A volte arriva. Come un fulmine al ciel sereno.
Un pensiero...come una tenaglia.
Mi sto dicendo una bugia?
La responsabilità è davvero sua?
Io non gli ho detto di no.
Io sono rimasta lì. Immobile. In silenzio.
E se lui davvero pensava che io lo volessi?
Perchè non ho detto niente?
Perchè?
Perchè?
Perchè?
Sonorimastalìsonorimastalì
sonorimastalìsonorimastalìsonorimastalì
sonorimastalìsonorimastalìsonorimastalìsonorimastalì
IMMOBILE.
MUTA.
PERCHÈÈÈ??
A volte arriva e mi fulmina.
Di chi è la colpa?
Solo un pensiero.
E non sono più sicura della verità.

Certo,come un fulmine a ciel sereno,conosco bene quel fulmine, il mio fulmine,il mio pensiero,e io sono lì,inerme.Perchè non faccio niente? perchè non mi muovo?lui non può comandarmi,non sono un'automa.O forse si?Forse quel pensiero sono io...
RispondiEliminaCarissima Kiara... le ultime 2 ore le ho passate insieme a te. Ho pianto un sacco. Son così tante le cose che si potrebbero dire che forse è meglio nn dirle. Almeno in questo momento. Le tue parole sono come un sogno che bisogna serbare dentro, per un po'... in attesa che manifesti compiutamente le cose che ha da dirci.
RispondiEliminaPerò... leggere le tue parole ed essere Kiara, per un po': lacrime, brividi; qualcosa nel cuore che si contrae e pulsa.. come un mantice. Ed ecco, un'onda dal profondo sale alla bocca del cuore e cn tutta la sua potenza si riversa all'esterno... Vabè, dai. Certe cose si potrebbero dire solo abbracciandosi. Ti stringo forte forte.
Grazie per aver aperto questo blog, grazie per tutte le cose che sai dire di te.
Ho letto il tuo vissuto, e mi vergogno di fronte alle mie miserie...ho paura di dire parole inopportune, ma per quel poco che puo' servire, il mio abbraccio non manca
RispondiElimina@ Nube,
RispondiEliminacredo che la chiave sia non diventare noi stessi i nostri pensieri e le nostre emozioni. Dobbiamo essere in grado di esternarci dalle nostre emozioni, non fonderci con esse ed osservarle per ciò che sono, senza che le azioni, gli automatismi che abbiamo associato ad esse prendano il sopravvento.
Non è facile ma è possibile.
Grazie di essermi vicina!!
@ Mari,
che gioia sapere che mi hai dedicato addirittura due ore del tuo tempo!! Ti giuro, mi hai fatto uno splendido regalo (tra l'altro il giorno del TUO copleanno!!).
Ricambio l'abbraccio con tutto l'affetto...ho sentito davvero la tua stretta...
@ Evaluna,
"Ho letto il tuo vissuto, e mi vergogno di fronte alle mie miserie", non pensare questo!!!
Ognuno ha tutto il DIRITTO di soffrire, ci sono persone le cui vengono sconvolte da eventi che per altre persone sono invece insignificanti.
Ognuno fa i conti con la sua vita e non deve giustificare le sue reazioni con nessuno!!
E non peoccuparti nemmeno di dire parole inopportune, non ne saresti in grado! Qualsiasi cosa vorrai dirmi mi farà sentire la tua vicinanza.
Ti abbraccio.
@ Evaluna, ho dimenticato una parolina:
RispondiElimina"ci sono persone le cui VITE vengono sconvolte.."
Sorry =)
Oddio... Non ho vissuto pure io questo cose, però ci ho riflettuto tanto. La vergogna...
RispondiEliminaCi sono delle parole di Primo Levi (anche se il contesto non è lo stesso) che mi sembrano descrivere bene la situazione (io lo immagino, non posso comunque saperlo per certo):
"...la vergogna, quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altri, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa."