Segui la tua FELICITA' e l'universo ti aprirà porte dove prima c'erano solo muri.




mercoledì 30 settembre 2009

Fertili incontri

Tra le persone incontrate grazie al blog, una ragazza che si muove tra le parole e il loro senso (direzione) con un'intelligenza, acutezza, grazia e percezione del ritmo da (s)CONCERTARE.

Ho avuto il permesso di pubblicare l'ultimo racconto da lei postato, qui sul mio blog.
Eccolo qua.




Appena sveglia e già dispersa.
Apro gli occhi e con le mani cerco il mio corpo in penombra.

Nell’ombra in cui ho scelto di trovare riparo sfioro ossa del bacino che affiorano.

(Il folle è colui che cerca di scacciare la propria ombra e ci si perde dentro > Shake/speare)

Luce tagliata trapassa dalle persiane, un altro giorno, sempre un altro e stesso giorno che ricomincia-in-tortura. Controllo: Fatto.
Mi alzo, vado in bagno, mi peso. Controllo: Fatto. Tutti i giorni è il mio primo e ultimo atto.

Controllo: Fatto.

E gli altri? Cosa c’è nel mezzo?
Nel mezzo c’è la fine e il cammino, c’è dove vado sempre a finire con il mio stupido contare!
Quante calorie? Quante calorie? Calorie… Caaaaalorie…Ca-lo-ri-e+e+e+e=?
Ci sarà da fidarsi?
Mhà!... Non si è mai sicuri di niente, meglio arrotondare! Ah! Che brutta parola!


Tu odi le rotondità del corpo tuo siffatto.


-Sempre, sempre troppo RrRrRotondo, suona come un graffio, come uno scoppio!-

(Implosione!)

Ma alla fine un po’ sono necessarie non credi?

(Chi? Cosa? D-do-dove?)

No, non ci credi…Non ci vuoi credere! A chi la vuoi dare a bere? Cosa bevi per colazione?
Un tè, gusto a scelta, il tuo preferito è ai frutti rossi. L’importante è che sia senza zucchero, al massimo il lusso del dolcificante.
E… Cosa mangi?
Si perché la colazione è importante! Come si fa ad iniziare bene una giornata altrimenti!?
Infatti indulgi in pavesini… Mhm: 1-2-3.
Si, perché tu mangi! È una cavolata non mangiare, è da stupide anoressiche senza cervello, mentre tu ce l’hai la testa, ci pensi a queste cose! Non vuoi mica ridurti così tu vero!?…

Un’ora dopo sei lì.
Dove?
Al solito…
Che fai?

Il solito...



No, non scherzi, tu, fai sul serio! Le fai per bene le cose tu, o non le fai, no, tu non le fai tanto per fare le cose. Quindi ti sei abbuffata perché da sola eri in casa, i tempi giusti, i cibi facili, tutto ok, tutto regolare, tutto fuori da ogni ordine come sempre, come sempre il sottofondo della radio sintonizzata su una frequenza di musica classica. T’ingozzi di gelato e biscotti a tempo di Valzer. Tempo ballabile: 1-2-3 Afferro-morso-ingoio. 1-2-3 Morso, Sorso, Morso 1-2-3, più veloce! Morso, Ingoio Sorso, Sorso! 1-2-3 Non basta! Ingoio, Morso, Sorso, Morso, Morso, Ingoio, Sorso! Ancora! 1-2-3 Sorso, Morso, Ingoio, Morso, Morso, Morso, Morso, Sorso, Sorso, Ingoio, Ingoio, Ingoio…

Vortichi arranchi quasi non respiri, ma pensi di cavartela così?

No, non pensi a niente, sei solo un istinto scordato che anela al presto sbocco. Presto!
Prima che sia troppo tardi! Prima che quell’ammasso di cibo che hai dentro diventi irrevocabile parte di te!
E così sia, così è… E così sarà???
Te lo chiedi, te lo chiedi se ci sarà mai un termine, una qualche cazzo di fine, una sveglia che suona, qualcuno che arrivi e ti dica:
Ah, si! Ma era uno scherzo! Era tutto uno scherzo! Non dirmi che ci hai creduto vero? Ci hai creduto? Ah! Sei proprio una sciocchina! Bè comunque basta, ora è tutto finito, non devi pensarci mai più, mai più, mai più tesorino…
Sorriso smagliante e applausi, chiuso sipario, luci spente, sonni tranquilli.

E invece non è uno scherzo!

È la tua vita, la tua vera, preziosa, fottuta, unica vita che se ne va in quell’andirivieni infinito tra cucina-bagno, bilancia-specchio… Bella roba, bello schifo dolce-salato e sempre più amaro. Perché non ci dai un taglio?

Si, ma da che parte iniziare a recidere quando tutta la pianta sembra malata?
La verità è che ci hai messo radici in stà selva e da sola dall’inferno non ne esci…
Che poi neanche ci credi…
A cosa?

Al salvarsi, all’essere salvati, siamo tutti soli e dannati!

Alimentazione atea e fame atavica.

Vuoi non essere per essere di più, per essere potenza elevata al quadrato!
Ma i conti non quadrano, e le lacrime tornano, tornano al loro posto, cacciate a ingolfare il cuore di rabbia e dolore. Le istruzioni le conosci e le esegui:
> Lametta affondi in carne esangue >

Perché? Te lo meriti. Perché? Te lo meriti. Perché?

Perché si. Perché sei tu.
Io?
Si! Tu! Tu che non sai chi sei e cosa fai, che cosa vuoi…

Che pensi troppo, che non pensi a niente. Che scrivi, leggi, e ti strappi i capelli. Che ti vesti di viola e sembri un po’ strana. Che tra la gente vuoi scomparire e ricerchi spasmodica quel cosiddetto amore.
Sorridi, ma dentro sei un vuoto. E così mangi troppo o troppo poco… Ma gli altri si accorgono del tuo urlo muto? Sei un invisibile Munch al femminile postmoderno e fuori posto. Cerchi un senso che o rifiuti o ti va stretto. Identità multipla, corpo costretto. Ridicola mistica sottrattiva!
Platone sarà anche meglio del Prozac, ma la vita è presenza nel corpo, non nell’idea di menzogna d’ascesi-perfetta di questo.

E comunque tu non sei mai stata depressa, sempre e solo/a disperata:
un angelo tragicomico che cade, cade, cade, e cade… Ma poi si rialza! E spera e si dispera…
E non sa se ridere o piangere per quanto tutto sembra buffo e impossibile, ma è così!
È la vita sgangherata da freak bulimica-noressica in cui ti trovi, ma non ti ritrovi, ti ci cerchi e ti perdi, t’insegui e ti strozzi...
È un sogno, è un incubo. È di un normale che fa troppo male.


Ti stupisci, ti vergogni e quasi ti rattristi quando qualcuno ti dice che sei bella.
Si, sei bella, ma non lo capisci.
Cosa c’è da capire nella bellezza? Bello è ciò che si ama incondizionatamente. Senza perché…
E tu non fai altro che porre vincoli e cavilli al tuo amore. Diventa una faccenda così complicata e burocratica che alla fine si muta in sofferenza. E lo odi e ti odi:
odi ciò che ami, ami ciò che odi, ma visto che alla fine sei un po’ border i margini li spezzi!

E tu ti pieghi all’incedere degli eventi senza controllo… Ti senti vile.
L’hai detto a lei ieri. Ti è stato risposto che non sei affatto vile, sei sopraffatta. Un po’ come tutti, come nessuno, come centomila altre simili e tutte diverse sopraffazioni che ogni giorno avvengono in questo stranormale mondo malato e mascherato.

La cosa è stupefacente! Ti senti così stupida e angelica dopo che hai vomitato.
Di nuovo falsamente pura e in caduta libera.

Il paracadute ce l’hai sulla schiena, ma chissà perché non lo sai aprire...




Racconto scritto da Musidora
http://aleaela.blogspot.com/


Splendido.
Grazie tesoro.
Penso che lo rileggerò spesso e molto volentieri.

4 commenti:

  1. eh. si, Musidora è un talento di ragazza.
    Grazie di essere passata da me, Kiara.
    Mi fa piacere sapere che qualcuno legge i miei deliri..
    bacio.

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  2. Troppo gentile!
    Sono quasi imbarazzata!*^^*
    Non riconosco in me tutto questo talento, ma è la cosa che mi fa più piacere riuscire a trasmettere agli altri qualcosa...

    Spero di continuare a farlo in futuro, spero che lo scambio tra i nostri blog ed esperienze possa continuare a rivelarsi prezioso!

    un abbraccio forte

    M.

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  3. Avevo già letto questo racconto sul blog di Musidora, e anch'io l'ho trovato stupendo... Forse perchè, in un certo qual modo, per certi particolari aspetti, c'è comunque un identificazione che porta a percepire il racconto come se fosse vissuto in prima persona...

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  4. ciao Kiara, grazie!! della visita e delle cose che mi hai detto.. di solito rispondo nei blog di chi scrive... ma ti ho risposta anche da me, perché la cosa riguarda anche le altre...
    e cmque ci tenevo anche a venirti a salutare qui! riguardo al talento di Musi.. che dire.. posso solo ripetere quello che già ho scritto mille volte da lei.. è fantastica.

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