Segui la tua FELICITA' e l'universo ti aprirà porte dove prima c'erano solo muri.




Visualizzazione post con etichetta perdono. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta perdono. Mostra tutti i post

sabato 26 settembre 2009

Sogni

Spessissimo i sogni mi hanno aiutata a capire. Mi hanno fatto passare giornate terribili o mi hanno fatto sentire bene per settimane. In ogni caso, per me, i sogni sono stati spesso risolutori: a volte non ne capisco il senso ma loro sanno comunque sciogliere nodi a livello inconscio, nodi che quel disgraziato (o a volte santo) del mio super-io censura brutalmente.

Ci sono sogni che rimangono ancori vivi in me anche dopo anni e che, ancora oggi, solo ricordandoli mi regalano un senso di pace.

Due in particolare hanno tutto il mio affetto.

Il primo risale, credo, a 4 o 5 anni fa.
La Chiara del presente (quindi allora circa ventiquattrenne) entra in una stanza e si ritrova faccia a faccia con la Chiara sedicenne. Tutte e due in silenzio, a guardarsi negli occhi. La Chiara sognante prova un affetto e un amore totale per il suo alter ego più giovane. Spostando lo sguardo si rende conto che non sono sole: nella stanza altri ragazzi tra cui anche la sua migliore amica anch'essa sedicenne, bottiglie di birra e fumo, tutti gli sguardi rivolti a lei.
La giovane Chiara rompe il silenzio: "Ah...Allora è così che diventerò". L'altra cerca di capire il sentimento celato dietro questa affermazione: delusione? Paura? Soddisfazione? Nulla traspare.
Il sogno finisce e mi sveglio con la sensazione di aver sfiorato qualche verità importante. Qualcosa si è smosso davvero.
Con il tempo capisco che la Chiara adolescente aveva iniziato ad avere meno paura di crescere, che cominciava ad accettare di poter appartenere al mondo senza l'angoscia di esserne sopraffatta, schiacciata.
Anche ora che lo scrivo questo sogno riesce a commuovermi. Quel rimanere in silenzio a guardarsi negli occhi, guardarsi dentro, profondamente e sinceramente, come a fare pace, come a chiedere perdono, come a dire "Spero tu non sia delusa da me, io non lo sono da te e per la prima volta ti dico che ti voglio bene". E mentre le lacrime affiorano sento una mano invisibile che mi massaggia il cuore e mi dona pace: è la sua, è la mia.

Il secondo sogno penso di averlo fatto uno o due anni dopo ed è un po' la "seconda puntata".
Anche questa volta entro in una stanza, molto grande e completamente bianca. Nel mezzo due bambine piccole: una piange, l'atra la guarda e ride.
Mi avvicino e mi rendo conto che siamo mia sorella ed io, più o meno all'età di 6 anni lei e 4 io.
Provo subito una grande rabbia a vedere la piccola Fra serena e sorridente mentre guarda la piccola me piangere disperata. Allora mi chino e MI PRENDO IN BRACCIO, MI STRINGO FORTE E MI CONSOLO.
Non credo di essere in grado di rendere a parole l'emozione che provo nel ricordare questo sogno, la gioia immensa, la pace profonda.
Quando mi sono svegliata mi sentivo serena come mai e quel sogno bastò per farmi passare giorni di preziosa serenità in cui poter guardare la mia realtà con occhio diverso e guardarmi dentro...e scoprirmi, scoprirmi e COMPRENDERMI.


Fare pace con noi stessi.
Perdonarci.
Per scoprire che non c'è abbraccio più caldo nel nostro.