“Un vecchio Cervo un giorno
sfasciò co’ du’ cornate
le staccionate che ciaveva intorno.
Giacché me metti la rivoluzzione,
je disse l’Omo appena se n’accorse -
te tajerò le corna, e allora forse
cambierai d’opinione…
No, – disse er Cervo – l’opinione resta
perché er pensiero mio rimane quello:
me leverai le corna che ciò in testa,
ma no l’idee che tengo ner cervello.”
Trilussa
Vi abbraccio.
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Leggendo queste parole mi è venuta in mente una canzone dei Litfiba.. Apapaia..
RispondiEliminaEd è verissimo.. ci possono tarpare le ali, ci possono tagliare una gamba, ci possono mozzà un braccio, ma se le idee sono radicate non possono essere sbarbate così facilmente..
Ti stringo forte Chiarè.. spero che tu stia bene e che la rivoluzione passi presto.. un bacione..
Una splendida metafora di vita di chi ha un fuoco interiore indistruttibile.
RispondiEliminaAnche se spesso e' difficile restare fedeli a noi stessi, la liberta' acquisita facendolo non ha prezzo.
Nel commento che hai lasciato a Mari ti ho sentita piu' determinata che mai...
Un po' come questa poesia...
Con le tue idee, i tuoi pensieri, la tua personalita', che restano sempre con te nonostante qualcuno, o qualcosa, che vuole cercare di cambiarti...
Torna vincitrice dalla tua rivoluzione...
Un abbraccione, ti voglio bene, sempre.
Dona
ke bella questa storia, anche io ne ho messa una ma all'inizio del blog è la storia di un pesce sull'amicizia.... cmq grazie Kiara!!! passa da me quando hai tempo ne sono felice... BACIO
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