Segui la tua FELICITA' e l'universo ti aprirà porte dove prima c'erano solo muri.




sabato 9 gennaio 2010

Ce l'ho fatta! SON TORNATAAAA!!!

Ragazzi ciaoooooooooooooooooooooo!! ^^
Ho 4 minuti per dirvi che mi siete mancati tantissimissimo che di più non si può, che appena riesco ad aggiornare il blog completo e pubblico quello che ho scritto dopo il nostro incontro e che sono felicissima di aver letto un po' dei vostri aggiornamenti!!
In particolare esplodo di gioia per la magnifica lettera Di Eny alla sua mamma (non ho davvero parole per quanto sei stata splendida e coraggiosa) e per il ritorno della mia amata Evaluna (non sono arrabbiata con te!! ^^).
Ultimissima cosa: benvenuta ad Elena nel mondo di blogger!!!!

Devo tornare di corsa a lavoro...
Vi stringo fortissimo.
A presto!!!!!

Vi lascio anche un pezzettino di Pocahontas che ho sempre adorato e che ho riascoltato spesso in questi giorni. ^^
Anche se mi sento un po' Pocahontas, quante volte rischio di fare la John Smith della situazione...




Chissà la vita cos'è...SE LA FERMERAI NEANCHE TU SAPRAI!

sabato 26 dicembre 2009

Proposta per l'inconro del 3...ABBRACCI

Ok, sono scoppiata a piangere al 47simo secondo del video che sto per postarvi e non ho ancora smesso...
Avevo tanto bisogno di piangere e sono contenta di averlo fatto non per una cosa triste ma guardando un video che mi ispira speranza, gioia e amore.

Eccolo qui, guardatelo anche voi:



Ora ditemi: avete voglia anche voi di regalare abbracci camminando per Milano insieme a me??
Lo facciamo questo regalo a questa città a volte troppo grigia?
Lo facciamo questo regalo a noi stesse?
Alla peggio ci abbracceremo fra di noi! ^^
Che ne dite?
E chi non viene a Milano il 3 potrebbe farlo nella propria città!!
Se io vedessi uno con un cartello con su scritto ABBRACCI GRATIS, me lo abbraccerei per mezz'ora come minimo!!! E gliene sarei infiniamente grata...


Vi voglio bene.
E VI ABBRACCIO FORTE!!

P.S. Un abbraccio anche a chi se n'è andata senza salutare. Ti voglio bene, anche se sono un po' arrabbiata...
Si, Dony, parlo proprio di te...

martedì 22 dicembre 2009

"E QUESTO È GIÀ L'IMMENSO..."



 Sono quasi le due di notte di un irripetibile lunedì ventunodicembreduemilanove, ormai in procinto di essere a tutti gli effetti un altrettanto irripetibile martedì ventiduedicembreduemilanove.
Fuori nevica da quattordici ore. Oltre trenta centimetri di neve ricoprono la città.
Ho passeggiato per più di un'ora in mezzo alla notte vestita di bianco ghiacciato e tutto quel gelo mi ha scaldato il cuore.
Niente unità di misura per la tristezza, per il vuoto, per l'attesa, e nemmeno per la speranza, per la serenità che già, sorridente, prova a bussare al mio cuore, per la dolce e struggente malinconia che la consapevolezza porta con sé.
Niente conti alla rovescia, niente metri, spanne o pollici.
Solo FIDUCIA che l'universo si prenderà cura della mia felicità nella misura in cui io glielo permetterò.
Avrei voluto passeggiare con LUI questa notte, abbiamo amato da sempre percorrere chilometri sotto le stelle, e parlare, curiosare, scoprire. È passeggiando che mi sono innamorata di lui.
Ma sapevamo che sarebbe potuto finire. Cosa di preciso non lo so. Il viaggio insieme. Non l'amore, no, di quello ne siamo pieni.
Ed è proprio grazie a quell'amore che abbiamo deciso di lasciarci andare. Non so se sia la via giusta ma so che è stata intrapresa con tutto l'amore possibile.
L'universo è pronto a darci ciò che gli chiediamo,
 SONO I NOSTRI PENSIERI CHE CREANO IL NOSTRO FUTURO: 
ciò che siamo in questo momento è frutto di ciò che abbiamo pensato, visualizzato e quindi attratto a noi. Quasi sempre inconsapevolmente...Abbiamo un potere immenso e nemmeno lo conosciamo, ed anche quando lo intuiamo non lo sappiamo usare...
E spesso lasciamo che il nostro passato, le esperienze negative che abbiamo vissuto, le nostre paure, condizionino il nostro presente e il nostro futuro. Basta una piccola distrazione e loro tornano all'attacco.
Così perdiamo di vista la nostra felicità.
E quando la paura prende il sopravvento cominciamo a pretendere, a recriminare, a imporre, a urlare e la paura cresce e cresce...
E quando si è in due tutto rischia di diventrare più difficile: se ci si perde entrambi le paure raddoppiano e così anche tutta la confusione che esse creano.

E ora? 
Cosa voglio? 
Quale desiderio esprimere al genio della lampada?
Di riportarlo da me? E se ciò portasse a entrambi infelicità? No, non non posso desiderare questo.
Ora comprendo quanto Amare voglia dire volere la felicità di chi si ama. E finalmente riesco ad amare me stessa, finalmente riesco ad amare un uomo di un amore sincero e incondizionato. Ora ne sono capace.

Ecco il desiderio che voglio esprimere in questa notte di inverno e di neve:

“Voglio la felicità di entrambi, qualunque conseguenza questo comporti."

Questo è il mio desiderio d'AMORE, perchè esso possa scorrere senza rimanere imprigionato e condannato a consumarsi.
Le lacrime che ora scendono, e tanto bruciano, lasceranno presto il posto a nuova gioia, e a rinvigorito amore.
Riesco a sentirlo, l'amore che si moltiplica.
Lui è così:  
più ne dai e più ne hai.



Mi sono sbagliata: le gomme da neve erano un'ottima idea, e forse le cose sarebbero andate diversamente...Ma tutto ciò che accade ha un senso. E quando incontriamo un ostacolo sulla nostra via è perchè siamo pronti ad affrontarlo.





Ti amo.
Mi amo.
E questo è già l'immenso.

sabato 19 dicembre 2009

Rispondo ad ASTRID su Berlusconi e vi regalo una canzone meravigliosa.

Ciao a tutti!!
Dopo qualche giorni di disintossicazione da pc, sono tornata e ho trovato diversi nuovi commenti al mio ultimo post.
Ad uno in particolare vorrei rispondere in questo nuovo post perchè mi tocca su argomenti che mi stanno particolarmente a cuore.


Il commento è quello di Astrid che mi dice così:


Ciao Kiara sono Astrid,
scusa se te lo dico ma trovo offensivo quello ke hai scritto
Silvio Berlusconi è prima di tutto una PERSONA ke è stata aggredita da un Pazzo Schizofrenico(era in cura al CIM, hanno detto in tv) e questo episodio nn dovrebbe essere letto in chiave: Governa di merda l'Italia e quello ke è successo gli sta bene!
quel pazzo ke lo ha aggredito avrebbe potuto ucciderlo ed era malato di mente!!posso capire colpire con un sasso un violentatore 1 maniaco un mafioso ecc.....potevo capire ma:
Se Berlusconi è stato eletto Presidente del Consiglio QUALCONO LO HA VOTATO


Astrid, spero non ti offenderai se ho deciso di risponderti in un nuovo post. Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di riflettere ancora meglio su alcune questioni e se dovessi usare un tono concitato sappi che è dovuto all'argomento e non a te!!!
Allora, vado!


Berlusconi è una persona prima di tutto, è vero!
Ma subito dopo è un violentatore, un maniaco, un mafioso e un delinquente.
Con questo NON voglio dire che si meritava di essere aggredito, però non riesce a farmi pena.
Premetto che in questi giorni non ho ascoltato notizie in tv, quindi non sono al corrente di tutte le novità che si sono inventati i giornalisti in merito.
Quello che penso è che Berlusconi semina violenza da anni e sul suo volto ho visto solo un segno del suo raccolto.
Ora starà facendo il martire, la vittima, ma chissà se si ricorda dei ragazzi che LUI ha mandato a MORIRE in guerra o di quelli MORTI e FERITI grazie alle manganellate della SUA polizia.
Io non me lo dimentico. Così come non dimentico il suo tono volento e aggressivo, la sua faccia fasulla, quella maschera che indossa per nascondere la persona che è davvero, perchè un uomo che ha fatto tutte le nefandezze che ha fatto lui, non può portare con dignità le rughe degli anni sul volto, deve perpetrare la MENZOGNA anche sul suo corpo.
E non mi dimentico che governa l'Italia sommerso da capi di imputazione.
Non dimentico che non mi è possibile guardare la tv o leggere i giornali perchè lui ne ha fatto il suo strumento per RINCOGLIONIRE gli italiani, e ci è riuscito così bene che ora è al governo.
Non dimentico come contribuisce costantemente a cercare di fare della donna unicamente un mero strumento di piacere, un semplice oggetto sessuale, come offende tutte noi donne in continuazione dalla maledetta posizione in cui si trova.
Si, qualcuno l'ha votato, lo scrivi in maiuscolo, e questo dovrebbe consolarmi per caso?
No.
Mi preoccupa la labilità delle persone che non sono state meno "pazze" a votarlo di quanto lo sia stato quell'uomo a tirare quella statuetta. Quello che tu chiami pazzo schizofrenico ha rischiato di ferire gravemente una persona, gli italiani hanno mandato al massacro un popolo intero.
Ma in fondo la storia ci insegna che ci sono uomini orribili che riescono a trascinarsi dietro le folle nel compiere l'assurdo. Eccoci qua.
Anche se in realtà stiamo parlando di carismi e poteri ben diversi tra loro...Il nostro uomo alla fin fine più che un carismatico burattinaio è solo un burattino particolarmente stronzo e senza coscienza che è riuscito a guadagnarsi un pezzetino di potere (sopra, dietro e intorno a lui c'è molto di più)...

Tornando all'accaduto vorrei aggiungere un'ultima cosa, poi non vi tedio più.

Anzichè seguire le direttive della sicurezza, Berlusconi fa esattamente il cazzo che vuole, come in tutto il resto. E quindi non è difficile che poi un uomo riesca ad avvicinarsi tanto a lui da colpirlo con una statuetta. Negli altri paesi per aggredire un politico ci si deve appostare sui palazzi con armi da fuoco ad alta precisione, qui basta tirare un oggetto a pochi metri di distanza!!
Poi, dopo essere stato ferito ed essere stato fatto salire in auto, il coglione cosa fa? Scende e si mette in alto in modo da farsi vedere da tutti! Ma si può essere più idioti?? Nella confusione era facilissimo che potesse esserci qualcun altro pronto a colpire!! Ma no, era un'occasione perfetta per raccogliere voti, per fare il martire e l'eroe. Per fortuna sono in tanti a vedere solo un'imbecille.
No Astrid. Non credo proprio che sia offensivo quello che ho scritto.
È vero, la violenza è da rifiutare sempre, e non sono felice che i giornali abbiano avuto questa nuova “meravigliosa” occasione di mostrare sangue in prima pagina. Ma non è certo questo l'episodio di violenza che mi fa rabbrividire e rattristare.
E con tutti i soprusi che sto subendo da quell'uomo al governo, scrivere un post ironico per sfogare un po' di rabbia e per dire un po' di verità, è ben lungi da apparirmi un offesa.
E spero di cuore che tu sia in grado di renderti conto quanto sia tu a doverti sentire offesa da lui.


Finito. Per ora. ^^


Ora vengo a ciò per cui ero tornata sul blog, prima di leggere il commento di Astrid.
Vorrei condividere con voi una canzone splendida di un poeta che amo dai tempi delle medie (e ormai son passati ben quindici anni!).
Lui si chiama Angelo Branduardi. La canzone si chiama Si può fare.

Questo è il testo:


Si può fare, si può fare
si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare
puoi correre, volare.
Puoi cantare, puoi gridare
puoi vendere, comprare
puoi rubare, regalare
puoi piangere, ballare.
Si può fare, si può fare
puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare
fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare
puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare
continuare a navigare.

Si può fare, si può fare
si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare
partire, ritornare.
Puoi tradire, conquistare
puoi dire poi negare
puoi giocare, lavorare
odiare, poi amare.
Si può fare, si può fare
si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare
mangiare, digiunare.
Puoi dormire, puoi soffrire
puoi ridere, sognare
puoi cadere, puoi sbagliare
e poi ricominciare.

Si può fare, si può fare
puoi vendere, comprare
puoi partire, ritornare
E poi ricominciare.
si può fare, si può fare
puoi correre, volare.
si può piangere, ballare,
continuare a navigare.
Si può fare, si può fare
si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare
puoi chiedere, trovare.
Insegnare, raccontare

puoi fingere, mentire,
poi distruggere, incendiare
e ancora riprovare.






Ogni volta che l'ascolto mi vengono le lacrime agli occhi!
Io la trovo stupenda, spero piaccia anche a voi.


Grazie a ognuno di voi per tutto.

A presto!
Un abbraccio grande!!!

martedì 15 dicembre 2009

Un minuto di silenzio per il nostro Presidente

Scusate se tolgo dalla prima pagina il post del nostro incontro ma non posso fare a meno di esprimere il mio cordoglio per il nostro povero presidente PICCHIATO A SANGUE.
Come si può fare un gesto del genere? Bisogna essere proprio dei pazzi!
Quasi il povero Silvio fosse un dittatore.
Quasi fosse un delinquente a piede libero.
Quasi fosse un mafioso.
Quasi avesse quintali di silicone a proteggergli il viso dai colpi.
E lui, poverino, lì da solo, in quella stanza di ospedale, si starà sicuramente chiedendo cosa mai potrà aver fatto per far nascere in quell'uomo la rabbia e la disperazione che l'hanno condotto ad un simile gesto.
Speriamo che marcisca in galera questo delinquente, sono cose orribili queste! Cose che fanno andare il mondo a rotoli! Vergogna!

Povero Silvio, è così che ripagano la devozione che metti per governare l'Italia.
Che paese corrotto...

venerdì 11 dicembre 2009

Per accorgerci di non essere mai sole...

Ragazze e ragazzi ciao!!! ^^
Sono qui per seguire l'esempio di Enigma e pubblicare un post per organizare il nostro incontro!

Prima però volevo dire una cosa sul post precedente: la cosa più meravigliosa dell'aver caricato il video con la mia fantastica performance ^^ è stata l'aver avuto l'occasione di parlare con tante di voi che non avevo ancora conosciuto. Grazie a tutte di cuore di avermi scritto, mi avete fatta troooppo felice!! Ad alcune non sono ancora riuscita a scrivere ma piano piano arriverò (cmq sono passata nei blog di tutte!!).
Grazie mlle anche a Chicco e Damiano che sono amici nella vita reale e che ogni tanto passano di qua a leggermi e sostenermi. Chicco, tu mi hai fatta commuovereee!!


Ora veniamo al nostro post.
comincerei con il caricare il video già linkato da Enigma...



La musica è di Einaudi e il titolo del brano è "Reverie".
Sapete che cos'è la reverie? È quella situazione in cui l’io, dimentico della sua storia contingente, si lascia andare a una libertà simile al sogno, ma in uno stato che è stato di seppur minima veglia, e si abbandona alle immagini. E ai ricordi. Alle immagini dei ricordi e a ricordi di immagini. Per cui “reverie” è forse almeno parzialmente traducibile con parole come “fantasticheria”, “immaginazione fantastica”...



È venuto a trovarmi mio marito..eh sì, mi sono anche sposata nella vita! ^^
in teoria è il mio ex marito ma in pratica no perchè non ci siamo ancora separati. In realtà per me rimarrà sempre mio marito...è un amico/marito...può sembrare strano ma pr me ormai non lo è più!
Cmq, è venuto a trovarmi e ho sospeso la scrittura e così ho perso un attimo il filo del discorso.

"Gli incontri ci aspettano"...lasciamoli accadere...concedendoci quello stato di libertà simile al sogno!!

Il mio cervello mi sta proponend una scusa dopo l'altra, vi giuro!
Ho anche pensato di mettermi a dieta per l'occasione!!!! Che peste di cervello che ho.
Ma gli sto dando una mano a ragionare con più serenatità e devo dire che non sta andando male.

Io sono di Garbagnate in provincia di Milano. Mi sposto volentieri e senza problemi, dandomi magari come limite Roma.
Io starò a casa seguendo il calendario delle vacanze scolastiche, quindi sono molto libera! Proporrei di vederci tra il 2 e il 6 (capodanno lo farei volentieri al sicuro nella mia casetta).
Facciamo così: ognuno può postare i giorni in cui preferirebbe che avvenisse l'incontro, dove abita e i km che è disposta a fare così poi cerchiamo di tirare le somme.

SIETE TUTTE E TUTTI INVITATI!!!

Anche coloro che leggono e che ancora non conosco!!!

Impariamo ad aprirci agli altri, ad accettare di non essere sole.

Chissenefrega se poi staremo a guardarci mute tutto il tempo...ci penseranno le nostre anime a parlare!

lunedì 7 dicembre 2009

REAZIONE! (Segue al post precedente: Preda delle illusioni).

Alla fine mi sono messa a cantare un po' per esorcizzare il delirium crescente della serata...
E...ho fatto il mio terzo videoooo!
Edward: questo è il video più buissimo, ma non avevo voglia di pensare alle luci, mi sono messa la macchina fotografica davanti e ho registrato.

Chiedo umilmente scusa a tutti i musicisti che dovessero guardare questo video, primo fra tutti David!!!! Poi anche al mio nuovo amico di blog Ormoled...
Era solo per sfogarmi! E cantare mi aiuta tantissimo e così ho voluto condividere questo prezioso aiuto con voi.

Tra l'altro fino all'anno scorso non avrei mai e poi mai fatto una cosa del genere (farmi sentire cantare) quindi sono felicissima di non averne più paura!!!

Poi vorrei porre a mia difesa il fatto che:
- l'audio è terribile
- stavo cantando da seduta, con lo stomaco pieno e con la testa altrove!
(In qualche modo devo tirarla fuori l'insicurezza! ^^)


La canzone è Generale, versione di Vasco perchè quella di De Gregori che ho trovato era troppo bassa e mi veniva da schifissimo...

All'inizio mi sono bruciata con la cera...che rinco che sono ^^


Il finale invece l'ho troncato brutalmente...sorry!!!



Generale, la guerra è finita,
il nemico è scappato, è vinto, è battuto,
dietro la collina non c'è più nessuno,

solo aghi di pino e silenzio e funghi
buoni da mangiare, buoni da seccare,
da farci il sugo quando viene Natale,
quando i bambini piangono
e a dormire non ci vogliono andare.  






Generale, queste cinque stelle,
queste cinque lacrime sulla mia pelle
che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
che è mezzo vuoto e mezzo pieno
e va veloce verso il ritorno,
tra due minuti è quasi giorno,
è quasi casa, è quasi amoreeeeeeee. 




P.S. Notare come vario nell'abbigliamento: ho la stessa felpa dell'altro video...

domenica 6 dicembre 2009

Preda delle illusioni

Correre, correre, correre sempre, correre fino a sanguinare.
E poi fermarsi e urlare BASTA!
E cercare un nuovo equilibrio. Ascoltarsi e finalmente sentirsi. Guardarsi e vedersi. Parlare e riuscire a comunicare.
Si può fare, sì ci sono riuscita.
Ma a volte non correre contro il vento mi fa paura. A volte lasciare che semplicemente le cose accadano mi mette un'ansia incontrollabile.
A volte ho bisogno di mangiare per non sentirmi abbandonata di nuovo, di vomitare per sapere che "io ce la posso fare". Ho bisogno di urlare e rompere la tazza del the per dire che sto male.
Ho bisogno di rifiutarmi di uscire di casa. Di far sentire in colpa chi mi ama.
Ho bisogno di sminuiare gli altri con battute sarcastiche per non sentirmi l'ultma merda, per cercare di pareggiare i conti delle mie ferite.
E allora dò il via all'elogio della malinconia, questo stato d'animo che innalza un perdente abbandonato alla posizione di un personaggio dotato di unica e straordinaria sensibilità.
È molto più comodo crogiolarmi nel desiderio agrodolce per cose irrangiungibili o impossibili piuttosto che misurarmi con la realtà.
E poi ci sono l'immaginazione e il ricordo, dove qualunque dolore può venire ingigantito fino a diventare intollerabile. Così nasce l'abitudine ad ingigantire tutte le sensazioni, fino a perdere il contatto con i sentimenti reali a favore della loro INTENSITÀ: questo porta all'identificazione con l'amplificazione emotiva. Conseguenza? Le reazioni vere e spontanee a determinati eventi saranno sostituite da una serie di considerazioni interne e di ricordi fantastici. Così se il mio compagno prende un impegno senza rendermene partecipe io arrivoa mettere in gioco l'abbandono e la scarsa considerazione che il mondo intero ha di me.

Mi consolo pensando che i miei comportamenti nevrotici mi portino all'evoluzione, alla mia prossima tappa.
Voglio liberarmi della mia falsa persoalità, di quella struttura di pensieri, emozioni, ricordi ed identificazioni formatesi nei primi anni di vita.
Voglio staccare l'attenzione dai pensieri e dalle emozioni personali perchè altre forme di percezione vengano alla coscienza.
Voglio smettere di identificarmi con i modelli che mi hanno insegnato.
Voglio vedere i miei pensieri come "ciò a cui sto pensando" e non come "ciò che io sono": voglio riuscire ad osservare me stessa senza perdermici dentro.
Voglio vedere la mia "natura essenziale" che sta nascosta dietro alla mia personalità.


Prima di cominciare questo post ho divorato un pacchetto e mezzo di patatine e una fiesta (che mi fa, tra l'altro, veramente schifo) solo ed esclusivamente per vomitarle.
Ora sono qui come una stronza, senza sapere se ficcarmi due dita in gola e risolvere tutto in cinque minuti oppure prendere la strada più difficile e fare i conti con la realtà e con le schifezze chimiche che ho ficcato nel mio corpo e che domani mi massacreranno.

Certo, per essere coerente con tutto quello che ho scritto, dovrei calmarmi e interrogarmi sui massimi sistemi. Ma la coerenza può anche andare a farsi foxxere.
Forse potrei fare un bel bagno, un disegno oppure cantare (mi piace un sacco cantare!).

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA


Come mi fa incaxxare stare così.


Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire Sentire Vedere Comunicare Essere Vivere Amare Soffrire


SENZA ANESTETIZZARSI




























- scusate per il deliro -

venerdì 27 novembre 2009

A volte è meglio non credere ai nostri occhi...e nemmeno alla nostra testa!!








Le linee rosse sono rette e perfettamente parallele













I quadrati sono perfettamente regolari













Se ribaltata un'immagine può cambiare decisamente aspetto!












Vedete un quadrato bianco? SONO SOLO QUATTRO CERCHI INCOMPLETI!












 Vedete un triangolo? È l'insieme delle figure che ti DÀ L'ILLUSIONE di vederlo!











Ed ora il più figo...




L'immagine è ferma immobile!!!! È il vostro cervello che fa il resto!





Bè, forse a volte la nostra mente fa cilecca...
Forse a volte (o forse spesso??!) la realtà non è come la percepiamo...
Forse dovremmo esserne tutti più consapevoli...




Voglio mostrarvi anche un video interessante.
Lasciatelo caricare completamente prima di guardarlo.
Immaginate che ciò che guardate nel video corrisponda ai bombardamenti mediatici e ai disvalori che ci propinano quotidianamente. Una volta finito il video (che corrisponde a "una volta sole con voi stesse") guardate un po' come vedrete le cose intorno a voi...È davvero così la realtà??? O è solo CONDIZIONAMENTO?









Un'ultimissima chicca!!!
Questo draghetto voglio assolutamente costruirlo anche io!!
Sempre in tema di "la realtà non è esattamente ciò che la nostra mente ci suggerisce"...

Il drago di cartone gira la testa per seguire l’osservatore in movimento intorno a lui.
L’illusione si genera perchè il nostro cervello INTERPRETA ERRONEAMENTE l’aspetto del drago: benchè il suo volto sia concavo il cervello lo percepirà come sporgente e si illuderà che muova la testa a seconda dei nostri movimenti.








NON CI CASCHIAMO!!!
O almeno ricordiamoci che questo barbatrucco ci accompagna nella vita.
Avete visto A beautiful mind? Il protagonista cambia la sua vita nel momento in cui prende coscienza che non tutto è ciò che sembra (non dico altro se no rovino la visione a chi ancora non ha guardato questo bellisssssimo film).


Nemmeno stasera sono riuscita a commentare tutti i vostri post, però ho letto tutti i post nuovi che ho trovato!


Un bacio a tutti di cuore.

domenica 22 novembre 2009

Spezza la ragnatela!

Ciò che è CONSUETO intesse intorno a noi una ragnatela sempre più solida, e presto ci accorgiamo che i fili sono diventati funi e che noi stessi siamo seduti al centro, come un ragno che è rimasto impigliato e deve nutrirsi del suo stesso sangue.
Per questo lo spirito libero odia tutte le abitudini e le regole, tutto ciò che è duraturo e definitivo, e per questo lacera continuamente, seppur con dolore, la tela in cui è invischiato, sebbene ciò gli procurerà piccole e grosse ferite dolorose: quei fili infatti deve strapparlo con il proprio corpo e con la propria anima.

Friedrich Wilhelm Nietzsche





È così per la bulimia, per l'anoressia e per ogni comportamento dannoso nei nostri confronti. Questi comportamenti sono diventati ABITUDINI e non siamo più noi che li controlliamo, sono loro che hanno il controllo.
Bisogna sforzarsi di rompere la ragnatela, le catene.


Ma come romperle?


Sorprendendole!
Proviamo a reagire in un modo totalmente diverso da come faremmo di solito, facciamo una cosa del tutto fuori dalle nostre abitudini. Oppure, non facciamo proprio nulla! Sediamoci e rimaniamo ad osservare ciò che ci sta succedendo.
Osserviamo la nostra rabbia, la nostra tristezza, il nostro panico.
Cerchiamo di guardare in faccia il vuoto che queste emozioni celano, non riempiamolo di cibo, di controllo, di dolore.
Guardiamo il vuoto senza resistergli.
Il vuoto è SPAZIO. Spazio di pensiero, spazio per muoversi, spazio da riempire.
Accettiamolo, senza permettere che qualcun altro (le abitudini radicate) lo riempia al posto nostro.
Quando non ne avremo più paura potremo finalmente riempirlo di cose meravigliose.
Riempirlo d'amore!!!

Non facciamoci freagare dalla ragnatela ragazzi!!!

Noi abbiamo il POTERE di decidere e di agire.
Abbiamo il potere di CAMBIARE LE COSE.


Vi lascio un'altra citazione:

Ogni cosa che accade nell'Unverso nasce da un'intenzione. Quando nutri con continuità le tue intenzioni più pure e sentite, persino l'impossibile diventa possibile. Come fare? Per ognuna delle tue intenzioni, chiediti: "Come può essermi utile e come può essere utile alle persone con cui sono in contatto?". Se la risposta è vera gioia e soddisfazione, allora la tua intenzione, cooperando insieme alla nostra mente "non locale", agisce da sola, orchestrand in modo armonico e sublime la sua stessa realizzazione.
Ogni nostra intenzione rcchiude in sè uno straordianrio potere, una capacita organizzativa divina che DOBBIAMO LASCIAR AGIRE INDISTURBATA, senza tentare di forzarla o di manipolarla. L'unica cosa che dobbiamo fare è AVERE FIDUCIA NEL RISULTATO.
Questo è l'atteggiamento che ci permette di vedere la sincronicità nel mndo che ci circonda. Dobbiamo arrivare a percepire con chiarezza ce è la nostra ANIMA - e non il nostro EGO - a essere il fulcro interiore con cui entrare in contatto. È in questo momento, quando cioè entriamo in contatto con la parte più profonda di noi stessi, che siamo in sintonia con il nostro destino.
SIAMO NOI IL PROFETA, NON LO SCENARIO IN CUI CI MUOVIAMO.

Deepak Chopra





Tutte queste riflessioni mi fanno pensare ad un interassantissimo filmato che ho trovato sul blog di Mari e a cui dedicherò un post quando mi sentirò pronta (forse lo sono già?).
Vi lascio qua il link sperando che lo guarderete: credo che sia di vitale importanza dedicare qualche ora della nostra vita a guardare un messaggio di libertà.

LO SFIDANTE: DOCUMENTO IMPORTANTISSIMO!!


Baci e abbracci ^^

venerdì 20 novembre 2009

A Veggie







"La maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta arrivare dalla costa a dov'è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d'ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo."




Continua a volare.
Continua ad ascoltare il tuo grande cuore che ti spinge ad insegnare anche agli altri a farlo.

Non aver paura di chi ha paura.



Per te, una canzone che amo.


Ma è anche per me, per Mari, per Evaluna, per Enigma, per Musidora, per Mommy's (^^), per Milly, per Vale, per Contra, per Eroine (tesoro, dove sei???), per Nube (sparita anche tu, sorellina!), per Alice...

Per tutte quelle che non vogliono smettere di volare.



venerdì 13 novembre 2009

Bye Bye PROZAC

Ho smesso di prendere il prozac, ho cominciato con il rimedio omeopatico e vorrei solo dormire, dormire, dormire, dormire...
Mi è stato detto che è un bene perchè il primo metodo di autoguarigiore che il corpo usa è proprio il sonno, e io oltretutto ne ho parecchio da recuperare...il problema è che NON posso dormire tutto il giorno!!! Ho così tante cose da fare...
A volte mi sembra di non avere forze. A volte desidero quelle pilloline come ho desiderato poche cose. Resisto. Spero di farcela!
Mi mancate, vorrei avere ore e ore per scrivere ad ognuno di voi...non le ho.
Quindi vi stringo in un abbraccio collettivo.

P.S. Enigma, ma quanto sei brava a disegnare???

P.P.S. avrei un p.s. per un sacco di voi ma ho bisogno di andare a dormire!!!

Vi voglio bene.

mercoledì 4 novembre 2009

Io sono responsabile delle mie rose...

Dovrei già essere in auto ma non ce la faccio più a rimandare questo post!
Quindi ora il tempo me lo prendo!!!

Mi mancate tanto, e poi sento una RESPONSABILITÀ verso tutti voi.

...

«In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
"Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..."
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire addomesticata ?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire "addomesticare" ?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare"?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami"..."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".
"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
"E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
"Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembroò perplessa:
"Su un altro pianeta?"
"Si".



"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No".
"Questo mi interessa. E delle galline?"
"No".
"Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
"La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, i campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"È certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"



"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse:
"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
E ritorno' dalla volpe.
"Addio", disse.



"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.»











Da giorni e giorni niente pensieri autolesivi...sarà il lavoro che amo e che mi fa tanto bene, saranno le creature di cui mi sto prendendo cura, saranno le nuove consapevolezze, sarà che ho ripreso ad allenarmi, sarà che finalmente, dopo mesi di preparazione, ho fatto la mia prima visita dall'omeopata, sarà l'Amore che cresce e diventa sempre più forte e si sostituisce alla paura...saranno tante cose ma...mi sento bene! E anche con il cibo va benissimo.


I cuccioletti sono arrivati lunedì. A Linate c'erano ad aspettarmi dieci miciastri!! Tre sono già andati in custodia ad una signora, gli altri sette sono qua con me.
Purtroppo sono tutti parecchio malati ma ho già iniziato con medicine, amore e coccole e sono CERTA che staranno presto bene!!

Tornerò più presto possibile a raccontarvi di loro: hanno già tutti un nome ed un carattere molto diverso...sono meravigliosi!!!

Sappiate che leggo i vostri post ma spesso non ho il tempo, la forza o la testa per commentare (ragazzi, non so dove stia trovando le energie ma sto facendo davvero tante cose!).
Persefone, io lo leggo il tuo blog!!!! E come me credo tanti altri!
Ieri alcuni post mi hanno lasciato commossa e senza fiato: grazie ragazzi, siete magnifici. Lo siete tutti.


VI ABBRACCIO FORTISSIMO.
Vostra Kiara


venerdì 23 ottobre 2009

"La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?"

Mi sono lanciata con un altro video!!
Ed, stavolta mi sono sparata in faccia una luce accecante che rende il mio visino deforme ^^ ...ma per voi questo ed altro!!
(Il "WOW" alla fine della lettura non sono riuscita a trattenerlo ma fa veramente ridereeee!!!)



Ho voluto leggervi una parte del monologo "Novecento" di Alessandro Baricco.
Vi riporto il testo:

(...)
Tutta quella città … non se ne vedeva la fine … /
La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?/
E il rumore /
Su quella maledettissima scaletta … era molto bello, tutto .. e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c’era problema /
Col mio cappello blu /
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino /
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino /
Primo gradino, secondo /
Non è quel che vidi che mi fermò /
E’ quel che non vidi /
Puoi capirlo, fratello?, è quel che non vidi … lo cercai ma non c’era, in quella sterminata città c’era tutto tranne /
C’era tutto /
Ma non c’era una fine. Quel che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo /
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu /
Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me/
Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi /
Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita /
Se quella tastiera è infinita, allora /
Su quella tastiera non c’è musica ch puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio /
Cristo, ma le vedevi le strade? /
Anche solo le strade, ce n’era migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una /
A scegliere una donna /
Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire /
Tutto quel mondo /
Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce /
E quanto ce n’è /
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla? A viverla …/
Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. E’ un viaggio troppo lungo. E’ una donna troppo bella. E’ un profumo troppo forte. E’ una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro.
Per favore /
/

/
Adesso cerca di capire, fratello. Cerca di capire, se puoi /
Tutto quel mondo negli occhi /
Terribile ma bello /
Troppo bello /
E la paura che mi riportava indietro /
La nave, di nuovo e per sempre /
Piccola nave /
Quel mondo negli occhi tutte le notti, di nuovo /
Fantasmi /
Ci puoi morire se li lasci fare /
La voglia di scendere /
La paura di farlo /
Diventi matto, così /
Matto /
Qualcosa devi farlo e io l’ho fatto /
Prima l'ho immaginato /
Poi l’ho fatto /
Ogni giorno per anni /
Dodici anni
Miliardi di momenti /
Un gesto invisibile e lentissimo. /
Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, era un desiderio a cui dicevo addio.
Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c’entra la pazzia. E’ genio, quello. E’ geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito.
Allora li ho incantati.
E a uno a uno li ho lasciati dietro di me.

(...)
Non è pazzia fratello. Geometria. E’ un lavoro di cesello. Ho disarmato l’infelicità. Ho sfilato la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l’altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno ho mai raccontato se non a te /


Meraviglioso.
Quando lessi per la prima volta questo monologo avevo circa 18 anni. Rimasi estasiata, piansi per giorni e giorni.
Da allora non so quante centinaia di volte l'abbia riletto.
Fino all'anno scorso mi sentivo esattamente come Novecento: incapace di lasciare il suo piccolo mondo, le sue certezze per la grande incertezza che è la vita. Pensavo avesse ragione: la vita è incontrollabile, troppe strade possibili da percorrere, troppe insidie, troppi desideri, troppo dolore.
Meglio rintanarsi in qualcosa di più piccolo, un mondo ripiegato su se stesso ma controllabile.
"Ha fatto bene Novecento - pensavo - a non scendere. L'avrei fatto anche io e anche io avrei preferito saltare in aria con il mio piccolo mondo piuttosto che voltargli le spalle e abbandonarlo".
Ora, quando leggo questo piccolo capolavoro, mi commuovo ancora e sento, con ogni mia fibra, tutte le emozioni e le paure del protagonista.
Anche io vivo quello smarrimento davanti alle mille strade della vita, quello sgomento davanti all'infinitudine, quella sensazione di non essere solo io a suonare i tasti del pianoforte che suona la colonna sonora dei miei giorni.
Però io ho deciso di scendere dalla nave e di risalire sulla mia vita.

Ho deciso di viverli i miei desideri, anzichè incantarli.
Ho capito che anche la piccola nave è una delle strade possibili, è una delle scelte che abbiamo, ma non è una strada in grado di reggere: quel mondo si ripiegherà su se stesso tanto da finire con l'esplodere.
Perchè la nostra vita è energia, noi stessi lo siamo. E se non usiamo questa energia per creare, se non la incanaliamo verso il mondo ma la tratteniamo, la imprigioniamo, finirà per distruggerci.

Sono scesa dalla nave e per un po' sono rimasta immobile, terrorizzata.

Poi ho deciso di muovere il primo passo. Non sapevo dove andare, così ho provato a chiedere aiuto e qualcuno mi ha teso una mano ed io ho deciso di fidarmi.
Ho continuato a mettere un piede davanti all'altro, a volte tenendo gli occhi serrati e stringendo i denti, a volte desiderando disperatamente di tornare nella mia nave, ma continuando a camminare. E più cammino più riesco a tenere gli occhi aperti, guardarmi intorno e respirare l'aria fresca, più cammino e più mi accorgo di non essere sola, più cammino e più sento di poter essere felice.
La mia nave è già esplosa e quando tento di tornare da lei mi ferisco con i detriti, soffro perchè non c'è più ma poi riesco a ricordarla con affetto, a ringraziarla per avermi fatto sentire al sicuro ma anche a ricordarmi che non ho più bisogno di rimanere rinchiusa per non frantumarmi in mille pezzi. E così con un graffio in più ma anche con tanta nuova forza, riprendo il mio cammino e ascolto la musica che mi accompagna accettando di non essere la sola a suonarla ma godendomela tutta e cantandola a squarciagola.





giovedì 15 ottobre 2009

IO SONO UNA DONNA CHE NON È A SUA DISPOSIZIONE...


...E CHE DICE LA VERITÀ!






Questa la frase pronunciata da Rosy Bindi al nano malefico Presidente del Consiglio durante la trasmissione di Vespa (vedi video ) del 7 ottobre 2009.

Voglio ricollegarmi con questo post a quello di Michiamomari intitolato Lettera alle donne a cui vi rimando e grazie al quale abbiamo potuto affrontare insieme ad altri blogger il tema del femminismo oggi.
Purtroppo dal dibattito che ha seguito il post è emersa tanta inconsapevolezza da parte di molte ragazze, le stesse che combattono ogni giorno contro se stesse e contro un DCA (Disturbo del Comportamento Alimentare). Le stesse ragazze che, a mio parere, si sono opposte alla visione della donna impostaci dalla società con l'unico strumento che hanno trovato a propria disposizione: la malattia.
Proprio come un bambino che viene umiliato a scuola ma non ha il coraggio nè il modo di dirlo e, così, arriva a farsi venire la febbre (o inventarsela, ma è uguale) per rimanere a casa. Se gli fosse chiaro fin da subito che lui ha il DIRITTO di essere rispettato dagli altri, forse potrebbe trovare le parole per raccontare la sua difficoltà. Ma non è così. Non veniamo cresciuti con l'idea del RISPETTO, verso gli altri ma ancor di più verso NOI STESSI.
E così se la realtà ci fa del male, ci opprime, ci schiaccia, noi cosa facciamo? CE LA PRENDIAMO CON NOI STESSI. Ci opponiamo sì al sistema, ma senza nemmeno saperlo! E così finiamo per far del male a noi e NUTRIRE L'OPPRESSIONE E L'UMILIAZIONE.

E questo sta succedendo alle donne oggi.
Possibile non rendersi conto di come veniamo umiliate ogni secondo??




No, nel nostro intimo non è possibile. La nostra dignità schiacciata e mortificata si ribella in ogni modo.
Ma crescendo la società convince la nosta MENTE DI SUPERFICIE che sia giusto e normale così. E noi allora cerchiamo di zittire la nostra MENTE PROFONDA per sopravvivere dentro il sistema che ci viene imposto, anzichè lottare per uscirne, anche perchè gli strumenti e le armi per farlo non ce le dà nessuno.
E così accettiamo l'umiliazione e cerchiamo di DIMENTICARE chi siamo.
Ma per fortuna molti non riescono fino in fondo nell'intento e, senza saperlo, cominciano la loro ribellione a qualcosa a cui non riescono nemmeno più a dare un nome. Non coscendo il proprio nemico, però, non sanno dove colpire ed allora rivolgono l'arma dalla parte sbagliata facendo il gioco del nemico e distruggendo se stessi.

Le prime cause di morte per le donne in europa? Le violenze subite dagli uomini (donne viste come oggetto) e i disturbi alimentari (ribellione autodistruttiva). Dati ISTAT.



Io sono un clichè: violentata e bulimicanoressica. E per anni sono stata in silenzio! Per tredici anni!
Un uomo adulto ha fatto del male a me poco più che bambina ed io mi sono colpevolizzata in assoluto silenzio per tredici anni. Io ho pensato che lui si fosse preso qualcosa che gli spettava, anche se io non volevo. Cazzo ma vi rendete conto?? E non sono l'unica, purtroppo.
Ma io ho avuto la FORTUNA (e finalmente tolgo la S davanti) di sopravvivere a violenza e DCA (per quanto riguarda quest'ultimo non è ancora detto, ma sono positiva!) ed arrivare alla CONSAPEVOLEZZA di ciò che è successo e del PERCHÈ è successo.
Nessuno mi ha insegnato che io valgo (e non perchè ho i capelli di seta) e che sono degna di rispetto. Di certo non l'ha fatto il bombardamento mediatico a cui per anni sono stata sopposta finchè non ho finalmente gettato dalla finestra il cavo dell'antenna del televisore.
C'è bisogno di APRIRE GLI OCCHI, RISVEGLIARE LE COSCIENZE ed aiutare anche chi ci è vicino a farlo. È una questione vitale.

E qui torniamo alla grandiosa Bindi, che mi ha donato un po' di speranza in più e della quale vorrei riportare una lettera da lei scritta, in risposta a quanti le hanno espresso il loro sostegno dopo l'attacco del Presidente:


Grazie a tutti di cuore! Mi sono arrivati migliaia di messaggi di amicizia e di affetto che mi hanno commosso. Ognuno meriterebbe una risposta personale ma sono davvero tantissimi. È bello sentire il calore e la vicinanza di tante persone, sapere che c’è un legame invisibile che ci tiene uniti, anche nella distanza, anche se non ci si conosce.
So che è un legame fatto di affinità umane e culturali e di una stessa concezione della vita pubblica. Da tutti traspare quanto sia ancora diffusa e pronta la capacità di reagire e di indignarsi di fronte all’arroganza del potere. Ed è in fondo questo che conta di più. Quindi, ancora, grazie davvero.

Mi sento però di rassicurare tutti gli amici e le amiche che mi hanno scritto: non sono affatto annientata dalle parole offensive e gratuite del Presidente del Consiglio. Anzi sono più che mai felice di essere una donna. Ho sempre pensato che gli insulti definiscono chi li pronuncia. E in questo caso Berlusconi non ha fatto che riproporre la sua concezione, ormai tristemente nota, delle donne.
Berlusconi avrà pensato che un suo intervento ci avrebbe zittito e ridato fiato ai suoi. Avrà pensato di potersi impossessare del video, come in altre occasioni, per l’ennesimo monologo incendiario. Quando però si è trovato di fronte un’interlocutrice che non lasciava passare i suoi commenti eversivi sulla Presidenza della Repubblica e sulla Corte Costituzionale, che non accettava il ruolo silenzioso di comparsa o connivente, non ha trovato altra soluzione che cercare di ridurla all’unica dimensione femminile che è capace di concepire: un corpo da svilire o apprezzare.

Mi ha chiamato ostentatamente «signora» mostrando di non considerare significativo il fatto che fossi un’esponente dell’opposizione e Vicepresidente della Camera dei deputati. Ma da tempo abbiamo capito che il nostro Presidente del Consiglio rifiuta di riconoscere competenze pubbliche alle donne ed è incapace di misurarsi con noi in modo paritario. Con quelle espressioni da cabaret, ha cercato di colpire me ma ha offeso tutte le donne e le stesse istituzioni. Lo hanno sottolineato meglio di me e in vario modo Chiara Saraceno sulla Repubblica di oggi, Cinzia Sasso e Stefania Rossini, sui siti di Repubblica e l’Espresso, Concita De Gregorio sull’Unità, Caterina Soffici sul Riformista, Ida Dominijanni sul Manifesto, e come ben riassume l’appello promosso da Michela Marzano, Barbara Spinelli e Nadia Urbinati, sempre sul sito di Repubblica.
Ripartiamo allora dalla Costituzione e dalla difesa della legalità democratica senza dimenticare che l’agenda dei problemi del paese è molto lunga e le donne sono le prime a pagare i costi della crisi economica e di una politica sociale che riduce i servizi, taglia le risorse alla scuola e alla sanità, smantella il sistema di solidarietà pubblica.

Origine: www.unita.it
10 ottobre 2009 


Cliccate sul link in rosso e firmate anche voi contro le umiliazioni e i soprusi verso le donne e verso l'umanità!


 

martedì 13 ottobre 2009

Flamingo

Sto meglio, sto decisamente meglio.

La tempesta (come scrive Veggie) per ora si è quietata. So che potrà tornare, oserei dire che è estremamente probabile che tornerà, ma nel frattempo avrò costruito un pezzettino in più del mio riparo e magari la prossima volta lascerà qualche segno in meno...

Dedico a tutti voi, anzi a tutti NOI questo video che adoro...non lasciamoci schiacciare e omologare, siamo tutti unici e speciali!!