Segui la tua FELICITA' e l'universo ti aprirà porte dove prima c'erano solo muri.




domenica 17 gennaio 2010

ANONIMI, COLLAGE, GAIA, ANTARES & PREMIATA FORNERIA MARCONI

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ANONIMI...
Ho trovato dei commenti di persone senza nome al mio primo post  "L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera" ed a quello successivo "“Una persona splendida che sa come regalare gioia e serenità”…Dove sono io?"...Vi vorrei ringraziare. Non so dove altro rispondervi, quindi lo faccio qui, in "prima pagina"=)

Forse qualcuno di voi mi conosce, c'è un commento in particolare che me lo fa pensare...In ogni caso è bello sapere di non essere sole, nemmeno nelle cose peggiori della nostra vita. Mi dispiace tanto se anche voi avete passato quello che ho passato io, o anche peggio. Comunque tutto si supera, lo sapete vero? Ed ogni ostacolo superato ci rende migliori e più forti.

Ci sono altre persone senza blog che vorrei salutare e ringrazioare: sono quelle che si sono aggiunte nel tempo tra i miei sostenitori: saragandola, amery91, anakilledme, gabysemionowa, unamelaalgiorno, chiarachicchirichi88, hcslut. In realtà non so se alcuni di voi hanno un blog, io non sono mai riuscita a trovare nessun link!! Se state leggendo e avete un blog, mi dareste l'indirizzo?? In ogni caso grazie infinite di esserci!^^





























COLLAGE...
Rileggendo i vecchi post ho sentito bisogno di raccogliere frasi, pezzi di ciò che ho scritto, per vederli uno vicino all'altro...




Il terrore iniziale si è trasformato in qualcosa d’altro, qualcosa a cui non so dar nome.Ho ricominciato ad abbuffarmi, per continuare a cercare la soddisfazione del mio bisogno senza volto.





mi sono infilata la mano in gola, sì tutta la mano perchè ormai da tempo due dita non bastano più al mio stomaco per restituirmi quello che disperatamente gli caccio dentro. Un vomito immensamente doloroso perchè dopo le ultime settimane di folli, continue e inarrestabili abbuffate ho deciso di farmi bucare la lingua, sperando in un freno esterno: non mi bastavano più i tagli sulle braccia e nemmeno le più ardite ferite sulla lingua, ho avuto bisogno di un piercing che me la trafiggesse che la facesse gonfiare come una palla per riuscire a stare un giorno, un solo misero giorno, senza divorare il mondo. Dal secondo giorno me ne sono fregata del dolore, come sempre, e così sono riuscita a far diventare le mie torture ancora più efficaci e il metallo che percepisco costantemente nella carne mi ricorda ogni istante la croce che mi sono costruita in questi 13 anni.







non voglio morire





Ma non è bastato vomitare.Il mostro oggi era proprio arrabbiato e lo stomaco non era abbastanza vuoto, non per lui, non per me, ma non riuscivo proprio a fare di più, me lo sarei strappato via se avessi potuto ma, invece, più di così non potevo fare.Allora ho preso in cucina il coltello più spesso che avevo, l’ho affilato ed ho cominciato la carneficina.
Lo squarcio che si è aperto sul mio braccio non voleva proprio smettere di sanguinare, se non lo tenevo premuto e chiuso con le dita mi si apriva davanti agli occhi la mia carne viva.







Poi lo psichiatra voleva trattenermi in ospedale, ma non mi fregano più, ora so bene cosa dire e in che modo sorridere per convincerli che ho tutto sotto controllo e mi sto curando con dedizione







Tante volte ho desiderato sapere in che modo, nella tua vita, hai amato, gioito e sofferto. Le domande che ogni tanto ti ho posto nel corso degli anni, con tutta la discrezione che mi era possibile, volevano cercare di raccogliere qualche briciola del tuo cuore, per calmare la disperata fame che sentivo.Fame di te, di riconoscere nel tuo vivere qualcosa del mio, di sentire il calore del tuo sangue scorrere nelle tue vene, per poter lasciare al mio tutto quell’impeto che non mi spiegavo.
Mamma.







Ed ecco che nei miei ricordi sopraggiunge un senso di protezione, la consapevolezza di avere un porto sicuro dove andare a ripararmi.

E’ la nonna, che mi stringe forte e mi dice: “Tu sei come me, non ce la fai a sentirla piangere”, ed io mi sento avvolta d’amore, compresa e protetta e finchè sono tra le sua braccia ogni colpa svanisce.


Mi sentivo così quando c’era lei e dopo che se n’è andata nessuno ha più saputo davvero chi ero e cosa provavo, o almeno a me è sembrato che più nessuno lo capisse.







Dopo c’è stato il vuoto.

E c’era la solitudine.



Tante volte mi sono sentita sola davanti alla vita e mi faceva paura







Ho cercato dentro di me l’eco dei forti sentimenti che sentivo ma, non avendo imparato a volermi bene, ho messo da parte l’amore e mi sono rifugiata in un assordante dolore.





Io sono dietro l’inganno.







C’è qualcosa dentro di me, qualcosa che posso dare agli altri, questo lo sento.

Vorrei poter donare gioia e serenità, credo sia il mio desiderio più grande, a volte ho la sensazione strana di essere nata solo per questo...





Cominciò a baciarmi in un modo un po’ schifoso, non proprio uguale al mio primo bacio, che avevo dato pochi mesi prima. Poi iniziò ad accarezzarmi il seno immaturo. Credo di aver capito, in quel momento, dove lui voleva arrivare, ma sono rimasta lì.



Si alzò e mi portò dentro al bosco.



Era arrivato il mio turno, gli dovevo ciò che gli spettava, l’amore era questo.


Quanto male è riuscito a farmi, non solo quando avevo quattordici anni ma per tutti gli anni a seguire.



È riuscito a farmi credere di essere io quella sporca, quella che doveva pagare per ciò che aveva fatto.



Ed ho pagato! Ho pagato tanto ma per un errore che non ho commesso.







Sono una persona adulta (è tempo di riconoscere anche questo fino in fondo, superando la paura) e oggi mi posso difendere, mi devo difendere, posso impedirgli di ferirmi ancora, perché non me lo merito.


Devo smettere di punire una bambina che cercava solo di essere ciò che le avevano fatto credere di dover essere.


Oggi posso scegliere di essere ciò che sono davvero.






Voglio imparare a “lasciare che sia” e ad ascoltare le mie reazioni per poi decidere qual è la cosa più giusta per me, per il mio corpo e per la mia mente, tutto insieme, e non lasciarlo decidere a quest’ultima a priori.







E poi a me fa schifo vedere le persone che mangiano con gusto.





Ho permesso al cibo di prendere il sopravvento, mi sono resa sua succube per reiterare i soprusi subiti trovando la mia identificazione nel ruolo della vittima.



Mi violento quando mi abbuffo e mi violento quanto mi infilo la mano in gola per vomitare, ogni volta è un ripetere la violenza subita, un rivivere quel momento e punirmi per averlo vissuto allora.

Mangiare vuol dire riempire il mio corpo fino a farlo stare male, fino a percepire tutto il cibo ingerito come qualcosa di schifoso che mi inquina. Vomitare, poi, è sia intrusione e violenza che tentativo di liberazione e purificazione.



All’estremo opposto c’è invece il non concedermi nulla, il controllo totale di tutti gli impulsi e i bisogni del mio corpo, fino ad affamarlo e consumarlo. Il bisogno di controllo è dettato dalla paura di perderlo completamente ed essere nuovamente vittima degli altri. Se non mangio, non dormo, se non provo nessun desiderio sono potente, inespugnabile, niente e nessuno mi può fare del male.



La completa perdita di controllo mi porta al bisogno di ripristinare uno stretto regime totalitario e viceversa, in un circolo vizioso senza fine.






Mi faccio schifo io quando non ho il controllo, e non voglio dare la possibilità al cibo di farmelo perdere solo perché è gustoso.



Ci vorrebbe una bella via di mezzo tra l’assenza e l’eccesso di controllo







Ricordo che la prima volta che ho vomitato avevo dodici anni, ma non credo proprio sia stato quello il nostro primo incontro.



Credo che la voce interiore che sentivo da piccolissima che diceva lieve che la mamma voleva più bene a mia sorella fosse un tuo sussurro, come quello che mi ricordava che ero cattiva perché avevo imparato a camminare e mia sorella no...

A sei anni forse abbiamo stretto il nostro patto: la nonna è morta, lei è dovuta soccombere alla sua malattia.



Ero davvero sola, follemente impaurita…



La mia mente aveva rimosso il dolore, l’angoscia e vedevo la vita da una bolla di sapone. Così mi hai dato la mano ma non sei riuscita ad abbracciarmi.



E’ solo a quattordici anni che ci siamo strette nell’abbraccio più profondo che io abbia mai ricevuto dopo quello di mia nonna.





E’ per questo che non posso volerti male, eri l’unica che era davvero accanto a me a sostenermi, credo che senza di te mi sarei sgretolata in mille pezzi.

 
Mi hai fatto soffrire tanto, non c’è dubbio, ma il dolore che mi provocavi tu era infinitamente più piccolo di quello dell’assenza, del vuoto, della colpa, dell’indifferenza.

Ora però non possiamo più rimanere strette nel nostro abbraccio cara malattia.



Mi sono accorta che posso rimanere integra anche senza di te, mi sono resa conto che non esiste solo il dolore e che quindi non sono costretta a scegliere quello che fa meno male.







Ma non imparò mai e così io continuai a fare la piccola adulta e lei continuò a portarmi via la mamma.

Ricordo che mi sentivo un fuoco dentro quando guardavano mia sorella, quando la fissavano. Ricordo che cercavo di portare quel fuoco nei miei occhi e di incenerire le persone con lo sguardo.

Gelosia, paura di essere messa in ombra, sentimento di inferiorità: sono sentimenti sempre in agguato dentro di me.



“Cara mamma, se ti scoccia che io sia intelligente e capace, se comunque in ogni caso non te ne frega nulla di me, sai cosa ti dico? Vai ad abbracciarti la tua figlioletta malata e lasciami in pace, da ora me ne frego anche io sia di te che di me!”





Così cominciò il calvario dell’adolescenza in cui la rabbia dominava incontrastata. Ma ormai non sapevo già più quale fosse la sua origine, ormai la mia famiglia era solo un puntino nero perso dentro il rosso del mio dolore che mi pervadeva.





Ma più di tanto non potevo fare: mi sono negata tutti i piaceri che ho potuto, ho deturpato il mio corpo e ho abbondantemente limitato i successi nello studio. Eppure continuavo a crescere, a piacere e interessare agli altri, a sentire passioni verso cui volevo dirigere la mia vita. E in tutto questo non trovavo una soluzione per non lasciare indietro mia sorella: una persona ormai abissalmente lontana da me, con cui la comunicazione era già interrotta da tempo.








“Nessuno potrà venire a salvarti – la interruppe la donna con uno sguardo ancora più fermo – solo tu sai come fare per uscire dalla tua prigione”.

“Canta per te stessa con tutta la voce che hai e tutto l’amore che puoi, chi ti ama sentirà il tuo canto dalle valli lontane e correrà da te. Nessuno sa che tu sei rinchiusa qui, i tuoi cari ti cercano ma sei tu che non ti fai trovare. Quando saranno arrivati tu gli dirai come raggiungerti, gli dirai dove sono gli appigli per potersi arrampicare su questa torre che conosci bene, perchè tu stessa hai costruito con tanta cura.

Sei scappata da una vita che ti faceva paura e ti sei rifugiata nel sogno di una vita alla quale non dai modo di realizzarsi. Sei stata per te stessa peggio di qualsiasi drago, più cattiva di qualunque orco sia mai esistito, ma ora io faccio luce nelle tue tenebre e finalmente potrai portarti in salvo.”

La signora la riempiva di amore e di luce e così ella decise di cominciare a cantare ma stavolta cantava per se stessa. All’inizio fu solo un sussurro ma poi diventò un fiume in piena che raggiunse valli lontane come un richiamo alla vita.

Cantava e cantava la principessa e si sentiva riempire l’animo e il cuore.

La consapevolezza pulsava dentro di lei, la spingeva a rimanere sveglia, la esortava ad alzarsi e porre fine alla falsità e in quei momenti la principessa avrebbe voluto urlare talmente forte da sbriciolare i muri che la circondavano.

Ma allora cosa la spingeva a rimanere lì seduta a guardarsi attorno senza vedere nulla?








Troppo spesso, ancora oggi, il suono del campanello mi provoca il dolore dello schiaffo.
Basta.
Voglio che quel maledetto campanellìo rimanga solo un suono e non sia più dolore.








"Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve"





ANA, MIA, KISS MY ASS!





Fare pace con noi stessi.
Perdonarci.
Per scoprire che non c'è abbraccio più caldo nel nostro.





















































GAIA, ANTARES E UNIVERSO INTERO...
Gaia vuol dire terra ma vuol dire anche amica per la vita. E' stata Gaia a mandarmi queste immagini dal lontano Canada. Ed è a lei che dedico questo post.









































Già così mi sento piccina piccina...




























































































































































































































































































































































































































































































Ed ora un piccolo zoom di una delle parti più scure della foto prima...




















































































Toglie un po' il fiato.
E' tutto così piccolo...I miei dolori, il mio collage, le mie gioie, il mio alano, i terremoti, gli tsunami, tutto il mio vomitare della notte scorsa.
E anche io, così piccola eppure così immensa da contenere in me tutto questo universo.
Sono energia. Come Aldebaran.
Tutti immensamente lontani eppure parte della stessa storia infinita.































































Impressioni di settembre


Premiata Forneria Marconi (PFM)
Mogol - Pagani - Mussida
(1971)

Quante gocce di rugiada intorno a me

cerco il sole, ma non c'è.

Dorme ancora la campagna, forse no,

è sveglia, mi guarda, non so.

Già l'odor di terra, odor di grano

sale adagio verso me,

e la vita nel mio petto batte piano,

respiro la nebbia, penso a te.

Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là

sembra quasi un mare d'erba,

e leggero il mio pensiero vola e va

ho quasi paura che si perda...

Un cavallo tende il collo verso il prato

resta fermo come me.

Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito

respiro la nebbia, penso a te.

No, cosa sono adesso non lo so,

sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.

No, cosa sono adesso non lo so,

sono solo, solo il suono del mio passo.

e intanto il sole tra la nebbia filtra già


il giorno come sempre sarà.







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sabato 16 gennaio 2010

Ricordi di un incontro...

Scusate amici, sono pessima: non so nemmeno più da quanto tempo non scrivo nei vostri blog.
Ora vi posto le righe che avevo scritto giorni fa e poi rimedio!!







Domenica mattina.
Milano.
Stazione Centrale.

C'è una marea di gente e in questi giorni la mia vista è peggio di quella della mia vecchia zia Cesarina...


Elena mi ha detto che è con Contra sotto il pannello degli arrivi e che Contra ha una freccia addosso: ce la farò.

Pannello degli arrivi. Ecco un gruppo di ragazze! Trovate! Mi avvicino sorridente...

Mi guardano.

Le guardo.

Di frecce nemmeno l'ombra...In compenso un enorme punto di domanda nei loro volti...

Ehm... scusate, ho sbagliato.

Ok Chiara, ce la puoi fare!!

Guardo appena alla mia destra e...quelli sono i ricci di Elena!! Li ho visti in foto, non posso sbagliare!!

Stavolta sono proprio loro.

Mi avvicino con il cuore che batte forte. Che bellissima sensazione. Non posso proprio trattenere un sorriso da orecchio a orecchio.

La prima a riconoscermi è Elena ed ecco che scatta il primo abbraccio.

CIAOOOOOOOO!!! FINALMENTEEEE!

Mamma mia che emozione!

Guarda che splendide facce, che occhi meravigliosi! Vorrei abbracciarvi tutte ma...prima le presentazioni!!

Ecco Contra...e Fighter...e Musidora! Ma che belleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!


Vedere dei visi per la prima volta ed avere la sensazione di conoscerli da sempre. E voglia di dire, di raccontare, ridere e piangere insieme.

Ma siamo in stazione ad aspettare che arrivino le altre e così mi “accontento” di scambiare un po' di chiacchiere e mi riempio il cuore incrociando i loro sguardi.



Ecco che ne arriva un'altra!! ^^

Si presenta: “piacere, E...”

Chi è? Chi è? Chi è?

Non mi viene, non mi viene, non mi viene!

La osservo e la ascolto per un po'...Lei parla con Contra come se la conoscesse benissimo...

Ma certo!! E.!! E. e Aliceee!!!!

IEEEEEEEE COME SONO FELICEEEEE!!



Manca un po' prima che arrivino le altre, così decidiamo di andare a cercare un posto caldo in cui sederci un attimo.

Non c'è modo di dirsi tante cose, ma è lo stare insieme che, da solo, rende tutto così magico e al tempo stesso profondamente e serenamente familiare.



È ora: torniamo in stazione ad accogliere le altre!!

Giariamo, giriamo...

Dove saranno? Le riconosceremo? Ci riconosceranno?

Ma dopo poco un: “Forse le ho viste!”...Ecco un gruppettino di donzelle tra cui una donzellina con i capelli biondissimi e un paio di pantaloni rossissimi...Sono lorooooooooo!!

Davvero, la gioia a mille! Emozionatissima!

Mi lancio in presentazioni e saluti. Mynameis, Aisling e...Enigmaaaaaaaa (che non mi ha assolutamente riconosciuta ;p ).

Che bello...



Manca all'appello Nera: dove saràààà???

Stiamo per preoccuparci ma eccola spuntare dalle scale della stazione con il suo cappellino con le orecchie! Vado a presentarmi, lei non la conosco. Bene! Siamo al completo!!


Le ore che abbiamo poi passato insieme sono state davvero bellissime, persino affrontando il momento pranzo e...lo scippo della borsa!! Niente è riuscito a rovinare il momento!!
Come dicevo a qualcuna di voi, spesso le cose accadono e noi non possiamo farci nulla, però poi sta a noi decidere come reagire, in questa seconda parte siamo noi i registi.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 Questo è ciò che avevo scritto qualche giorno dopo il nostro incontro, mentre ero senza internet...
Molte di voi mi hanno chiesto come è andata poi a finire con la borsa: non ne ho saputo più nulla!
Ma poco male. Il carro attrrezzi si è portato via la mia macchinina (lasciarla in stazione a Garbagnate avrebbe voluto dire trovarne due) e fra una settimana dovrebbe arrivare la chiave per poterla aprire.
Per ora uso la macchina della ditta di mio padre che non è per niente male!!! ^^

Del momento "scippo borsa" il ricordo che più mi è rimasto impresso nella mente è la mitica E. che cerca più e più volte la mia borsa NELLA SUA BORSA! =) Immagine splendida e indimenticabile!!! Grande E.!

lunedì 11 gennaio 2010

Può contenere tracce di mandorle e albume d'uovo.



































"(...) la vergogna, quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altri, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa."
Primo Levi. (Grazie Milly).






























































Sono stanca.













































































Stanca.



























































Stanca.



































































STANCA!



















































Ho appena mangiato un sacco di cioccolata.






























































Quando sono stanca i dolci mi fottono.










































































Ma non importa.























































Si vede che ne avevo bisogno.















































































Sono così stanca.







































































Che razza di post...

























































































Comunque sorrido...
e sono felice di me...
migliorabile, certo...
ma niente male anche così.























































Vado a farmi un bagno caldo.







































































Così non penso al "CIOCCOLATO AL LATTE CON NOCCIOLE GIANDUIA. CON NOCCIOLE INTERE. RICOPERTO DI CIOCCOLATO FONDENTE" che ho nello stomaco.





























































Non c'è nemmeno la tabella dei valori nutrizionali...









































Quando è così è proprio grave.























































Che razza di post...






















































L'avevo già detto?


































































Chiaretta, trattati come un capolavoro e vivrai da capolavoro.

























































































































































































sabato 9 gennaio 2010

Ce l'ho fatta! SON TORNATAAAA!!!

Ragazzi ciaoooooooooooooooooooooo!! ^^
Ho 4 minuti per dirvi che mi siete mancati tantissimissimo che di più non si può, che appena riesco ad aggiornare il blog completo e pubblico quello che ho scritto dopo il nostro incontro e che sono felicissima di aver letto un po' dei vostri aggiornamenti!!
In particolare esplodo di gioia per la magnifica lettera Di Eny alla sua mamma (non ho davvero parole per quanto sei stata splendida e coraggiosa) e per il ritorno della mia amata Evaluna (non sono arrabbiata con te!! ^^).
Ultimissima cosa: benvenuta ad Elena nel mondo di blogger!!!!

Devo tornare di corsa a lavoro...
Vi stringo fortissimo.
A presto!!!!!

Vi lascio anche un pezzettino di Pocahontas che ho sempre adorato e che ho riascoltato spesso in questi giorni. ^^
Anche se mi sento un po' Pocahontas, quante volte rischio di fare la John Smith della situazione...




Chissà la vita cos'è...SE LA FERMERAI NEANCHE TU SAPRAI!

sabato 26 dicembre 2009

Proposta per l'inconro del 3...ABBRACCI

Ok, sono scoppiata a piangere al 47simo secondo del video che sto per postarvi e non ho ancora smesso...
Avevo tanto bisogno di piangere e sono contenta di averlo fatto non per una cosa triste ma guardando un video che mi ispira speranza, gioia e amore.

Eccolo qui, guardatelo anche voi:



Ora ditemi: avete voglia anche voi di regalare abbracci camminando per Milano insieme a me??
Lo facciamo questo regalo a questa città a volte troppo grigia?
Lo facciamo questo regalo a noi stesse?
Alla peggio ci abbracceremo fra di noi! ^^
Che ne dite?
E chi non viene a Milano il 3 potrebbe farlo nella propria città!!
Se io vedessi uno con un cartello con su scritto ABBRACCI GRATIS, me lo abbraccerei per mezz'ora come minimo!!! E gliene sarei infiniamente grata...


Vi voglio bene.
E VI ABBRACCIO FORTE!!

P.S. Un abbraccio anche a chi se n'è andata senza salutare. Ti voglio bene, anche se sono un po' arrabbiata...
Si, Dony, parlo proprio di te...

martedì 22 dicembre 2009

"E QUESTO È GIÀ L'IMMENSO..."



 Sono quasi le due di notte di un irripetibile lunedì ventunodicembreduemilanove, ormai in procinto di essere a tutti gli effetti un altrettanto irripetibile martedì ventiduedicembreduemilanove.
Fuori nevica da quattordici ore. Oltre trenta centimetri di neve ricoprono la città.
Ho passeggiato per più di un'ora in mezzo alla notte vestita di bianco ghiacciato e tutto quel gelo mi ha scaldato il cuore.
Niente unità di misura per la tristezza, per il vuoto, per l'attesa, e nemmeno per la speranza, per la serenità che già, sorridente, prova a bussare al mio cuore, per la dolce e struggente malinconia che la consapevolezza porta con sé.
Niente conti alla rovescia, niente metri, spanne o pollici.
Solo FIDUCIA che l'universo si prenderà cura della mia felicità nella misura in cui io glielo permetterò.
Avrei voluto passeggiare con LUI questa notte, abbiamo amato da sempre percorrere chilometri sotto le stelle, e parlare, curiosare, scoprire. È passeggiando che mi sono innamorata di lui.
Ma sapevamo che sarebbe potuto finire. Cosa di preciso non lo so. Il viaggio insieme. Non l'amore, no, di quello ne siamo pieni.
Ed è proprio grazie a quell'amore che abbiamo deciso di lasciarci andare. Non so se sia la via giusta ma so che è stata intrapresa con tutto l'amore possibile.
L'universo è pronto a darci ciò che gli chiediamo,
 SONO I NOSTRI PENSIERI CHE CREANO IL NOSTRO FUTURO: 
ciò che siamo in questo momento è frutto di ciò che abbiamo pensato, visualizzato e quindi attratto a noi. Quasi sempre inconsapevolmente...Abbiamo un potere immenso e nemmeno lo conosciamo, ed anche quando lo intuiamo non lo sappiamo usare...
E spesso lasciamo che il nostro passato, le esperienze negative che abbiamo vissuto, le nostre paure, condizionino il nostro presente e il nostro futuro. Basta una piccola distrazione e loro tornano all'attacco.
Così perdiamo di vista la nostra felicità.
E quando la paura prende il sopravvento cominciamo a pretendere, a recriminare, a imporre, a urlare e la paura cresce e cresce...
E quando si è in due tutto rischia di diventrare più difficile: se ci si perde entrambi le paure raddoppiano e così anche tutta la confusione che esse creano.

E ora? 
Cosa voglio? 
Quale desiderio esprimere al genio della lampada?
Di riportarlo da me? E se ciò portasse a entrambi infelicità? No, non non posso desiderare questo.
Ora comprendo quanto Amare voglia dire volere la felicità di chi si ama. E finalmente riesco ad amare me stessa, finalmente riesco ad amare un uomo di un amore sincero e incondizionato. Ora ne sono capace.

Ecco il desiderio che voglio esprimere in questa notte di inverno e di neve:

“Voglio la felicità di entrambi, qualunque conseguenza questo comporti."

Questo è il mio desiderio d'AMORE, perchè esso possa scorrere senza rimanere imprigionato e condannato a consumarsi.
Le lacrime che ora scendono, e tanto bruciano, lasceranno presto il posto a nuova gioia, e a rinvigorito amore.
Riesco a sentirlo, l'amore che si moltiplica.
Lui è così:  
più ne dai e più ne hai.



Mi sono sbagliata: le gomme da neve erano un'ottima idea, e forse le cose sarebbero andate diversamente...Ma tutto ciò che accade ha un senso. E quando incontriamo un ostacolo sulla nostra via è perchè siamo pronti ad affrontarlo.





Ti amo.
Mi amo.
E questo è già l'immenso.

sabato 19 dicembre 2009

Rispondo ad ASTRID su Berlusconi e vi regalo una canzone meravigliosa.

Ciao a tutti!!
Dopo qualche giorni di disintossicazione da pc, sono tornata e ho trovato diversi nuovi commenti al mio ultimo post.
Ad uno in particolare vorrei rispondere in questo nuovo post perchè mi tocca su argomenti che mi stanno particolarmente a cuore.


Il commento è quello di Astrid che mi dice così:


Ciao Kiara sono Astrid,
scusa se te lo dico ma trovo offensivo quello ke hai scritto
Silvio Berlusconi è prima di tutto una PERSONA ke è stata aggredita da un Pazzo Schizofrenico(era in cura al CIM, hanno detto in tv) e questo episodio nn dovrebbe essere letto in chiave: Governa di merda l'Italia e quello ke è successo gli sta bene!
quel pazzo ke lo ha aggredito avrebbe potuto ucciderlo ed era malato di mente!!posso capire colpire con un sasso un violentatore 1 maniaco un mafioso ecc.....potevo capire ma:
Se Berlusconi è stato eletto Presidente del Consiglio QUALCONO LO HA VOTATO


Astrid, spero non ti offenderai se ho deciso di risponderti in un nuovo post. Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di riflettere ancora meglio su alcune questioni e se dovessi usare un tono concitato sappi che è dovuto all'argomento e non a te!!!
Allora, vado!


Berlusconi è una persona prima di tutto, è vero!
Ma subito dopo è un violentatore, un maniaco, un mafioso e un delinquente.
Con questo NON voglio dire che si meritava di essere aggredito, però non riesce a farmi pena.
Premetto che in questi giorni non ho ascoltato notizie in tv, quindi non sono al corrente di tutte le novità che si sono inventati i giornalisti in merito.
Quello che penso è che Berlusconi semina violenza da anni e sul suo volto ho visto solo un segno del suo raccolto.
Ora starà facendo il martire, la vittima, ma chissà se si ricorda dei ragazzi che LUI ha mandato a MORIRE in guerra o di quelli MORTI e FERITI grazie alle manganellate della SUA polizia.
Io non me lo dimentico. Così come non dimentico il suo tono volento e aggressivo, la sua faccia fasulla, quella maschera che indossa per nascondere la persona che è davvero, perchè un uomo che ha fatto tutte le nefandezze che ha fatto lui, non può portare con dignità le rughe degli anni sul volto, deve perpetrare la MENZOGNA anche sul suo corpo.
E non mi dimentico che governa l'Italia sommerso da capi di imputazione.
Non dimentico che non mi è possibile guardare la tv o leggere i giornali perchè lui ne ha fatto il suo strumento per RINCOGLIONIRE gli italiani, e ci è riuscito così bene che ora è al governo.
Non dimentico come contribuisce costantemente a cercare di fare della donna unicamente un mero strumento di piacere, un semplice oggetto sessuale, come offende tutte noi donne in continuazione dalla maledetta posizione in cui si trova.
Si, qualcuno l'ha votato, lo scrivi in maiuscolo, e questo dovrebbe consolarmi per caso?
No.
Mi preoccupa la labilità delle persone che non sono state meno "pazze" a votarlo di quanto lo sia stato quell'uomo a tirare quella statuetta. Quello che tu chiami pazzo schizofrenico ha rischiato di ferire gravemente una persona, gli italiani hanno mandato al massacro un popolo intero.
Ma in fondo la storia ci insegna che ci sono uomini orribili che riescono a trascinarsi dietro le folle nel compiere l'assurdo. Eccoci qua.
Anche se in realtà stiamo parlando di carismi e poteri ben diversi tra loro...Il nostro uomo alla fin fine più che un carismatico burattinaio è solo un burattino particolarmente stronzo e senza coscienza che è riuscito a guadagnarsi un pezzetino di potere (sopra, dietro e intorno a lui c'è molto di più)...

Tornando all'accaduto vorrei aggiungere un'ultima cosa, poi non vi tedio più.

Anzichè seguire le direttive della sicurezza, Berlusconi fa esattamente il cazzo che vuole, come in tutto il resto. E quindi non è difficile che poi un uomo riesca ad avvicinarsi tanto a lui da colpirlo con una statuetta. Negli altri paesi per aggredire un politico ci si deve appostare sui palazzi con armi da fuoco ad alta precisione, qui basta tirare un oggetto a pochi metri di distanza!!
Poi, dopo essere stato ferito ed essere stato fatto salire in auto, il coglione cosa fa? Scende e si mette in alto in modo da farsi vedere da tutti! Ma si può essere più idioti?? Nella confusione era facilissimo che potesse esserci qualcun altro pronto a colpire!! Ma no, era un'occasione perfetta per raccogliere voti, per fare il martire e l'eroe. Per fortuna sono in tanti a vedere solo un'imbecille.
No Astrid. Non credo proprio che sia offensivo quello che ho scritto.
È vero, la violenza è da rifiutare sempre, e non sono felice che i giornali abbiano avuto questa nuova “meravigliosa” occasione di mostrare sangue in prima pagina. Ma non è certo questo l'episodio di violenza che mi fa rabbrividire e rattristare.
E con tutti i soprusi che sto subendo da quell'uomo al governo, scrivere un post ironico per sfogare un po' di rabbia e per dire un po' di verità, è ben lungi da apparirmi un offesa.
E spero di cuore che tu sia in grado di renderti conto quanto sia tu a doverti sentire offesa da lui.


Finito. Per ora. ^^


Ora vengo a ciò per cui ero tornata sul blog, prima di leggere il commento di Astrid.
Vorrei condividere con voi una canzone splendida di un poeta che amo dai tempi delle medie (e ormai son passati ben quindici anni!).
Lui si chiama Angelo Branduardi. La canzone si chiama Si può fare.

Questo è il testo:


Si può fare, si può fare
si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare
puoi correre, volare.
Puoi cantare, puoi gridare
puoi vendere, comprare
puoi rubare, regalare
puoi piangere, ballare.
Si può fare, si può fare
puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare
fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare
puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare
continuare a navigare.

Si può fare, si può fare
si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare
partire, ritornare.
Puoi tradire, conquistare
puoi dire poi negare
puoi giocare, lavorare
odiare, poi amare.
Si può fare, si può fare
si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare
mangiare, digiunare.
Puoi dormire, puoi soffrire
puoi ridere, sognare
puoi cadere, puoi sbagliare
e poi ricominciare.

Si può fare, si può fare
puoi vendere, comprare
puoi partire, ritornare
E poi ricominciare.
si può fare, si può fare
puoi correre, volare.
si può piangere, ballare,
continuare a navigare.
Si può fare, si può fare
si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare
puoi chiedere, trovare.
Insegnare, raccontare

puoi fingere, mentire,
poi distruggere, incendiare
e ancora riprovare.






Ogni volta che l'ascolto mi vengono le lacrime agli occhi!
Io la trovo stupenda, spero piaccia anche a voi.


Grazie a ognuno di voi per tutto.

A presto!
Un abbraccio grande!!!

martedì 15 dicembre 2009

Un minuto di silenzio per il nostro Presidente

Scusate se tolgo dalla prima pagina il post del nostro incontro ma non posso fare a meno di esprimere il mio cordoglio per il nostro povero presidente PICCHIATO A SANGUE.
Come si può fare un gesto del genere? Bisogna essere proprio dei pazzi!
Quasi il povero Silvio fosse un dittatore.
Quasi fosse un delinquente a piede libero.
Quasi fosse un mafioso.
Quasi avesse quintali di silicone a proteggergli il viso dai colpi.
E lui, poverino, lì da solo, in quella stanza di ospedale, si starà sicuramente chiedendo cosa mai potrà aver fatto per far nascere in quell'uomo la rabbia e la disperazione che l'hanno condotto ad un simile gesto.
Speriamo che marcisca in galera questo delinquente, sono cose orribili queste! Cose che fanno andare il mondo a rotoli! Vergogna!

Povero Silvio, è così che ripagano la devozione che metti per governare l'Italia.
Che paese corrotto...

venerdì 11 dicembre 2009

Per accorgerci di non essere mai sole...

Ragazze e ragazzi ciao!!! ^^
Sono qui per seguire l'esempio di Enigma e pubblicare un post per organizare il nostro incontro!

Prima però volevo dire una cosa sul post precedente: la cosa più meravigliosa dell'aver caricato il video con la mia fantastica performance ^^ è stata l'aver avuto l'occasione di parlare con tante di voi che non avevo ancora conosciuto. Grazie a tutte di cuore di avermi scritto, mi avete fatta troooppo felice!! Ad alcune non sono ancora riuscita a scrivere ma piano piano arriverò (cmq sono passata nei blog di tutte!!).
Grazie mlle anche a Chicco e Damiano che sono amici nella vita reale e che ogni tanto passano di qua a leggermi e sostenermi. Chicco, tu mi hai fatta commuovereee!!


Ora veniamo al nostro post.
comincerei con il caricare il video già linkato da Enigma...



La musica è di Einaudi e il titolo del brano è "Reverie".
Sapete che cos'è la reverie? È quella situazione in cui l’io, dimentico della sua storia contingente, si lascia andare a una libertà simile al sogno, ma in uno stato che è stato di seppur minima veglia, e si abbandona alle immagini. E ai ricordi. Alle immagini dei ricordi e a ricordi di immagini. Per cui “reverie” è forse almeno parzialmente traducibile con parole come “fantasticheria”, “immaginazione fantastica”...



È venuto a trovarmi mio marito..eh sì, mi sono anche sposata nella vita! ^^
in teoria è il mio ex marito ma in pratica no perchè non ci siamo ancora separati. In realtà per me rimarrà sempre mio marito...è un amico/marito...può sembrare strano ma pr me ormai non lo è più!
Cmq, è venuto a trovarmi e ho sospeso la scrittura e così ho perso un attimo il filo del discorso.

"Gli incontri ci aspettano"...lasciamoli accadere...concedendoci quello stato di libertà simile al sogno!!

Il mio cervello mi sta proponend una scusa dopo l'altra, vi giuro!
Ho anche pensato di mettermi a dieta per l'occasione!!!! Che peste di cervello che ho.
Ma gli sto dando una mano a ragionare con più serenatità e devo dire che non sta andando male.

Io sono di Garbagnate in provincia di Milano. Mi sposto volentieri e senza problemi, dandomi magari come limite Roma.
Io starò a casa seguendo il calendario delle vacanze scolastiche, quindi sono molto libera! Proporrei di vederci tra il 2 e il 6 (capodanno lo farei volentieri al sicuro nella mia casetta).
Facciamo così: ognuno può postare i giorni in cui preferirebbe che avvenisse l'incontro, dove abita e i km che è disposta a fare così poi cerchiamo di tirare le somme.

SIETE TUTTE E TUTTI INVITATI!!!

Anche coloro che leggono e che ancora non conosco!!!

Impariamo ad aprirci agli altri, ad accettare di non essere sole.

Chissenefrega se poi staremo a guardarci mute tutto il tempo...ci penseranno le nostre anime a parlare!

lunedì 7 dicembre 2009

REAZIONE! (Segue al post precedente: Preda delle illusioni).

Alla fine mi sono messa a cantare un po' per esorcizzare il delirium crescente della serata...
E...ho fatto il mio terzo videoooo!
Edward: questo è il video più buissimo, ma non avevo voglia di pensare alle luci, mi sono messa la macchina fotografica davanti e ho registrato.

Chiedo umilmente scusa a tutti i musicisti che dovessero guardare questo video, primo fra tutti David!!!! Poi anche al mio nuovo amico di blog Ormoled...
Era solo per sfogarmi! E cantare mi aiuta tantissimo e così ho voluto condividere questo prezioso aiuto con voi.

Tra l'altro fino all'anno scorso non avrei mai e poi mai fatto una cosa del genere (farmi sentire cantare) quindi sono felicissima di non averne più paura!!!

Poi vorrei porre a mia difesa il fatto che:
- l'audio è terribile
- stavo cantando da seduta, con lo stomaco pieno e con la testa altrove!
(In qualche modo devo tirarla fuori l'insicurezza! ^^)


La canzone è Generale, versione di Vasco perchè quella di De Gregori che ho trovato era troppo bassa e mi veniva da schifissimo...

All'inizio mi sono bruciata con la cera...che rinco che sono ^^


Il finale invece l'ho troncato brutalmente...sorry!!!



Generale, la guerra è finita,
il nemico è scappato, è vinto, è battuto,
dietro la collina non c'è più nessuno,

solo aghi di pino e silenzio e funghi
buoni da mangiare, buoni da seccare,
da farci il sugo quando viene Natale,
quando i bambini piangono
e a dormire non ci vogliono andare.  






Generale, queste cinque stelle,
queste cinque lacrime sulla mia pelle
che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
che è mezzo vuoto e mezzo pieno
e va veloce verso il ritorno,
tra due minuti è quasi giorno,
è quasi casa, è quasi amoreeeeeeee. 




P.S. Notare come vario nell'abbigliamento: ho la stessa felpa dell'altro video...

domenica 6 dicembre 2009

Preda delle illusioni

Correre, correre, correre sempre, correre fino a sanguinare.
E poi fermarsi e urlare BASTA!
E cercare un nuovo equilibrio. Ascoltarsi e finalmente sentirsi. Guardarsi e vedersi. Parlare e riuscire a comunicare.
Si può fare, sì ci sono riuscita.
Ma a volte non correre contro il vento mi fa paura. A volte lasciare che semplicemente le cose accadano mi mette un'ansia incontrollabile.
A volte ho bisogno di mangiare per non sentirmi abbandonata di nuovo, di vomitare per sapere che "io ce la posso fare". Ho bisogno di urlare e rompere la tazza del the per dire che sto male.
Ho bisogno di rifiutarmi di uscire di casa. Di far sentire in colpa chi mi ama.
Ho bisogno di sminuiare gli altri con battute sarcastiche per non sentirmi l'ultma merda, per cercare di pareggiare i conti delle mie ferite.
E allora dò il via all'elogio della malinconia, questo stato d'animo che innalza un perdente abbandonato alla posizione di un personaggio dotato di unica e straordinaria sensibilità.
È molto più comodo crogiolarmi nel desiderio agrodolce per cose irrangiungibili o impossibili piuttosto che misurarmi con la realtà.
E poi ci sono l'immaginazione e il ricordo, dove qualunque dolore può venire ingigantito fino a diventare intollerabile. Così nasce l'abitudine ad ingigantire tutte le sensazioni, fino a perdere il contatto con i sentimenti reali a favore della loro INTENSITÀ: questo porta all'identificazione con l'amplificazione emotiva. Conseguenza? Le reazioni vere e spontanee a determinati eventi saranno sostituite da una serie di considerazioni interne e di ricordi fantastici. Così se il mio compagno prende un impegno senza rendermene partecipe io arrivoa mettere in gioco l'abbandono e la scarsa considerazione che il mondo intero ha di me.

Mi consolo pensando che i miei comportamenti nevrotici mi portino all'evoluzione, alla mia prossima tappa.
Voglio liberarmi della mia falsa persoalità, di quella struttura di pensieri, emozioni, ricordi ed identificazioni formatesi nei primi anni di vita.
Voglio staccare l'attenzione dai pensieri e dalle emozioni personali perchè altre forme di percezione vengano alla coscienza.
Voglio smettere di identificarmi con i modelli che mi hanno insegnato.
Voglio vedere i miei pensieri come "ciò a cui sto pensando" e non come "ciò che io sono": voglio riuscire ad osservare me stessa senza perdermici dentro.
Voglio vedere la mia "natura essenziale" che sta nascosta dietro alla mia personalità.


Prima di cominciare questo post ho divorato un pacchetto e mezzo di patatine e una fiesta (che mi fa, tra l'altro, veramente schifo) solo ed esclusivamente per vomitarle.
Ora sono qui come una stronza, senza sapere se ficcarmi due dita in gola e risolvere tutto in cinque minuti oppure prendere la strada più difficile e fare i conti con la realtà e con le schifezze chimiche che ho ficcato nel mio corpo e che domani mi massacreranno.

Certo, per essere coerente con tutto quello che ho scritto, dovrei calmarmi e interrogarmi sui massimi sistemi. Ma la coerenza può anche andare a farsi foxxere.
Forse potrei fare un bel bagno, un disegno oppure cantare (mi piace un sacco cantare!).

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA


Come mi fa incaxxare stare così.


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SENZA ANESTETIZZARSI




























- scusate per il deliro -