verbale. Era là, reale come l’automo-bile, come la barca.
È l’unica cosa che darà una risposta a tutti i nostri problemi. No, non una risposta, perché in quel caso non ci sarebbero problemi. Ogni volta che descriviamo qualcosa nascono problemi, che noi cerchiamo di risol¬vere senza quel tipo di amore, e così i problemi si moltiplicano e si ingigantiscono. Non esiste un modo per avvicinarsi all’amore o per affer-rarlo, ma a volte, se vi fermerete sul ciglio di una strada o presso un lago a guardare un fiore, un albero, o un contadino che lavora la terra, e se rimarrete in silenzio, senza fantasticare, senza lasciarvi andare a sogni a occhi aperti, senza sentirvi annoiati, se rimarrete in compagnia del silen¬zio in tutta la sua intensità, forse sarà lui a venire da voi.
Quando viene non cercate di trattenerlo, non custoditelo come un’espe¬rienza. Una volta che vi avrà toccato non sarete più gli stessi. Lasciate che ad agire sia lui, non il vostro desiderio, la vostra rabbia o la vostra giusta indignazione sociale. L’amore è veramente selvaggio, non addome¬sticato, e la sua bellezza è tutt’altro che rispettabile.
Ma noi non lo vogliamo, perché abbiamo la sensazione che sia troppo pericoloso. Noi siamo animali addomesticati, e ci aggiriamo in una gab¬bia che ci siamo appositamente costruiti, con le sue polemiche, le sue liti, i suoi politici impossibili, i suoi guru che sfruttano in maniera molto raffinata, o meglio, crudele, l’immagine che noi coltiviamo di noi stessi e quella che loro hanno di sé. Nella gabbia potrà regnare l’anarchia oppure l’ordine, che di volta in volta dà luogo al disordine; è stato così per molti secoli: esplosioni e ricomposizioni, cambiamento degli schemi della struttura sociale, che forse qua e là hanno messo fine allo stato di indigenza. Ma se per voi le cose più importanti saranno queste, perderete le altre.
Rimanete soli, di tanto in tanto, e se siete fortunati l’amore verrà a voi su una foglia che cade, o dalle distanze di un albero solitario in mezzo a un campo vuoto.
da Marco:
RispondiEliminaScusa se occupo molto spazio. Ma quello che ha scritto questa persona è molto significativo, oltre che molto bello. E può aiutare a tutti noi. Mi piaceva incollartelo qui. Incollerei tutto il libro.. che ho sul computer, ma mi limito a questi due....
Ciao.
J. Krishnamurti - Dal Bulletin 4, 1969 - parte 1
Morire a ogni ieri
La morte esiste solo per chi possiede qualcosa, e per chi dispone di un luogo dove andare a riposare. La vita è un flusso nel rapporto e nell’attaccamento; la negazione di questo movimento è morte. Non cercate un luogo esterno o interno; anche se possedete una stanza, una casa o una famiglia, non lasciate che diventino un nascondiglio, una fuga da voi stessi.
Il porto sicuro che la vostra mente ha costruito coltivando la virtù, citando la superstizione di una fede, rifugiandosi nell’astuzia o nell’atti¬vità porterà inevitabilmente alla morte. Se voi appartenete a questo mon¬do, alla società di cui fate parte, non potrete sfuggire alla morte. L’uomo che è morto nell’appartamento accanto o mille miglia lontano da casa vostra, siete voi. Come voi, si è preparato per anni, con grande cura, a morire. Come voi parlava della vita in termini di lotta, di infelicità, di uno spettacolo «niente male». Ma la morte è sempre là che guarda e aspetta. Chi muore ogni giorno, invece, è oltre la morte.
Morire è amare. La bellezza dell’amore non sta nei ricordi del passato o nelle immagini del domani. L’amore non ha passato e non ha futuro; passato e futuro appartengono alla memoria, e la memoria non è amore. L’amore con le sue passioni è semplicemente oltre la portata della società che siete voi. Morite, e ci sarà amore.
La meditazione è un movimento nell’ignoto e dell’ignoto. Non ci siete voi, c’è soltanto il movimento. Voi siete troppo piccoli o troppo grandi per questo movimento. Esso non ha niente dietro di sé, niente davanti a sé. È questa l’energia che il pensiero-materia non può toccare. Il pensiero è perversione perché è il prodotto di ieri; è prigioniero della fatica dei secoli e per questo è tanto confuso, tanto poco chiaro. Qualunque cosa facciate, il noto non può conoscere l’ignoto. Meditare è morire al già noto.
Nel silenzio, guardate e ascoltate. Il silenzio non è la fine del rumore; il clamore incessante della mente e del cuore non interrompe il silenzio; il silenzio non è un prodotto, un risultato del desiderio, e neanche è creato dalla volontà. Tutto quanto è coscienza è un movimento incessan¬te e rumoroso entro i confini del suo farsi. All’interno di questi confini il silenzio o l’immobilità non sono altro che la fine temporanea del chiac¬chiericcio; è il silenzio toccato dal tempo. Il tempo è memoria, per la quale il silenzio è corto o lungo; la memoria misura. Datele spazio e continuità, e diventerà un altro giocattolo. Ma questo non è silenzio. Ogni cosa creata dal pensiero vive nell’area del rumore, e il pensiero non riesce in alcun modo a rimanere immobile. Può creare un’immagine di silenzio e conformarvisi, adorarla, come fa con tante altre immagini che si è costruito, ma la sua formula di silenzio è l’assoluta negazione di esso; i suoi simboli sono la sostanziale negazione della realtà. Perché vi sia silenzio il pensiero deve immobilizzarsi. Il silenzio è sempre ora, mentre il pensiero non lo è. Poiché il pensiero è sempre vecchio, non ha alcuna possibilità di entrare in quel silenzio che è sempre nuovo. Il nuovo diventa vecchio non appena è toccato dal pensiero. Da questa posizione di silenzio, guardate e parlate. Il vero anonimato viene da questo silenzio e non esiste altra umiltà possibile. I vanagloriosi saranno sempre vanagloriosi, per quanto indossino l’abito dell’umiltà, che li rende duri e incostanti. Ma da questo silenzio la parola amore assume un significato completamente diverso. Questo silenzio non è lì fuori, ma si trova là dove non c’è rumore perché siamo diventati osservatori totali.
J. Krishnamurti - Dal Bulletin 4, 1969 - parte 2
RispondiEliminaSoltanto l’innocenza può essere appassionata. Gli innocenti non provano dolore, non soffrono, per quanto abbiano fatto migliaia di esperienze. Non sono le esperienze che corrompono la mente, ma quello che lasciano dietro, il residuo, le cicatrici, i ricordi che si accumulano, si ammonticchiano l’uno sull’altro; allora inizia il dolore. Questo dolore è il tempo. Dove c’è il tempo non esiste innocenza. La passione non nasce dal dolore. Il dolore è l’esperienza, l’esperienza della vita quotidiana, la vita dell’angoscia e dei piaceri passeggeri, delle paure e delle incertezze. Non potete sfuggire alle esperienze, ma non c’è bisogno che queste mettano radici nel terreno della mente. Queste radici fanno nascere i problemi, i conflitti e la lotta incessante. Non c’è modo di uscirne, a meno di non morire ogni giorno a ogni ieri. Soltanto la mente chiara può essere appassionata. Senza passione non potrete mai vedere la brezza tra le foglie o il riflesso del sole sull’acqua. Senza passione non esiste amore.
Vedere è fare. L’intervallo tra vedere e fare è spreco di energia.
L’amore può esistere solo quando il pensiero è immobile. Questa immobilità non può essere creata in alcun modo dal pensiero. Il pensiero può soltanto costruire immagini, formule, idee, ma questa immobilità non può mai essere neanche sfiorata dal pensiero. Il pensiero è sempre vecchio, l’amore no.
L’organismo fisico ha una sua propria intelligenza, resa ottusa dall’abitudine al piacere. Le abitudini distruggono la sensibilità dell’organismo, e la mancanza di sensibilità rende ottusa la mente. Una mente di questo genere può essere vigile in una direzione ristretta e limitata, e tuttavia essere insensibile. La profondità di questa mente è misurabile; si lascia irretire dalle immagini e dalle illusioni. La sua superficialità sostanziale è la sua sola intelligenza. La meditazione richiede un organismo leggero e intelligente. L’interrelazione fra la mente meditativa e il suo organismo è un adattamento costante di sensibilità; la meditazione infatti ha bisogno di libertà. La libertà è la sua disciplina. Solo nella libertà può esservi attenzione. Essere consapevoli della disattenzione significa essere attenti. L’attenzione completa è amore. Solo l’amore può vedere, e vedere è fare.
Il desiderio e il piacere sfociano nel dolore; l’amore non conosce il dolore. È il pensiero che conosce il dolore, il pensiero che dà continuità al piacere. Il pensiero nutre il piacere, rafforzandolo. Il pensiero cerca senza posa il piacere, e così facendo apre la strada al dolore. La virtù coltivata dal pensiero è la via del piacere, dove c’è sforzo e conquista. La bontà non fiorisce sul terreno del pensiero, ma nella libertà dal dolore. La fine del dolore è amore.
Lo so..non si fa..ma mi riprometto appena "posso" di riaprire un blog o un account google per poter postare commenti nei miei blog preferiti..nel frattempo...
RispondiElimina- Kiara..ti voglio davvero davvero bene..
- Claudia..ha ragione kiara, sei sempre bellissima "in tiro" o "stropicciata", hai due occhi che parlano!..e un mio pensiero..un giorno potresti anche togliere le foto a destra dove mostri pancia, gambe..etc..tu non sei solo quello, tu sei prima di tutto i tuoi splendidi occhi e il tuo sorriso,specchio della tua splendida anima..e poi tutto il resto...
- Dony: ma sai che sei cambaita tanto?..tu non te ne accorgerai forse..e magari quando lotti con bomboloni alla crema o altro ti sembra di fare 1000 passi indietro..in realtà il tuo blog è carico di speranza..davvero..e anche le ricette che posti..è come se ci fosse gioia quando cucini..indipendentemente dal fatto che poi assaggi solo o mangi una fetta di torta..e il tuo essere sarcastica, dolce e riflessiva..insomma un passo alla volta..ma stai camminando :-)
Un abbraccio a tutte!
Annalisa
@Annalisa: sono appena uscita da un negozio dove mi sono comprata due paia di jeans molto stretti, sai quelli che si portano con gli stivali...
RispondiEliminaSono entrata la' dentro intimorita, ma la prima frase della commessa dopo il saluto è stata: " lei è magrissima!", e io ho ricominciato a respirare...entro ancora nella 38 e questo è un altro motivo per cui stasera mi sento euforica, e allora non lo so se sono cambiata davvero...ho ancora bisogno delle mie certezze malate...forse il mio modo in generale di affrontare la vita è migliorato, ma per il resto...boh, non so...pero' grazie davvero di leggermi ancora, mi sa che smettero' quel cammino solo quando cessero' di respirare:)
Ti voglio bene!
Ciao Chiara, quanti bei commenti a questo post!!!
Un abbraccione forte, con tutto il mio affetto!!!
Dony
@Dony...Non ho detto che stai correndo!!!:-)
RispondiElimina..non è facile..anzi..e quelle certezze di cui parli..che siano una taglia 38 o un diario alimentare o un pesare 80 gr di pasta..e se cade un maccheroncino in più toglierlo come se fosse una fetta di lasagna..sono stampelle..e prima o poi riusciremo a staccarci da esse per camminare davvero da sole..
Ma passi incredibili sono stati fatti..solo che a volte la vita ti pone davanti grandi scelte e situazioni forti, e la paura di non esser all'altezza c'è sempre..e così ci leghiamo a tali stupide certezze per poter affrontare il resto..ma riusciremo a superare tutto questo..e a buttare le nostre stampelle facendone un bel falò!!!
Un abbraccio,
Annalisa
P.S..Ciao chiara..buona giornata e spero che anche se solo per 1 secondo nella giornata, oggi tu abbia ancora quello splendido sorriso!
Ciao a tutti!!
RispondiEliminaSi si non vi preoccupate eh! Fatevi pure i fatti vostri sulla mia pagina!! :D
Ahaha scherzo è bellissimo leggervi!
Si Annalisa, anche oggi ho quel sorriso là!! Sono appena tornata dalla mattinata di ippoterapia che è andata benissimo, ora mangio al volo e poi vado in una terza elementare a tenere un laboratorio sul BARATTO e poi vado in ludoteca.
Giornata bella piena di impegni e soddisfazioni.
E poi c'è anche una piacevole serata in previsione.
Insomma sì: quel sorriso me lo tengo bello stampato e sincero sulla faccia!!! ^^
Marco non vedo l'ora di leggere i brani che mi hai riportato: GRAZIE MILLE!!!
Come sono felice che ci siate voi, tre anni fa (a gennaio) ho aperto questo blog ed ho cominciato, senza saperlo, un percorso che mi ha aiutato tantissimo nella mia crescita e nel mio cammino verso la consapevolezza e che mi ha regalato la gioia di scoprire VOI.
Un abbraccioooo!!!
Oh, sì, è proprio bellissimo... e ce n'è sempre tanto bisogno.
RispondiEliminaSorridi sempre, il sorriso è il tuo miglior vestito: non ha taglia, e calza a pennello...
Cara Chiara,
RispondiEliminaho fatto un giro sui tuoi post. Resisti Chiaretta, a qualunque difficoltà, a qualunque costo. Tieni duro ed abbi cura di te, perché le risposte a tutte le tue domande arriveranno.
Sii forte e raccogli tutte le energie.
Riposa pure un pochino ogni tanto, mi sa che hai una vita a dir poco impegnata. Fra tutti i modi in cui possiamo immaginarti, sempre a correre da una parte all'altra, possiamo figurarti anche a riposo, sprofondata su un comodo sofà, senza far nulla, o magari a leggere un bel libro?
Non ci hai più detto niente dei tuoi allenamenti. La Chiara in moto! Io tifo anche per la Chiara a riposo. La Chiara dormiente.
"Potessi io vivere senza più cercare,
senza inseguire,
senza più divenire,
senza sognare,
senza dire ho fatto il bene, ho fatto il male,
senza fuggire, senza agognare,
senza paura e senza coraggio,
potessi io amare più forte di quanto desidero,
potessi dare senza chiedere,
sorridere senza mentire,
parlare senza tramare,
potessi trovare ciò che guida le azioni, che non sia il desiderio e la ciclica ripetizione del noto.
Potessimo scoprire il nostro errore più grande prima di commetterlo.
Potessimo essere felici, e se non ci è possibile, essere felici di soffrire.
Potessimo riconoscere chi può insegnare, e saper imparare.
Potessimo sbagliare, senza far male."
Datti un abbraccio da parte tua.
Ciao...
Marco
Sono tornata..così non utilizzo più il tuo blog per i miei commenti!!!
RispondiEliminaTi abbraccio..ti aspetto..ti voglio bene..
da Marco:
RispondiEliminaC'è anche un altro libro che potresti leggere: si chiama "Lettere alle scuole" di J. Krishnamurti. Parla di un nuovo concetto di Educazione. Se lavori con i bambini potrebbe interessarti. E' un libro che per me alunni e insegnanti dovrebbero leggere in tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Oggi ho pianto. Ho pianto le persone che mi mancano, i miei desideri, e tutte le mie piccolezze.
E dopo il pianto la serata è più calma. E la mente più silenziosa.
Che possa anche tu trovare una bellissima calma, il bel silenzio e goderti il cielo sereno di questi giorni.
Che bella la lettura del Piccolo Principe! E che bella la casa colorata....