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mercoledì 30 gennaio 2013

Le stelle marine

Sto studiano un centesimo di quello che dovrei studiare per arrivare alla sufficienza: sono troppo presa dalle mie vicissitudini personali...che per ora non vi racconto! :-P
Con Maurizio va tutto bene. Con calma da bradipi restauriamo il nostro nido, ogni tanto ci scanniamo ma siamo diventati bravissimi a frantumare l'orgoglio (io soprattutto, modestamente...ecco appunto) e a fare pace.
Ho qualche problema a lavoro. Il lavoro che faccio (ippoterapista) mi piace tantissimo dal punto di vista umano e di realizzazione professionale, ma reggo sempre meno l'uso dei cavalli come se fossero cose al nostro servizio. Mi sembra di sentire il loro disagio, la loro tristezza, la loro sofferenza. Vorrei vederli liberi. Liberi di scegliere quando correre, liberi di mangiare quando hanno fame, liberi di accoppiarsi, di vivere senza sbarre, di stare al sole. Liberi di essere ciò che sono. Per questo credo che non durerò ancora molto: a luglio mi scade il contratto e credo che non accetterò il rinnovo.

Ma bando alle ciance! Sono venuta qui principalmente per condividere un bel racconto che ho letto grazie ad un caro amico (per quei pochi che ancora hanno la pazienza di aspettare che io scriva un post..).
Eccolo qua:

Le stelle marine

Una tempesta terribile si abbatté sul mare. Lame affilate di vento gelido trafiggevano l'acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri d'acciaio aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.
Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l'acqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nell'agonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.
Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa. Arrivarono anche delle troupe televisive per filmare lo strano fenomeno. Le stelle marine erano quasi immobili. Stavano morendo.
Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c'era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare. Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.
All'improvviso, il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia. Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell'acqua. Poi tornò indietro e ripeté l'operazione.
Dalla balaustrata di cemento, un uomo lo chiamò.
"Ma che fai, ragazzino?".
"Ributto in mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia" rispose il bambino senza smettere di correre.
"Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!" gridò l'uomo.
"E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le cose!".
Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua rispose: "Ho cambiato le cose per questa qui".
L'uomo rimase un attimo in silenzio, poi si chinò, si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia. Cominciò a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua. Un istante dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine nell'acqua. Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento, duecento, migliaia di persone che buttavano stelle di mare nell'acqua.
Così furono salvate tutte.

Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare.

(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)



Quanto è vero!!!

2 commenti:

  1. Tesoro, la pazienza se anche non l'abbiamo ce la facciamo venire, ne vale troppo la pena per te...
    Ma quanto amore hai dentro????????????
    Ciao raggio di sole...

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  2. Grazie mille per aver condiviso questo racconto, Kiara, è bellissimo... e anche vero...

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