...E CHE DICE LA VERITÀ!
Questa la frase pronunciata da Rosy Bindi al nano malefico Presidente del Consiglio durante la trasmissione di Vespa (vedi video ) del 7 ottobre 2009.
Voglio ricollegarmi con questo post a quello di Michiamomari intitolato Lettera alle donne a cui vi rimando e grazie al quale abbiamo potuto affrontare insieme ad altri blogger il tema del femminismo oggi.
Purtroppo dal dibattito che ha seguito il post è emersa tanta inconsapevolezza da parte di molte ragazze, le stesse che combattono ogni giorno contro se stesse e contro un DCA (Disturbo del Comportamento Alimentare). Le stesse ragazze che, a mio parere, si sono opposte alla visione della donna impostaci dalla società con l'unico strumento che hanno trovato a propria disposizione: la malattia.
Proprio come un bambino che viene umiliato a scuola ma non ha il coraggio nè il modo di dirlo e, così, arriva a farsi venire la febbre (o inventarsela, ma è uguale) per rimanere a casa. Se gli fosse chiaro fin da subito che lui ha il DIRITTO di essere rispettato dagli altri, forse potrebbe trovare le parole per raccontare la sua difficoltà. Ma non è così. Non veniamo cresciuti con l'idea del RISPETTO, verso gli altri ma ancor di più verso NOI STESSI.
E così se la realtà ci fa del male, ci opprime, ci schiaccia, noi cosa facciamo? CE LA PRENDIAMO CON NOI STESSI. Ci opponiamo sì al sistema, ma senza nemmeno saperlo! E così finiamo per far del male a noi e NUTRIRE L'OPPRESSIONE E L'UMILIAZIONE.
E questo sta succedendo alle donne oggi.
No, nel nostro intimo non è possibile. La nostra dignità schiacciata e mortificata si ribella in ogni modo.
Ma crescendo la società convince la nosta MENTE DI SUPERFICIE che sia giusto e normale così. E noi allora cerchiamo di zittire la nostra MENTE PROFONDA per sopravvivere dentro il sistema che ci viene imposto, anzichè lottare per uscirne, anche perchè gli strumenti e le armi per farlo non ce le dà nessuno.
E così accettiamo l'umiliazione e cerchiamo di DIMENTICARE chi siamo.
Ma per fortuna molti non riescono fino in fondo nell'intento e, senza saperlo, cominciano la loro ribellione a qualcosa a cui non riescono nemmeno più a dare un nome. Non coscendo il proprio nemico, però, non sanno dove colpire ed allora rivolgono l'arma dalla parte sbagliata facendo il gioco del nemico e distruggendo se stessi.
Ma crescendo la società convince la nosta MENTE DI SUPERFICIE che sia giusto e normale così. E noi allora cerchiamo di zittire la nostra MENTE PROFONDA per sopravvivere dentro il sistema che ci viene imposto, anzichè lottare per uscirne, anche perchè gli strumenti e le armi per farlo non ce le dà nessuno.
E così accettiamo l'umiliazione e cerchiamo di DIMENTICARE chi siamo.
Ma per fortuna molti non riescono fino in fondo nell'intento e, senza saperlo, cominciano la loro ribellione a qualcosa a cui non riescono nemmeno più a dare un nome. Non coscendo il proprio nemico, però, non sanno dove colpire ed allora rivolgono l'arma dalla parte sbagliata facendo il gioco del nemico e distruggendo se stessi.
Le prime cause di morte per le donne in europa? Le violenze subite dagli uomini (donne viste come oggetto) e i disturbi alimentari (ribellione autodistruttiva). Dati ISTAT.
Io sono un clichè: violentata e bulimicanoressica. E per anni sono stata in silenzio! Per tredici anni!
Un uomo adulto ha fatto del male a me poco più che bambina ed io mi sono colpevolizzata in assoluto silenzio per tredici anni. Io ho pensato che lui si fosse preso qualcosa che gli spettava, anche se io non volevo. Cazzo ma vi rendete conto?? E non sono l'unica, purtroppo.
Ma io ho avuto la FORTUNA (e finalmente tolgo la S davanti) di sopravvivere a violenza e DCA (per quanto riguarda quest'ultimo non è ancora detto, ma sono positiva!) ed arrivare alla CONSAPEVOLEZZA di ciò che è successo e del PERCHÈ è successo.
Nessuno mi ha insegnato che io valgo (e non perchè ho i capelli di seta) e che sono degna di rispetto. Di certo non l'ha fatto il bombardamento mediatico a cui per anni sono stata sopposta finchè non ho finalmente gettato dalla finestra il cavo dell'antenna del televisore.
C'è bisogno di APRIRE GLI OCCHI, RISVEGLIARE LE COSCIENZE ed aiutare anche chi ci è vicino a farlo. È una questione vitale.
E qui torniamo alla grandiosa Bindi, che mi ha donato un po' di speranza in più e della quale vorrei riportare una lettera da lei scritta, in risposta a quanti le hanno espresso il loro sostegno dopo l'attacco del Presidente:
Grazie a tutti di cuore! Mi sono arrivati migliaia di messaggi di amicizia e di affetto che mi hanno commosso. Ognuno meriterebbe una risposta personale ma sono davvero tantissimi. È bello sentire il calore e la vicinanza di tante persone, sapere che c’è un legame invisibile che ci tiene uniti, anche nella distanza, anche se non ci si conosce.
So che è un legame fatto di affinità umane e culturali e di una stessa concezione della vita pubblica. Da tutti traspare quanto sia ancora diffusa e pronta la capacità di reagire e di indignarsi di fronte all’arroganza del potere. Ed è in fondo questo che conta di più. Quindi, ancora, grazie davvero.
Mi sento però di rassicurare tutti gli amici e le amiche che mi hanno scritto: non sono affatto annientata dalle parole offensive e gratuite del Presidente del Consiglio. Anzi sono più che mai felice di essere una donna. Ho sempre pensato che gli insulti definiscono chi li pronuncia. E in questo caso Berlusconi non ha fatto che riproporre la sua concezione, ormai tristemente nota, delle donne.
Berlusconi avrà pensato che un suo intervento ci avrebbe zittito e ridato fiato ai suoi. Avrà pensato di potersi impossessare del video, come in altre occasioni, per l’ennesimo monologo incendiario. Quando però si è trovato di fronte un’interlocutrice che non lasciava passare i suoi commenti eversivi sulla Presidenza della Repubblica e sulla Corte Costituzionale, che non accettava il ruolo silenzioso di comparsa o connivente, non ha trovato altra soluzione che cercare di ridurla all’unica dimensione femminile che è capace di concepire: un corpo da svilire o apprezzare.
Mi ha chiamato ostentatamente «signora» mostrando di non considerare significativo il fatto che fossi un’esponente dell’opposizione e Vicepresidente della Camera dei deputati. Ma da tempo abbiamo capito che il nostro Presidente del Consiglio rifiuta di riconoscere competenze pubbliche alle donne ed è incapace di misurarsi con noi in modo paritario. Con quelle espressioni da cabaret, ha cercato di colpire me ma ha offeso tutte le donne e le stesse istituzioni. Lo hanno sottolineato meglio di me e in vario modo Chiara Saraceno sulla Repubblica di oggi, Cinzia Sasso e Stefania Rossini, sui siti di Repubblica e l’Espresso, Concita De Gregorio sull’Unità, Caterina Soffici sul Riformista, Ida Dominijanni sul Manifesto, e come ben riassume l’appello promosso da Michela Marzano, Barbara Spinelli e Nadia Urbinati, sempre sul sito di Repubblica.
Ripartiamo allora dalla Costituzione e dalla difesa della legalità democratica senza dimenticare che l’agenda dei problemi del paese è molto lunga e le donne sono le prime a pagare i costi della crisi economica e di una politica sociale che riduce i servizi, taglia le risorse alla scuola e alla sanità, smantella il sistema di solidarietà pubblica.
Origine: www.unita.it
10 ottobre 2009
So che è un legame fatto di affinità umane e culturali e di una stessa concezione della vita pubblica. Da tutti traspare quanto sia ancora diffusa e pronta la capacità di reagire e di indignarsi di fronte all’arroganza del potere. Ed è in fondo questo che conta di più. Quindi, ancora, grazie davvero.
Mi sento però di rassicurare tutti gli amici e le amiche che mi hanno scritto: non sono affatto annientata dalle parole offensive e gratuite del Presidente del Consiglio. Anzi sono più che mai felice di essere una donna. Ho sempre pensato che gli insulti definiscono chi li pronuncia. E in questo caso Berlusconi non ha fatto che riproporre la sua concezione, ormai tristemente nota, delle donne.
Berlusconi avrà pensato che un suo intervento ci avrebbe zittito e ridato fiato ai suoi. Avrà pensato di potersi impossessare del video, come in altre occasioni, per l’ennesimo monologo incendiario. Quando però si è trovato di fronte un’interlocutrice che non lasciava passare i suoi commenti eversivi sulla Presidenza della Repubblica e sulla Corte Costituzionale, che non accettava il ruolo silenzioso di comparsa o connivente, non ha trovato altra soluzione che cercare di ridurla all’unica dimensione femminile che è capace di concepire: un corpo da svilire o apprezzare.
Mi ha chiamato ostentatamente «signora» mostrando di non considerare significativo il fatto che fossi un’esponente dell’opposizione e Vicepresidente della Camera dei deputati. Ma da tempo abbiamo capito che il nostro Presidente del Consiglio rifiuta di riconoscere competenze pubbliche alle donne ed è incapace di misurarsi con noi in modo paritario. Con quelle espressioni da cabaret, ha cercato di colpire me ma ha offeso tutte le donne e le stesse istituzioni. Lo hanno sottolineato meglio di me e in vario modo Chiara Saraceno sulla Repubblica di oggi, Cinzia Sasso e Stefania Rossini, sui siti di Repubblica e l’Espresso, Concita De Gregorio sull’Unità, Caterina Soffici sul Riformista, Ida Dominijanni sul Manifesto, e come ben riassume l’appello promosso da Michela Marzano, Barbara Spinelli e Nadia Urbinati, sempre sul sito di Repubblica.
Ripartiamo allora dalla Costituzione e dalla difesa della legalità democratica senza dimenticare che l’agenda dei problemi del paese è molto lunga e le donne sono le prime a pagare i costi della crisi economica e di una politica sociale che riduce i servizi, taglia le risorse alla scuola e alla sanità, smantella il sistema di solidarietà pubblica.
Origine: www.unita.it
10 ottobre 2009
Cliccate sul link in rosso e firmate anche voi contro le umiliazioni e i soprusi verso le donne e verso l'umanità!




Chiara ciao e che bella sorpresa questo post...! qualunque sia l'opinione di chi legge, è importante sapere, parlare.. PENSARE.. perché mi sembra molto preoccupante che nn sappiamo più.. NIENTE.
RispondiEliminaAlmeno SAPERE.. per nn vivere come minori in balia di altri (poco affidabili), o animaletti mandati al macello. Ora è tardissimo... Domani leggo cn calma. Buonanotte!
Ho letto con attenzione il tuo post... la Bindi è stata semplicemente fantastica! la frase giusta per il nano( e scusa ma neanche io riesco a pronunciare o scrivere il nome).
RispondiEliminaLa socità ci spinge ad essere perfette donne oggetto, la vita ci insegna invece che questi clichè sono solo ombre. E tu sei la prova che da tutto questo si può e si deve uscire.
ottimo post :)
Clelia
Massima solidarietà per la Bindi (e più in generale per le donne che in questo e altri paesi subiscono soprusi di ogni genere).
RispondiEliminaIl problema purtroppo non è Berlusconi (se fosse così, si tratterebbe solo di aspettare qualche anno) quanto piuttosto i milioni di persone (uomini e donne) che l'hanno votato e che la pensano come lui, in Italia e nel Mondo. Ritengo purtroppo che contro l'ignoranza sia una battaglia persa in partenza. Troppa disparità di forze.
Ed.
ciao chiaretta,
RispondiEliminafelice di sentirti così combattiva per una cosa in cui credi e in cui crediamo tutti.
ho smesso di vedere da tanto la televisione perchè mi infastidisce vedere corpi e non donne, vallette servitori muti e non esseri pensanti, in tal proposito ti invito a vedere(se già non l'hai visto) tra i miei link lo speciale sul corpo delle donne della repubblica.
ritengo inoltre che tutto ciò che fa o dice l'omuncolo non mi lascia più di stucco, riesce a peggiorare ciò che non si pensava potesse peggiorare(la battuta era di sgarbi, essere sgradevole ma più o meno intelligente perchè perlomeno riesce ad azzeccare il cotesto in base al contesto).
Ieri sera sul carroattrezzi che caricava la mia moto ho intrattenuto un discorso con il ragazzo che mi ha recuperato che, benchè laconico, conveniva con me circa il fatto che nella nostra società a piramide la punta cade o s'inclina perlomeno se la base è marcia. Mister B non può essere il problema dell'Italia il problema siamo noi, a nostra autocoscienza, il fatto che nessuno si prende la responsabilità di ciò che fa nel suo piccolo quindi non è possibile che lo faccia chi ci governa.
la nostra cultura come popolo è sbagliata, malata sin dall'infanzia. hai visto l'ultima pubblicità della kinder? la sorpresa dell'ovetto è paragonata la sorpresa del papà che va a prendere il figlio(stupito) a scuola, qual è la normalità propinataci? c'è da lavorare e tanto(ascolto in tv in questo momento che ragazzine si vendono per comprare abiti firmati e cellulari, pazzesco), la società non è mai stata così liquida e mai come oggi io non ho voglia di far nascere una nuova vita in un mondo così.
sono molto contento di te.
ti abbraccio e ti saluto
damiano
Ciao Chiara, ho appena letto quello che hai scritto qui, e ti dirò, più di tutto mi ha colpito la sobrietà del tuo stile: sei riuscita a mantenere dei toni pacati nonostante le forti rivelazioni che hai fatto, e questo ti fa ancor più onore. Di fronte a tanto dolore mi sarei aspettato una reazione molto più forte, in ogni caso giustificata. Finalmente hai avuto il coraggio di uscire, di parlare, di condividere quello che hai provato. E questo è degno di ammirazione, dimostra che hai forza e coraggio. Io ti sono vicino, oggi con le parole, e questo non è poco, credimi: le parole appartengono all'intimità e consegnarle all'altro significa consegnare un po' di se stessi. Scrivi pure, mi troverai fra i tuoi lettori, e chissà, non è detto che presto non lascerò altri commenti. Non vedo l'ora di leggere gli altri post. Per adesso ti saluto. Ti sono vicino, e sono contro la violenza sulle donne.
RispondiEliminaLuigi Casanova
Cara Kiara, hai scritto un bellissimo post, molto combattivo e molto dolce.
RispondiEliminaLa tua storia è dolorosissima, ma il fatto che tu sia riuscita a parlarne ti fa onore!
Sei una persona dolcissima, è la prima cosa che ho pensato di te.
Sul senso de post sono d'accordo (vedi il mio commento a Mari) e anzi, ho firmato!
ti voglio bene...
Ho letto un po' in ritardo, ma non posso che chinare il capo davanti a tanta forza..perche' la violenza, quella fisica, quella dei DCA, quella dell'autolesionismo, non impedisce alla persona meravigliosa che c'è in te di venire fuori...passo dopo passo, ce la stai facendo ad evadere dalla tua prigione.
RispondiEliminaIo sono ancora molto indietro, ma grazie a te non perdo la speranza!
Un abbraccio affettuoso che non puo' mai mancare
Grazie per questo post...
RispondiEliminaSono d'accordo con quello che ti hanno già scritto...
Nonostante le dolorose rivelazioni che hai fatto, traspare molta forza, voglia di combattere... Non posso che avere una grande ammirazione e stima per te!!
Ti mando un grandissimo abbraccio... e un grazie!
Beh non ho parole, cmq chi meglio di te poteva descrivere la fotografia attuale della società nei confronti della DONNA...hai fatto dei passi da gigante...BRAVA..con tutta franchezza penso di poter dire che io non ci sarei mai riuscito a fare ttto quello che stai facendo tu...LA TUA COSCIENZA SI E' RISVEGLIATA E COME....ha ragione evaluna quando dice che quell'autolesionismo non impedisce alla persona meravigliosa che c'è in te di venire fuori....6 PIU' FORTE TU...1 volta non ci avresti mai creduto ma ora è così...x quanto riguarda quell "io valgo", non sarà mica xkè hai l'alluce valgo ;-)....TI VOGLIO BENE...
RispondiEliminaLa Bindi è una gradissima... altroché!
RispondiEliminaE anche tu lo sei, davvero... in confronto a te, si può proprio dire che io davvero non ho vissuto niente... Ed è straodinaria la tua forza di rialzarti nonostante tutto, di continuare a combattere giorno dopo giorno, di on mollare mai... è una cosa che riscalda il cuore...
In quanto a quello che hai scritto a proposito del "modello di donna" imposto dalla società, io credo che anche se noi tutte dentro di noi abbiamo la consapevolezza di quello che è giusto/sbagliato, finiamo col tacitarla perchè è più semplice: più semplice chiudere gli occhi e far finta di niente, certo più semplice dell'alzare la testa e combattere. Perchè se si abbassa la testa non ci si espone e, quindi, non si corre il rischio di rimanere ferite. Paradossalmente, però, io credo che il DCA sia l'estremo atto di ribellione a questa omologazione...
È stato come al solito bello ed emozionante leggervi. Mi rivolgo a tutti tutti: sia a chi mi ha risposto qui sul blog che a coloro che mi hanno risposto via mail (tra questi, un ometto grandioso di nome S. con tre righe mi ha davvero scaldato il cuore).
RispondiEliminaAvere la possibilità di esprimere i propri pensieri e il proprio vissuto è qualcosa di preziosissimo. Finalmente mi sono concessa questa possibilità e me l'avete concessa anche voi! Quindi preparatevi perché vi ringrazierò da qui all'infinito. ^^
Come dicono ED e DAMIANO, il piccolo B. non è la causa dei nostri mali, o almeno non di tutti.
Il problema siamo noi, la nostra coscienza. Ed è sempre stato così: il popolo incosciente, ignorante, spaventato e ipnotizzato vaga nel corso dei secoli e nelle culture più disparate. (Ma non in tutte!!!)
Io però sono davvero positiva. Io credo che le cose si possano cambiare, che chi si è “risvegliato” non si debba arrende ma debba aiutare anche gli altri ad uscire dal coma indotto. Credo che siamo sempre di più ad esserci ridestati e che la comunicazione e l'informazione via internet ci stia aiutando e che possa farlo molto, molto di più ancora.
I miei canali extrasensoriali prevedono risultati positivi per il futuro!! =)
DAMIANO (sono felicissima di ritrovarti!), dici che mai come ora non hai voglia di far nascere una nuova vita, io invece non vedo l'ora di poterlo fare perchè ho fiducia nel fatto che la bontà esista, ne ho la prova nella vita di tutti i giorni, ed il mondo non è così terribile come vogliono farci credere, e una persona può fare la differenza.
Già solo che noi ne stiamo parlando fa la differenza. È così!!! Se si parte già sconfitti meglio non partire nemmeno! “Sia che pensi di riuscire che di non riuscire, hai ragione!” : nel nostro agire, il pensiero e la convinzione sono tutto.
Al di là di tutto, cmq, quell'essere ignobile che è al governo sta veramente esagerando, mi fa schifo dal profondo del cu...Quindi mi piacerebbe non dover aspettare (con ansia) che la natura faccia il suo corso per non vedere più la sua faccia ovunque.
Oltre che per le opinioni e per l'avermi ascoltata (letta) grazie per tutti gli abbracci, l'amore e la dolcezza che mi nutrono l'anima, altro che tiramisù!! ;)
Ahhhhhhh che bella sensazione...
Tutto questo affetto e questa luce hanno investito anche il blog che da nero nero è diventato tutto bianco! ^^
VEGGIE, tu scrivi: “in confronto a te, si può proprio dire che io davvero non ho vissuto niente”, se ho compreso il significato ti vorrei rispondere che non è ciò che vivi che ti fa dire di aver vissuto, ma COME lo vivi. Credo che una persona possa chiudersi in una caverna per vent'anni e raggiungere la consapevolezza che un'altra persona in vent'anni di viaggi per il mondo non raggiungerà mai.
Io ho avuto bisogno di più di un evento traumatico per rendermi conto di certe cose, forse perchè sono stata più ottusa di altre persone nel recepire il messaggio. Credo che vivere non voglia dire soffrire. Io penso di essere nata davvero più o meno un anno fa, la mia vita è appena cominciata, prima di allora è stato solo un arrancare.
Persefone, Evaluna, Enigma, Clelia (evviva le donne), Fabry, Luigi GRAZIEEEEEEE!!!
Mary guarda che aspetto anche te!! ;)
Ma grazie a te, che con queste tue ultime parole stai lanciando un messaggio di speranza per chi ancora e' alla ricerca della voglia di nascere e di vivere, non sopravvivere.
RispondiEliminaSai, per quanto io mi sia sempre espressa meglio scrivendo che parlando, non ho mai neanche lontanamente pensato di poter "arrivare" pienamente a chi legge.
Forse perche' finora ho scritto sempre e solo per me.
Ma mi sto ricredendo, sia per quello che hai detto tu,e non sai quanta gioia mi hai dato, sia perche' tra chi ha letto il mio ultimo post non tutti hanno capito che si trattava di un sogno.
Li ho dovuti rincorrere sui rispettivi blog per smentire, e poi alla fine l'ho chiarito anche sul mio, onde evitare altri fraintendimenti.
Allora i casi sono due, o non mi so spiegare io, oppure lo faccio talmente bene al punto di tramutare un sogno in realta'.
E va bene, una botta di autostima ogni tanto ci vuole...
Ti saluto con la carezzina al cuore che ti fa tanto piacere ricevere quanto a me fa piacere donartela.
Ciao Chiara. Il coraggio di avere paura consapevole - impagabile, perchè da lì la paura (quale essere colpevole) si può affrontare e sciogliere.
RispondiEliminaTi abbraccio forte.
wow... il tuo blog è bellissimo. Stimolante, combattivo e vitale. Vado avanti a leggerti quindi... a conoscerti ;-)
RispondiEliminaAh dimenticavo, ho risposto al tuo ultimo commento anche da me!!!
RispondiEliminaGrazie per il commento!
RispondiEliminaTroppo gentile, davvero! Se mi conoscessi non vedresti un girasole...
Comunque, vedo che anche tu hai eliminato l'aspetto dark del blog.=)
Bellissima la fatina che prova a volare^^
Poi... il bianco... perfetto: lo sai che il bianco è l'insieme di tutti i colori?
E' luminoso come i commenti che lasci sul mio blog!
Grazie
Un abbraccio grande grande
Ciao,ammiro molto quello che stai facendo,e per aver rivelato quella parte della tua esperienza personale.Quindi voglio dire qualcosa di strettamente personale anch'io...io non accetto il mio corpo di donna.Per anni l'ho tenuto nascosto,anzi,l'ho reso asessuato.E così è ora.invidio chi è fiera di essere donna e di mostrare la sua femminilità,che trascende la barriera strettamente fisica del corpo.Io non sono così. io mi vergogno di quello che sono.Vi ammiro,sono sincera!!!!!
RispondiEliminacome ti dicevo volevo ritornarci cn calma su questo post.. leggerlo bene bene. Devo dirti che lo trovo incredibilmente completo e profondo. ed è inutile che ti ripeta le cose che ti han già detto gli altri, e che condivido pienamente.. NON sono d'accordo solo su quell'insultino (che cmque hai delicatamente cancellato..) davvero.. per me queste ironie vanno risparmiate a TUTTI.. perfino a chi le usa contro gli altri.
RispondiEliminaOra, vorrei aggiungere che mi dispiace (proprio come qdo succede anche da me) che proprio sugli argomenti che le riguardano così da vicino sono moltissime quelle che preferiscono nn sapere, nn pensare...
Molte altre, però, il post di sicuro nn lo hanno neanche visto- perciò ora mi prenderò un quarto d'ora per fare un giretto pubblicitario.
L'altra cosa che vorrei dirti è: perchè nn fai un post dedicato davvero alla tua esperienza cn il film dello sfidante..? vedo che qui fra le righe ne parli, ma nn la racconti; sarei curiosa anch'io veramente.. perché, per me, quel film nn dice cose nuove, prima io le avevo "conosciute" attraverso lo yoga, e letture... sarei curiosa di sapere l'impatto che potrebbe avere invece su persone diciamo così, ancora "digiune" (ops, che doppio senso..) sulla faccenda. Cosa dici..? un bacione!!!!!!
Mari,
RispondiEliminahai beccato una cosa a cui ho pensato tantissimo nei giorni successivi alla pubblicazione del post ovvero l'ironia verso mister B.
Ci ho pensato e ripensato, davvero, e mi spiace un sacco aver usato quei toni. Quel "nano" messo lì così mi ha torturata, è una cattiveria che non porta a nulla.
Perciò ti ringrazio di avermi dato modo di tirare fuori il discorso e di fare le mie scuse (a me stessa in primis).
Per quanto riguarda il post su Lo Sfidante non ho cabiato idea, ho ancora intenzione di scriverlo. Però non sono ancora pronta: credo che sia una cosa da fare con serietà e voglio aspettare di aver digerito meglio tutti i concetti, dopodichè vorrei vedere una seconda volta il film e scrivere con calma le mie riflessioni. L'ultimo passo sarà portare agli altri ciò che ho interiorizzato.
Un bacio grande!
Cara Kiara, e cara Persefone, ho fatto un volantinaggio in giro per i blog, sul serio, nel senso che ho seminato lo stesso messaggio a destra e a manca chiedendo di venire a vedere i vostri 2 post, quello sui maschilisti (di Persefone) e quello sulla Bindi (di Kiara)... perché secondo me sono molto importanti, e in stretta relazione fra loro. Scusatemi, ma se fate dei post immagino che nn vi dispiaccia se vengono letti, no.. Cmque: per chi riesce a vedere la relazione, magari è facile anche vedere una possibile conclusione.. e cioè che nn bisogna distrarsi né abbassare la guardia, su questi problemi, perché QUI c'è una chiave anche per uscire da "queste" galere, quelle che tengono prigioniere tantissimi, e di cui tanto si parla in questi blog.. Vi ringrazio per i pensieri che fate (che adoro) e vi abbraccio.
RispondiEliminaCiao Chiara, ho letto solo in questo momento le tue confortanti parole, perche' dopo tre giorni di totale black out con il mondo reale,oggi finalmente mi sono data una smossa e ho rivisto un'amica persa di vista da tanti anni; ho trascorso un pomeriggio dolceamaro: dolce nel senso che e' riuscita a farmi mangiare volentieri una fettona di torta, anche se ora dovrei cenare ma non riesco ad avvicinarmi alla cucina; amaro per come mi sono sentita nel vedere lei che fa' la casalinga e la mamma, ed e' felicissima nel suo piccolo mondo con qualche chiletto di troppo, mentre io nel mio altrettanto piccolo mondo fatto di ambizioni ed esteriorita' alla fine sono sola come un cane e con la sensazione perenne che mi manchi qualcosa, anche quando credo di avere tutto...una donna incompleta.
RispondiEliminaTi ringrazio perche' sei riuscita a non farmi sentire un'aliena.
Ti ringrazio per la comprensione che puo' arrivare solo da chi ci e' passato a sua volta e non immmagina, ma conosce realmente determinati stati d'animo, cosa scatenano e a quale livello di isolamento possono portare.
Ti ringrazio per avermi pensata, cosa che faccio anch'io, e quando non vedo comparire un tuo post per giorni consecutivi non posso fare a meno di chiedermi se stai bene, o se sei stata investita da un altro tsunami...
Ti ringrazio per il bene che mi vuoi, e che riesci a trasmettermi anche senza che ci vediamo.
E perche' mi sei stata di esempio quando hai atteso che la tempesta si quietasse per poi rialzarti e riprendere il tuo difficile cammino, a testa alta, coraggiosamente.
Assomigliamo ai salici piangenti, ci pieghiamo, ma dentro di noi sappiamo anche trovare la forza di non spezzarci.
E che belli quegli occhi lucidi, segno di profonde emozioni che solo la nostra sensibilita' ci regala...insieme a tanti dolori, ma anche a piccole, grandissime gioie...e averti incontrata e' una di queste.
Ti stritolo in un abbraccio piu' forte che posso.
Con immenso affetto, Dony
"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo." Quindi ragazze e ragazzi, uomini e donne che siete stufe/i di questo andazzo, del maschilismo e della misoginia imperante, l'unica soluzione è essere tutti noi il cambiamento. Con il nostro modo di comportarci nella società, in famiglia, sul lavoro, con quello che diciamo, con l'esempio che diamo! Non c'è altra soluzione se non portare con orgoglio le nostre idee e i nostri valori sperando di influenzare positivamente chi ci sta intorno!
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