Oggi, uscita da lavoro, mi dirigo verso la mia auto quando vedo una signora procedere lentissimamente sul marcipiede, spingendo con sforzo sovraumano la sua sedia a rotelle: la faccia affaticata, il collo proteso in avanti, le braccia, immobili, si affidano al leggerissimo movimento delle mani per guadagnare preziosi centimetri sull'asfalto.
Il primo istinto è di andare a chiederle se ha bisogno di una mano. Poi mi blocco e mi domando se potrebbe prenderla come un'offesa. Passa un istante e decido che, dato che il mio intento non è di offenderla, andrò a offrirle il mio aiuto. Se si offenderà le spiegherò l'intenzione con cui l'ho fatto, se non capirà pazienza, almeno ci avrò provato.
Mi avvicino e le chiedo se le serve aiuto. Non si accorge nemmeno di me. Titubo, faccio un bel respiro e le pongo di nuovo la domanda, stavolta con voce più alta e decisa ed invadendo il suo campo visivo. Mi guarda. Non ha capito cosa voglio.
Le faccio il migliore dei miei sorrisi e ripeto per la terza volta la mia domanda sentendomi ormai una deficiente.
Lei mi sorride a sua volta e mi ringrazia ma declina l'offerta perchè, mi spiega, sta facendo uno dei suoi giri quotidiani per godersi il sole e la natura.
Mi lascia di sasso.
Con una faccia da ebete le confesso tutta la mia ammirazione per lei che mi risponde con un "grazie" ed un'espressione soddisfatta.
Inizia a raccontarmi di lei. Le chiedo sfacciatamente cos'è successo. La risposta fa un male al limite della sopportazione.
S c l e r o s i M u l t i p l a.
Malattia bastarda, infame che ti rivela spietatamente che ti ucciderà e poi aggiunge che lo farà lentamente e inesorabilmente, senza che tu possa fare nulla per impedirglielo, rimanendo lucida fino all'ultimo respiro, con la tua mente sana rinchiusa in un corpo che non ti risponderà mai più.
È un pugno allo stomaco. Come per consolarla le dico che anche io ho una sorella sulla sedia a rotelle che però esce molto di rado.
"No, no, no, non va bene così, lo dica a sua sorella!". Sorrido e le prometto che lo farò.
Continua a raccontarmi della sua vita. Si chiama Anna, ha 58 anni e la malattia l'ha colpita trent'anni fa. Ventotto anni. Aveva la mia età. Ma, mi dice, lei ha continuato a "fare", perchè lei non sa stare ferma. Mentre pronuncia queste parole la bocca si muove appena e gli occhi fanno fatica a rimanere fissi su di me.
Mi chiede cosa faccio nella vita, le rispondo che sono un educatrice e lavoro con i bambini. Vuole sapere esattamente di cosa mi occupo e poi mi rivela essere un'assistente sociale e ci tiene a precisare che lo è tutt'ora, anche se non può più lavorare.
Alla fine salta fuori che lei è la zia di due bambini con cui lavoro e così mi promette di passare a trovarmi un pomeriggio in ludoteca. Gioia!
Devo andare. Prima di salutarla le dico che è stato un piacere immenso poter parlare con lei e, nel farlo le appoggio una mano sulla spalla e lascio la sua energia scambiarsi con la mia.
Quando giocavo a monopoli speravo sempre di capitare sulla casella "imprevisti". Certo, molte volte la carta pescata mi faceva perdere qualcosa o stare ferma un turno ma tanto sapevo che avrei recuperato, e comunque la sopresa, l'inaspettato non aveva prezzo e qualche volte regalava ricchezze! Questa volta, con Anna, è stato così. Evviva la carta degli imprevisti!!!
E grazie di cuore Anna.
lunedì 28 settembre 2009
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Ciao, grazie infinite per la visita, ammetto con tutta sincerita' che io con te non ho mai fatto altrettanto, ma ora che ti ho scoperta sara' un immenso piacere leggerti...anche se ti avverto che io non sono per niente eccezionale; di fronte all'immagine di una donna colpita da una malattia che certamente non ha scelto e che nonostante tutto VIVE e apprezza la vita che con lei non e' per niente stata tenera, provo un'immensa vergogna pensando a quanto la mia sia vuota e priva di interessi che non ruotino attorno alla mia forma fisica...insomma, potrei spaccare il mondo, e invece mi trascino giorno dopo giorno, senza vivere veramente...un'offesa per Anna e tutti quelli come lei...
RispondiEliminaTi abbraccio forte anche io
Per prima cosa: grazie infinite dei tuoi commenti! mi fanno molto piacere:)
RispondiEliminaQueste cose mi fanno incazzare terribilmente con me stessa!
Io che non avrei nessuna malattia... cosa faccio? mi distruggo da sola!
Come dice evaluana, un'offesa per tutte le "Anne"...
E comunque, hai fatto un bellissino gesto^^ avrai sicuramnte illuminato la giornata di questa signora... é stato uno "scambio di energie" reciproca!
Ti mando un abbraccio
Imprevisti e possibilità!:) Chi se li dimentica!?
RispondiEliminaIo preferivo le possibilità però... Gli imprevisti erano così... Imprevedibili!
Sei stata un grande, davvero!
Giocare così le proprie carte non è facile...
Per quanto riguarda il commento a proposito della fluoxetina, bè mi ha rassicurato, anche se il percorso so che non è facile e un farmaco non è una bacchetta magica! Ci vuole un cambiamento di mentalità e costanza... A me, sarà che non ho mai preso farmaci, ma mi sta scombussolando abbastanza, è anche il periodo un pò difficile, ma sapere di riuscire a scrivere qui sul blog e trovare attenzione e già qualcosa che mi aiuta non poco!
Quindi ancora grazie,
buona serata e buone cose in generale
baci
M.