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giovedì 24 novembre 2011

E la vita che pulsa...

...e chiede di entrare.
Ho "ucciso" un po' di farfalle dall'ultimo post ma la vita è sempre più forte. Anche quando penso di lasciarmi andare completamente non riesco mai perchè c'è quella voce che mi chiama da dentro, c'è quella spinta a vivere e sorridere che non mi lascia mai. A volte, assurdamente, combatto contro questa pulsione, ma poi basta una giornata di sole e mi ritrovo di nuovo a far progetti di gioia.
E' difficile sopravvivere al buio che arriva già alle 16.30. A questo fatico a trovare un rimedio! Attendo con ansia il 21 dicembre quando, dopo il solstizio, le giornate torneranno ad allungarsi.
Le mie giornate si susseguono piene di impegni: le mattine si alternano tra laboratori nelle scuole (al momento sto facendo dei laboratori sul baratto) e ippoterapia, i pomeriggi, invece, mi trovano alle prese con ludoteca e biblioteca. Mi piace tutto quello che faccio, sto imparando tanto ma a volte mi esplode il cervello! :)
Poi un week end si e uno no c'è la scuola di naturopatia. Questo week end che sta arrivando è il week end no per cui sabato lavorerò tutto il giorno in biblioteca e domenica pomeriggio parteciperò ad una festa del baratto con il gruppo di volontari che, insieme a me, ha aperto un luogo, nel mio paese, chiamato "Spazio baratto" dove le persone possono portare cose che non usano più e barattarle con altre, ovviamente a costo zero!
Tutto questo anche per spiegarvi come mai scrivo così poco.
Grazie a tutti per i commenti interessantissimi e le mille riflessioni che mi permettete di fare.
Grazie Marco per i brani che mi hai lasciato: sono bellissimi e credo che oggi in biblioteca mi procurerò il testo completo!

A presto amici,
un abbraccio grande.
Chiara

10 commenti:

  1. E' dolce e rincuorante sentirti piena di energia e vita, voglia di fare e di condividere con gli altri... Un'assenza giustificata e piacevolmente dolce!

    Brava Chiara!

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  2. Nel video pero' non si diceva che queste farfalle sono speciali perche' dopo essere state uccise rinascono, e la mia è sempre lì, che aspetta il giorno in cui smetterai finalmente di fare la guerra alla voglia di vivere che si percepisce dentro di te anche nei momenti peggiori...
    Pero' l'ho lasciata scolorire un po' troppo, quindi in parte mi sento responsabile :(

    Quest'anno mi sto allenando a sopravvivere al buio che sopraggiunge prestissimo.
    In passato gli ho sempre permesso di opprimermi e angosciarmi, chiudendomi tra le mie quattro mura.
    Ora invece lo affronto a viso aperto.
    Esco per la mia consueta passeggiata sul sentiero della salute quando iniziano ad illuminarsi i primi lampioni, e torno che ormai è buio pesto.
    E ti diro'...inizi a prenderci confidenza e poi non ti fa piu' tanta paura...
    Bisogna viverlo, e allora diventa piu' famigliare, e non un nemico che ti angustia.
    Detto cio', la fine del solstizio l'aspetto pure io, eh!!!

    Gli impegni che hai sono davvero tanti, e forse è ancora presto per ritagliarti piu' tempo per te stessa...continua a stare in mezzo alla gente, anche se è stancante...ma credo ti faccia bene in questo momento.

    E continua ad assecondare la voglia di vivere e di sorridere...ricordati solo di raccontarci qualcosa, ogni tanto!!!
    Ti voglio bene!!!
    Un abbraccio fortissimo!
    Dony

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  3. "Il Bello di una donna è che sa essere semplicemente straordinaria in ogni situazione, seppur nella sua grande fragilità.."
    Ed ho pensato a te...

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  4. Eh, anch'io dovrò impegarmi per tenere in vita tutte le farfalle... non è facile per niente... Ma vedrai che un giorno non avremo più bisogno di quelle farfalle... perchè noi per prime avremo trovato le ali della nostra libertà.

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  5. Marco:

    Mi dispiace che hai ucciso le farfalle. Mi dispiace.
    Capocciona...

    A presto, per ora...
    (sono contento che hai gradito i testi).

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  6. Ma la maratona poi?
    Hai partecipato?

    Citando Marco, ciao capocciona!
    Un abbraccio forte!
    Dony

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  7. Chiara che bello risentirti ! A volte i mille impegni aiutano a capire che la miglior riflessione che si può fare su di noi è vivere, affrontare tutto, tra corse e ritardi... ti abbraccio sempre forte e ti mando un bacione !

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  8. Marco:

    Perché si "sceglie" di procurarsi del male fisico?
    Forse perché dentro si ha un certo odio verso se stessi?
    Forse perché il corpo ci riporta alla mente le violenze subite...
    Forse il corpo è la rappresentazione materiale del nostro mondo interiore, dove ci sono ancora i ricordi, i problemi e i conflitti non superati da tanto tempo. Quei problemi che ancora vivono, e che odiamo, perché vorremmo che cessassero finalmente.
    Forse ce la prendiamo col corpo perché esso è la parte materiale di noi stessi, non potendocela prendere con un ricordo o un pensiero, che non si possono afferrare.
    Desiderare che i propri ricordi, legati alle sensazioni spiacevoli di un tempo, finiscano e che si possa finalmente voltare pagina e rinascere, significa desiderare di morire al passato, perché solo dalla morte al 'Ieri' è possibile rinascere. Ma non trovando la via per morire psicologicamente al nostro passato, forse trasferiamo il nostro intento sul fisico, sulla parte di noi che possiamo materialmente toccare, procurando a piccole dosi in esso quella morte che cerchiamo psicologicamente. Così ci facciamo del male fisico in vari modi, dai più diretti a quelli meno, come fumo, alcol, droghe. Provocandoci lentamente una morte, in un modo mai definitivo, dal quale altrimenti sappiamo non potrebbe esserci rinascita.
    Morire in vita, ad ogni ieri, ad ogni domani, ad ogni ricerca: a questo più o meno consapevolmente ognuno anela. Di questa possibilità hanno parlato coloro che l'hanno realizzata, di cui possiamo leggere gli scritti, come ad esempio Budda, o l'altro autore che ho già citato.

    Mi domando se un senso di sicurezza, datoci dal calore e dalla vicinanza di qualcun altro che ci segue nei nostri problemi, possa aiutare. Sarebbe bello che un blog potesse fare tutto questo. Forse il calore degli altri può fornire un senso di protezione e di accettazione, che ci può mettere più facilmente nella condizione di guardare senza paura dentro noi stessi, di comprendere, con i nostri tempi, e di fare piano piano quei passi che al fine nessun altro può fare se non noi stessi, da soli. Tuttavia gli altri non dovrebbero rappresentare un appoggio del quale accontentarsi e basta, magari perché semplicemente ci si sente meno soli e si soffre di meno. Dunque la compagnia di chi ci è vicino dovrebbe allo stesso tempo proteggerci ma anche stimolarci.
    Sarebbe bello che fosse sempre così.
    Ti faccio, come sempre, tanti auguri, e spero che le persone a cui più tieni ti facciano sentire amata e ti aiutino sempre. E spero che un pochino possiamo farlo anche noi.
    Qui sotto incollo una storia zen, che ho letto su un libro che si chiama "101 storie Zen", di cui adesso non ricordo il curatore.
    La storia secondo me ben si adatta a chi cerca, ma rimane ancora incantato dalle illusioni.
    Buona notte e buon lavoro. A presto... ! ;-)

    "Quando la monaca Chiyono studiava lo Zen con Bukko di Engaku, per molto tempo non riuscì a raggiungere i frutti della meditazione. Finalmente, in una notte di luna, stava portando dell'acqua in un vecchio secchio tenuto insieme con una cordicella di bambù. Il bambù si ruppe e il fondo del secchio cadde, e in quel momento Chiyono fu liberata!
    Per commemorare l'evento, scrisse una poesia:

    'In questo modo e in quello cercai di salvare
    il vecchio secchio
    Poiché la corda di bambù era logora e stava
    per rompersi.
    E poi tutt'a un tratto il fondo si staccò e
    cadde
    Niente più acqua nel secchio!
    Niente più luna nell'acqua!' "

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  9. Marco:

    Ohiii...
    Come si sa, come tutti sanno, di sabato e domenica è vietato uccidere farfalline. Sì sì, proprio vietato vietato. Ma vietato vietato vietato!
    Altrimenti tutti gli amici che sognano una Kiaretta diversa se ne andranno via sconsolati, tristi e impotenti per aver conosciuto una tal capocciona. Oppure faranno irruzione nella sua casina colorata e la trascineranno fuori al sole fineché non abbia smesso di pensare pensare pensare. La getteranno in terra sulle foglie colorate dell'autunno, dove i colori sono più vividi, e la costringeranno a giocare e ridere e ruzzolarsi con gli scoiattoli finoacché non ne potrà più. E poi la faranno morire di solletico, ma così tanto da scoppiare, tanto che dimentichérà per sempre tutti i pensieri più brutti. E quando avranno finito di fargli il solletico i grandi inizieranno i bambini, e loro si sa che sono tremendi. Poi tutti si metteranno a lavoro, la sua casa sarà trasformata a forma di fungo e a tutto sarà dato un nome e il colore più buffo, e la capacità di parlare e raccontare storie, e lei non sarà mai più sola, e non potrà mai più farsi del male. Non fargli fare tutto questo lavoro ai tuoi amici. Perciò niente farfalline di sabato e domenica.

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  10. Ma io cosa ci faccio ancora sveglia a quest'ora?? Che domani lavoro in biblioteca dalle 9 alle 19...
    Marco ma magariiii!!! Mi sono immaginata tutto come se stesse accadendo: lo voglioo!! :D
    Le farfalline, comunque, sono tutte svolazzanti e illese da giorni e giorni. Però un si potrebbe anche sacrificare se poi davvero si verificasse tutto ciò che hai raccontato. ;)
    Un abbraccio a te, ad Animasolitaria, a Dony, ad Annalisa, a Veggie, a Franci e a TUTTI.
    Come sempre...GRAZIE.

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