ANONIMI...
Ho trovato dei commenti di persone senza nome al mio primo post "L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera" ed a quello successivo "“Una persona splendida che sa come regalare gioia e serenità”…Dove sono io?"...Vi vorrei ringraziare. Non so dove altro rispondervi, quindi lo faccio qui, in "prima pagina"=)
Forse qualcuno di voi mi conosce, c'è un commento in particolare che me lo fa pensare...In ogni caso è bello sapere di non essere sole, nemmeno nelle cose peggiori della nostra vita. Mi dispiace tanto se anche voi avete passato quello che ho passato io, o anche peggio. Comunque tutto si supera, lo sapete vero? Ed ogni ostacolo superato ci rende migliori e più forti.
Ci sono altre persone senza blog che vorrei salutare e ringrazioare: sono quelle che si sono aggiunte nel tempo tra i miei sostenitori: saragandola, amery91, anakilledme, gabysemionowa, unamelaalgiorno, chiarachicchirichi88, hcslut. In realtà non so se alcuni di voi hanno un blog, io non sono mai riuscita a trovare nessun link!! Se state leggendo e avete un blog, mi dareste l'indirizzo?? In ogni caso grazie infinite di esserci!^^
COLLAGE...
Rileggendo i vecchi post ho sentito bisogno di raccogliere frasi, pezzi di ciò che ho scritto, per vederli uno vicino all'altro...
Il terrore iniziale si è trasformato in qualcosa d’altro, qualcosa a cui non so dar nome.Ho ricominciato ad abbuffarmi, per continuare a cercare la soddisfazione del mio bisogno senza volto.
mi sono infilata la mano in gola, sì tutta la mano perchè ormai da tempo due dita non bastano più al mio stomaco per restituirmi quello che disperatamente gli caccio dentro. Un vomito immensamente doloroso perchè dopo le ultime settimane di folli, continue e inarrestabili abbuffate ho deciso di farmi bucare la lingua, sperando in un freno esterno: non mi bastavano più i tagli sulle braccia e nemmeno le più ardite ferite sulla lingua, ho avuto bisogno di un piercing che me la trafiggesse che la facesse gonfiare come una palla per riuscire a stare un giorno, un solo misero giorno, senza divorare il mondo. Dal secondo giorno me ne sono fregata del dolore, come sempre, e così sono riuscita a far diventare le mie torture ancora più efficaci e il metallo che percepisco costantemente nella carne mi ricorda ogni istante la croce che mi sono costruita in questi 13 anni.
non voglio morire
Ma non è bastato vomitare.Il mostro oggi era proprio arrabbiato e lo stomaco non era abbastanza vuoto, non per lui, non per me, ma non riuscivo proprio a fare di più, me lo sarei strappato via se avessi potuto ma, invece, più di così non potevo fare.Allora ho preso in cucina il coltello più spesso che avevo, l’ho affilato ed ho cominciato la carneficina.
Lo squarcio che si è aperto sul mio braccio non voleva proprio smettere di sanguinare, se non lo tenevo premuto e chiuso con le dita mi si apriva davanti agli occhi la mia carne viva.
Poi lo psichiatra voleva trattenermi in ospedale, ma non mi fregano più, ora so bene cosa dire e in che modo sorridere per convincerli che ho tutto sotto controllo e mi sto curando con dedizione
Tante volte ho desiderato sapere in che modo, nella tua vita, hai amato, gioito e sofferto. Le domande che ogni tanto ti ho posto nel corso degli anni, con tutta la discrezione che mi era possibile, volevano cercare di raccogliere qualche briciola del tuo cuore, per calmare la disperata fame che sentivo.Fame di te, di riconoscere nel tuo vivere qualcosa del mio, di sentire il calore del tuo sangue scorrere nelle tue vene, per poter lasciare al mio tutto quell’impeto che non mi spiegavo.
Mamma.
Ed ecco che nei miei ricordi sopraggiunge un senso di protezione, la consapevolezza di avere un porto sicuro dove andare a ripararmi.
E’ la nonna, che mi stringe forte e mi dice: “Tu sei come me, non ce la fai a sentirla piangere”, ed io mi sento avvolta d’amore, compresa e protetta e finchè sono tra le sua braccia ogni colpa svanisce.
Mi sentivo così quando c’era lei e dopo che se n’è andata nessuno ha più saputo davvero chi ero e cosa provavo, o almeno a me è sembrato che più nessuno lo capisse.
Dopo c’è stato il vuoto.
E c’era la solitudine.
Tante volte mi sono sentita sola davanti alla vita e mi faceva paura
Ho cercato dentro di me l’eco dei forti sentimenti che sentivo ma, non avendo imparato a volermi bene, ho messo da parte l’amore e mi sono rifugiata in un assordante dolore.
Io sono dietro l’inganno.
C’è qualcosa dentro di me, qualcosa che posso dare agli altri, questo lo sento.
Vorrei poter donare gioia e serenità, credo sia il mio desiderio più grande, a volte ho la sensazione strana di essere nata solo per questo...
Cominciò a baciarmi in un modo un po’ schifoso, non proprio uguale al mio primo bacio, che avevo dato pochi mesi prima. Poi iniziò ad accarezzarmi il seno immaturo. Credo di aver capito, in quel momento, dove lui voleva arrivare, ma sono rimasta lì.
Si alzò e mi portò dentro al bosco.
Era arrivato il mio turno, gli dovevo ciò che gli spettava, l’amore era questo.
Quanto male è riuscito a farmi, non solo quando avevo quattordici anni ma per tutti gli anni a seguire.
È riuscito a farmi credere di essere io quella sporca, quella che doveva pagare per ciò che aveva fatto.
Ed ho pagato! Ho pagato tanto ma per un errore che non ho commesso.
Sono una persona adulta (è tempo di riconoscere anche questo fino in fondo, superando la paura) e oggi mi posso difendere, mi devo difendere, posso impedirgli di ferirmi ancora, perché non me lo merito.
Devo smettere di punire una bambina che cercava solo di essere ciò che le avevano fatto credere di dover essere.
Oggi posso scegliere di essere ciò che sono davvero.
Voglio imparare a “lasciare che sia” e ad ascoltare le mie reazioni per poi decidere qual è la cosa più giusta per me, per il mio corpo e per la mia mente, tutto insieme, e non lasciarlo decidere a quest’ultima a priori.
E poi a me fa schifo vedere le persone che mangiano con gusto.
Ho permesso al cibo di prendere il sopravvento, mi sono resa sua succube per reiterare i soprusi subiti trovando la mia identificazione nel ruolo della vittima.
Mi violento quando mi abbuffo e mi violento quanto mi infilo la mano in gola per vomitare, ogni volta è un ripetere la violenza subita, un rivivere quel momento e punirmi per averlo vissuto allora.
Mangiare vuol dire riempire il mio corpo fino a farlo stare male, fino a percepire tutto il cibo ingerito come qualcosa di schifoso che mi inquina. Vomitare, poi, è sia intrusione e violenza che tentativo di liberazione e purificazione.
All’estremo opposto c’è invece il non concedermi nulla, il controllo totale di tutti gli impulsi e i bisogni del mio corpo, fino ad affamarlo e consumarlo. Il bisogno di controllo è dettato dalla paura di perderlo completamente ed essere nuovamente vittima degli altri. Se non mangio, non dormo, se non provo nessun desiderio sono potente, inespugnabile, niente e nessuno mi può fare del male.
La completa perdita di controllo mi porta al bisogno di ripristinare uno stretto regime totalitario e viceversa, in un circolo vizioso senza fine.
Mi faccio schifo io quando non ho il controllo, e non voglio dare la possibilità al cibo di farmelo perdere solo perché è gustoso.
Ci vorrebbe una bella via di mezzo tra l’assenza e l’eccesso di controllo
Ricordo che la prima volta che ho vomitato avevo dodici anni, ma non credo proprio sia stato quello il nostro primo incontro.
Credo che la voce interiore che sentivo da piccolissima che diceva lieve che la mamma voleva più bene a mia sorella fosse un tuo sussurro, come quello che mi ricordava che ero cattiva perché avevo imparato a camminare e mia sorella no...
A sei anni forse abbiamo stretto il nostro patto: la nonna è morta, lei è dovuta soccombere alla sua malattia.
Ero davvero sola, follemente impaurita…
La mia mente aveva rimosso il dolore, l’angoscia e vedevo la vita da una bolla di sapone. Così mi hai dato la mano ma non sei riuscita ad abbracciarmi.
E’ solo a quattordici anni che ci siamo strette nell’abbraccio più profondo che io abbia mai ricevuto dopo quello di mia nonna.
E’ per questo che non posso volerti male, eri l’unica che era davvero accanto a me a sostenermi, credo che senza di te mi sarei sgretolata in mille pezzi.
Mi hai fatto soffrire tanto, non c’è dubbio, ma il dolore che mi provocavi tu era infinitamente più piccolo di quello dell’assenza, del vuoto, della colpa, dell’indifferenza.
Ora però non possiamo più rimanere strette nel nostro abbraccio cara malattia.
Mi sono accorta che posso rimanere integra anche senza di te, mi sono resa conto che non esiste solo il dolore e che quindi non sono costretta a scegliere quello che fa meno male.
Ma non imparò mai e così io continuai a fare la piccola adulta e lei continuò a portarmi via la mamma.
Ricordo che mi sentivo un fuoco dentro quando guardavano mia sorella, quando la fissavano. Ricordo che cercavo di portare quel fuoco nei miei occhi e di incenerire le persone con lo sguardo.
Gelosia, paura di essere messa in ombra, sentimento di inferiorità: sono sentimenti sempre in agguato dentro di me.
“Cara mamma, se ti scoccia che io sia intelligente e capace, se comunque in ogni caso non te ne frega nulla di me, sai cosa ti dico? Vai ad abbracciarti la tua figlioletta malata e lasciami in pace, da ora me ne frego anche io sia di te che di me!”
Così cominciò il calvario dell’adolescenza in cui la rabbia dominava incontrastata. Ma ormai non sapevo già più quale fosse la sua origine, ormai la mia famiglia era solo un puntino nero perso dentro il rosso del mio dolore che mi pervadeva.
Ma più di tanto non potevo fare: mi sono negata tutti i piaceri che ho potuto, ho deturpato il mio corpo e ho abbondantemente limitato i successi nello studio. Eppure continuavo a crescere, a piacere e interessare agli altri, a sentire passioni verso cui volevo dirigere la mia vita. E in tutto questo non trovavo una soluzione per non lasciare indietro mia sorella: una persona ormai abissalmente lontana da me, con cui la comunicazione era già interrotta da tempo.
“Nessuno potrà venire a salvarti – la interruppe la donna con uno sguardo ancora più fermo – solo tu sai come fare per uscire dalla tua prigione”.
“Canta per te stessa con tutta la voce che hai e tutto l’amore che puoi, chi ti ama sentirà il tuo canto dalle valli lontane e correrà da te. Nessuno sa che tu sei rinchiusa qui, i tuoi cari ti cercano ma sei tu che non ti fai trovare. Quando saranno arrivati tu gli dirai come raggiungerti, gli dirai dove sono gli appigli per potersi arrampicare su questa torre che conosci bene, perchè tu stessa hai costruito con tanta cura.
Sei scappata da una vita che ti faceva paura e ti sei rifugiata nel sogno di una vita alla quale non dai modo di realizzarsi. Sei stata per te stessa peggio di qualsiasi drago, più cattiva di qualunque orco sia mai esistito, ma ora io faccio luce nelle tue tenebre e finalmente potrai portarti in salvo.”
La signora la riempiva di amore e di luce e così ella decise di cominciare a cantare ma stavolta cantava per se stessa. All’inizio fu solo un sussurro ma poi diventò un fiume in piena che raggiunse valli lontane come un richiamo alla vita.
Cantava e cantava la principessa e si sentiva riempire l’animo e il cuore.
La consapevolezza pulsava dentro di lei, la spingeva a rimanere sveglia, la esortava ad alzarsi e porre fine alla falsità e in quei momenti la principessa avrebbe voluto urlare talmente forte da sbriciolare i muri che la circondavano.
Ma allora cosa la spingeva a rimanere lì seduta a guardarsi attorno senza vedere nulla?
Troppo spesso, ancora oggi, il suono del campanello mi provoca il dolore dello schiaffo.
Basta.
Voglio che quel maledetto campanellìo rimanga solo un suono e non sia più dolore.
"Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve"
ANA, MIA, KISS MY ASS!
Fare pace con noi stessi.
Perdonarci.
Per scoprire che non c'è abbraccio più caldo nel nostro.
GAIA, ANTARES E UNIVERSO INTERO...
Gaia vuol dire terra ma vuol dire anche amica per la vita. E' stata Gaia a mandarmi queste immagini dal lontano Canada. Ed è a lei che dedico questo post.
Già così mi sento piccina piccina...
Ed ora un piccolo zoom di una delle parti più scure della foto prima...
Toglie un po' il fiato.
E' tutto così piccolo...I miei dolori, il mio collage, le mie gioie, il mio alano, i terremoti, gli tsunami, tutto il mio vomitare della notte scorsa.
E anche io, così piccola eppure così immensa da contenere in me tutto questo universo.
Sono energia. Come Aldebaran.
Tutti immensamente lontani eppure parte della stessa storia infinita.
Impressioni di settembre
Premiata Forneria Marconi (PFM)
Mogol - Pagani - Mussida
(1971)
Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
.








kiara....non so k dire è tutto così....strano....ma tutto così.....VERO......mi riconosco in molte cose di te, condivido i tuoi pensieri, è come se i tuoi ragionamenti colpletassero i miei, è come se la tua mente, più matura e intelligente accompagnasse la mia per mano verso posti a lei sconosciuti e facesse luce in quell'immenso caos, non siamo nulla...ma siamo tutto....gabysemionowa sono io....è una storia lunga, logicamente non è ne il mio nome ne il mio cognome....spero k ti vada di passare da me....ti voglio bene
RispondiElimina"Ho cercato dentro di me l’eco dei forti sentimenti che sentivo ma, non avendo imparato a volermi bene, ho messo da parte l’amore e mi sono rifugiata in un assordante dolore."
RispondiEliminaquanto è vero tutto quello che hai scritto...
profondo, sentito, sofferto, subito, tagliente...
ti entra dentro come lama...e ti colpisce fino in fondo...ma ti fa riflettere...e penso...ti fa reagire...
siamo cosi piccoli in fondo...cosi estremamente insignificanti con i nostri problemi...forse dobbiamo solo guardare fuori..aprire la porta ed osservare il mondo...per capire che la vera vita è li...è fuori...non è in uno stupido bagno, o in uno stupido frigorifero...non è in un rituale calvario di digiuno e bugie...
bel post =)
un sentito abbraccio<3
CiaUUUU carissima.
RispondiEliminaImpressioni di settembre....speciale canzone.
Un post davvero bellissimo.
Crediamo che a volte sia necessario girarsi in dietro, vedere dove si era, capire cosa si vuole per il futuro, senza lasciarsi tormentare dai ricordi o dalle sensazioni.
Certe volte si sente una tale amarezza, una totale catatonia...eppure, così piccoli in un universo così immenso e potente,pieno di forze ed energie strane che abbiamo regolato da leggi, per capire come possiamo abitare su una sfera che "galleggia" nel nulla.
Sempre avanti carissima principessa battagliera, ti abbracciamo forte forte.
Chiara...il tuo e' stato uno dei blog che sono riuscita a leggere dall'inizio alla fine, anche dove era difficile continuare, anche dove la tentazione di passare al post successivo senza terminare quello in corso di lettura e' stata forte...
RispondiEliminaMa sono felice di essere arrivata fino in fondo ad ogni tua frase, ad ogni tuo pensiero, anche il piu' doloroso.
Perche' poi ho trovato la forza di dar voce anche ai miei dolori piu' reconditi.
Così piccola eppure così immensa...un universo pieno di sconvolgimenti, e una distanza infinita da percorrere per riuscire finalmente a gettare luce sulle zone buie della tua vita.
Sono stupende le ultime due foto: mi fanno pensare a miriadi di vite che si intrecciano dentro e fuori di noi, attraversate da energie invisibili.
Siamo fatti di atomi: una composizione chimica di carbonio, idrogeno, ossigeno...come un fiore, un granello di polvere, un pianeta.
Siamo pezzi di stelle che contemplano stelle...
E tu sei sempre la mia stellina preferita, anche nei momenti in cui ti trovi piu' in difficolta', perche' le sai affrontare e venirne fuori a testa alta, sempre.
Ti voglio bene, sempre di piu'.
Dony
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RispondiEliminaKiara carissima,
RispondiEliminahai buona memoria, accidenti a me! :-D
In effetti avevo in serbo qualcosina... Per ora l'ho messa in ghiaccio, per così dire. Prometto che la scongelerò non appena mi tornerà l'ispirazione giusta e vincerò la mia eterna ritrosia a mostrarmi!
Visto che hai così ben tratteggiato quanto siamo infinitamente piccoli in rapporto con stelle e galassie ma al contempo infinitamente grandi dal saperne cogliere almeno in parte i segreti, approfitto per fare a te e a tutti quelli che leggeranno questa piccola segnalazione su uno spettacolo teatrale al Teatro Verga di Milano, intitolato: "LUCE DALLE STELLE - lo spettacolo della fisica" che si terrà dal 28 al 30 gennaio.
Baci
E.d
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaAvevo dimenticato il link alla pagina dello spettacolo...
RispondiEliminaECCOLO QUA!
Ma quanti pasticci sto facendo oggi?!? Scusa Kiara se ti sto impastrocchiando tutto il blog... :-D
Ciao...quanta sofferenza emerge da quelle parole...eppure il tuo post non si ferma lì.Non è un piangersi addosso.E'il tentativo di comunicare che nonostante tutto si può non essere vittime della sofferenza stessa.
RispondiEliminaOggi per me è stata una bellissima giornata.
Grazie a te.
cara Kiara,
RispondiEliminadevo dire che questo post me lo sono gustata..
allora prima ho guradato le figure come fanno i bambini,poi ho chiuso e sono andata a pascolare nella mi avita,poi sono tornata era sparita l'icona...eh no!volevo finire di leggere!!(avevo letto solo ciò che era stato scritto in grande!!)
ricerco l0icona come un topo il formaggio..eccola!...e giù come nelle montagne russe a leggere tutto per poi ritrovarmi a cambiare pagina,a chiudere a riaprire a danzare con il tuo post,sentivo che certe frasi avrebbero messo alla prova anche me e allora riaprivo,poi ho preso un foglio e ho scritto..
io te ne ringrazio perchè a me ste cose piacciono e se scrivo è perchè vorrei che anche gli altri danzassero con le mie parole..
Come stai Kiara?
RispondiEliminaPasso per una buonanotte e per dirti che ti penso tanto e... lo so sono ripetitiva, spero di vederti a Bologna!
Un abbraccio grande grande
ah già... il mio nuovo indirizzo è http://leinigma.blogspot.com/
ciao stellina...
RispondiEliminagrazie x essere passata a trovarmi...
"no,cosa sono adesso nn lo so,sono solo,solo il suono del mio passo..."
Oggi non ho ancora toccato cibo.
RispondiEliminaNei tre giorni scorsi ho vomitato l'anima, ho vomitato tutto quello che ho mangiato, con una facilità che mi ha impressionata.
E, per completare l'opera, ettoliti di tisana lassativa.
Ieri sera dopo cena dovevamo uscire per andare al cinema, come al solito eravamo in ritardo e ci dovevamo muovere. Ho messo in bocca l'ultimo biscotto alle 22.14, ho detto "arrivo subito", sono salita al bagno del piano di sopra, ho vomitato TUTTO, fino alla bile, e alle 22.22 avevo indosso giaccone e cappello.
Completamente svuotata, di cibo e di energia.
Cammino e ho la sensazione di poter cadere da un momento all'altro ed è come se non fossi mai davvero presente a me stessa.
Non voglio vomitare anche stasera.
Sono preoccupata e non capisco il motivo di questa rovinosa ricaduta.
Giovedì sento l'omeopata, spero riesca a darmi una mano.
Dimagrire vomitando non è bello. E' barare e non dà nessuna soddisfazione. Voglio trattarlo bene il mio corpo. Io mi voglio bene adesso, non voglio più fare queste cose!!
Kiara....amore....io ti voglio un mondo di bene...ma non ho capito il commento, c'è ok...mi è servito e hai confermato la mia tesi k posso riuscirci anche sola, ma rimango a non sapere cosa devo fare!! So k non sei tu a dovermelo dire...ma boh...
RispondiEliminaC'è bo...uffi non so nemmeno cosa dire....ce non ho le parole x spiegarti...
Rieccomi...non credo sia una buona idea....penso k potrò riuscirci....io non è k non riesco a parlare con i miei genitori, io praticamente i genitori non li ho proprio!!
RispondiEliminaUno psicologo non credo proprio k mi possa aiutare..
no, non ho avuto esperienze e non lo dico x pregiudizi o cose del genere....non mi permetterei mai, ma conosco molto bene me stessa....
RispondiEliminaio forse sono troppo piccola, troppo stupida o troppo qualcos'altro x capire ma non posso sbatterci ancora la testa, non POSSO....RISCHIO TROPPO
Mozza fiato.
RispondiEliminaNo queste ricadute non van per niente bene.
Anche perke ti vogliamo SORRIDENTISSIMA, bella come sei, cara come sei, forte come sei.
Spero che riesci a capire e risolvere i perchè di queste crisi.
IO SONO CON TE
CREDO IN TE
TI INVIO TAAAAAAAAANTA FORZA
DAVVERO TUTTA QUELLA CHE TI SERVE
per smettere di dimagrire vomitando.
Un abbraccione supersupersupersuper da Supercontra.
Ti stritolo e ti bacio.
Spero di senrti presto.
Passo a darti la buona notte Chiara...
RispondiEliminaVorrei tanto poterti aiutare a capire, ma non ne sono in grado.
Il bene che dici di volere a te stessa, e io credo pienamente in questa affermazione, ora devi dimostrarlo con i fatti.
Opponiti con tutta te stessa alla bestia che ti costringe a fare il contrario.
Anche con l'alleanza dell'omeopata, certo.
Ma la prima a dire di no devi essere tu.
Sei caduta rovinosamente e riprendere a camminare in modo spedito richiedera' del tempo...ma inizia ad uscire dall'immobilita', a piccoli passi.
So che il mio non e' un aiuto concreto.
Ma ti penso sempre, e se quando avrai ritrovato un po' di energie vorrai ancora fare un salto a Lecco...ci facciamo una passeggiata anche con Ele, se ti va.
Notte piccola.
Ti voglio bene.
L'ansia e' pari alla voglia di vederti.
RispondiEliminaDomenica sono libera.
Ok!
Le tue prole rimbombano dentro di me, e certe frasi le sento così vicine che mi chiedo quante volte dentro la mia mente anch'io le ho scritte...
RispondiEliminaSi cade, ci si rialza, e ogni volta siamo più forti di prima, perchè quello che non ci ha distrutte ci fortifica... e tu sei molto più forte di quel che credi...
cz che bel post... ma merita che ci torni con molta, molta più calma.. ora passo solo per dirti che mLm came back!!
RispondiEliminae per un superkiss, obviously
Un post pieno di speranza e forza, Kiara! Nonostante le difficoltà sprigioni un'energia immensa, sta fuoriuscendo anche dal computer!Sei speciale!
RispondiEliminaMi sono sentita anch'io piccola piccola di fronte al'universo, che bella sensazione!
Ho seguito il tuo consiglio, mi sono informata sulle usl della mia città e ne ho trovata una, per il momento però preferisco non coinvolgere mia mamma che non sta molto bene, vorrei prima trovare il coraggio di andarci io....
Ti abbraccio forte forte!
Ciao Kiara, sono anakilledme e qst è l'indirizzo del mio blog: http://ladyvaleana.blogspot.com
RispondiEliminaUltimamente nn ci ho scritto nulla x diversi motivi...
"Volevo il movimento, non un'esistenza quieta. Volevo l'emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla." LEV TOLSTOJ, La felicità familiare
Ciao
Stracomplimenti per come hai messo tutto assieme, per il coraggio di un riassunto così. Volersi bene è una grandissima cosa, è la base per aprirsi al mondo. Spero che ti passi velocemente questa ricaduta, e come hai scritto sopra, che tu ne esca più forte.
RispondiEliminaUn abbraccio, ciao
Le ho messe perché l' ESSERE NASCOSTA NON IMPEDISCE ALLA REALTA' DI ESSERE VERA.
RispondiEliminaScusa se divago dal tuo post se rispondere al tuo commento..
mi dispiace tanto, Chiara, di averti turbato.. si, forse tu nn solo nn ne avevi bisogno, ma senza volerlo ho postato immagini che ti hanno fatto male.
Però ascolta Chiara.. tu, che le cose le vedi e le sai, sei pronta a leggere un libro che la maggior parte butterebbe in pattumiera (per nn intasare il cesso). Ed è questo: "Dialoghi con l'angelo", (a cura) di Gitta Mallasz.
NON è una cazzata, credimi; né è il solito libro newage. E' il libro che mi ha guidato ad avere FIDUCIA SEMPRE, anche davanti agli orrori. Prova a leggerlo...
e se l'hai già letto, mi interessa tanto sapere perché (ancora) nn ti basta.
Sapendo che prima o poi potrebbe bastarti..
Ti aspetto!
OKKK.. grazie!! della tua risposta
RispondiElimina; )
in risposta alla tua risposta ho scritto anche alle altre alcune cose che ti riporto anche qui (sotto).. ma per te vorrei fare una premessa: anche tu sei stata un meraviglioso colpo al cuore.. tempo fa: quindi non intendo dire che Elettra mi dia "per prima" la sensazione che agitarsi, parlare, gridare.. SERVA a qualcosa. L'unica differenza è proprio nel suo proclama così diretto, così apertamente riferito a un MIO post.
Io in realtà lo so che serve.. per questo penso che il TUO blog sia davvero di grande aiuto a tante.. e insomma, che - in un certo senso, QUI, fra QUESTI blog, il mondo sta cambiando. E' vero, da qualche parte continua a cambiare in peggio, eppure in milioni di bolle che resistono.. non importa quanto piccole! si lavora per cambiare in meglio, ed è questo che conta: decidere di stare lì, invece che nella macro-bolla che va a alla deriva.
e questo lo riporto dal mio blog:
..quello che ha scritto ELETTRA per me è un (bel) colpo al cuore, uno straordinario incoraggiamento che mi dice che forse, FORSE allora.. tutto questo chiamare al risveglio non è inutile- forse a qualcuno, nonostante il torpore, qualche grido che disturba il sonno arriva.. e allora non è tutto inutile.
il che apre un interessante problema: io lo farei anche se tutto lasciasse pensare che, in fondo, è solo tempo sprecato.
E perché? perché io aderisco, profondamente, all'idea magica che le cose vadano fatte PERCHE' E' GIUSTO farle... perché si sente che la verità lo richiede, dunque è necessario.. anche se nn si ha nessuna certezza del risultato, se tutto fa pensare che nn servirà a niente.
Morale, a prescindere dal "frutto". Questo (sempre secondo me, eh..!) è già di per sè riparatore, nn solo verso il mondo, ma nei confronti di noi stessi, che abbiamo bisogno di essere riparati dall'orrore. E questo è tutto, in fondo. E' anche la risposta a tutti quelli che si sentono "troppo piccoli" per cambiare qualcosa.. per esempio a ENIGMA, che dice.. si ok, ma io cosa posso fare? Tutto: tu puoi fare tutto quello che è in tuo potere per te stessa, è da lì che poi viene tutto il resto..
Pensare di "non avere potere" è un abili e una trappola tremenda, che dobbiamo rifiutare.
Stupendo collage, una marea di emozioni
RispondiEliminaKIARAAAAAAAAAAAAAAAAA REAGISCI!!!!!!!!!!
RispondiEliminaMi sono sentita male nel leggere quanto male ti fai NON FARLO PIU'!!!!!!!!!!
La vita è qui che ti aspetta PRENDILA!
Lascio anke a te, come a Veggie e Michiamomari, questa poesia xchè voglio assolutamente che la leggi. spero che ti possa far piacere, te la lascio con tutto il cuore!eccola:
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante NON cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, TORNA A FARLO.
NON vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!
"MADRE TERESA DI CALCUTTA"
TI ABBRACCIO KIARA, Astrid:)
Cùcù!
RispondiEliminaKiara?
Come stai? mi manchi... mi sembra di aver capito che non è un gran bel periodo per te=(
Ti penso... e spero che quando leggerai questo commento starai un po' meglio dall'ultimo che hai lasciato!!
Ti abbraccio forte forte
Meravigliosa come te, sei tu che credi di aver perso il tuo splendore, ma per me sei sempre la mia stella!!!
RispondiEliminaPASSA DA ME A COMMENTARE IL DIBATTITO SUL PRO-ANA.
RispondiEliminaVorrei un tuo commento.
Grazie
un abbraccione