Ho letto il POST di Simona, sul suo blog ed ho iniziato a risponderle: dopo quasi due ore sono ancora qui che scrivo ed allora ho pensato che forse questa risposta sarebbe dovuta diventare un post.
Ho scritto tante cose tutte insieme quindi è venuto fuori un po' un papocchio ma non è stato facile selezionare delle gocce di cui scrivere in mezzo a un oceano di cose che ho scoperto negli ultimi anni.
Preciso che credo che un dca non possa guarire unicamente con un cambio di alimentazione ma, per quanto possa sembrare un controsenso, a me ha aiutato tantissimo e, invece di darmi apocalittiche ulteriori carenze alimentari come grandi luminari della medicina mi avevano pronosticato, nutrirmi con un alimentazione naturale mi ha reintegrato di tutti gli elementi di cui avevo bisogno.
OVVIO CHE SE SI VOMITA O SE SI MANGIANO QUANTITA' IRRISORIE DI CIBO IL PROBLEMA DELLE CARENZE PERSISTERA' ALLO STESSO MODO. Ma credo rimanga comunque una scelta migliore.
Ecco la mia risposta:
Ciao Simona,
è tanto che non ti scrivo ma questo tuo post mi sta particolarmente a cuore.
Io ho iniziato quattro anni fa il mio percorso verso un'alimentazione e uno stile di vita naturali, arrivando ad eliminare TOTALMENTE la carne e tutti i derivati animali da tre anni.
E' stato un percorso meraviglioso, che mi ha avvicinata in modo commovente al mio essere e alla madre terra.
Ho iniziato le mie sperimentazioni partendo da una scelta SALUTISTICA e non etica (prima di allora, come scelta etica, mi limitavo a non magiare cuccioli di nessuna specie e a comprare prodotti da allevamenti biologici pensando che gli animali fossero trattati con meno ferocia) e scoprendo piano piano un universo al di fuori dell'ignoranza in cui veniamo avvolti. Sono partita leggendo dei testi di medicina alternativa, per poi iscrivermi all'accademia di naturopatia ed ancora continuare ad approfondire senza sosta e con estrema curiosità.
Prova Simona, prova a leggere libri come "Se niente importa" di Jonathan Safran Foer, o libri della dottoressa Kousmine (lei era un medico e molti suoi testi sono molto tecnici), o i tantissimi libri sulla scelta vegana (io, ti dico la verità non sopporto questa definizione perché, come tutte le definizioni, divide le persone) come ad esempio "Diventare vegani" di Brenda Davis, Vesanto Melina.
Scoprirai di quante stronzate abbiamo pieno il cervello.
Il corpo umano non è fatto per mangiare carne, non la tollera bene, al massimo la può sopportare ma in piccole quantità. E già qui la gente ti urlerà addosso il proprio dissenso con una rabbia ed un'ignoranza che io ancora oggi non mi spiego.
Poi, NON E' VERO CHE IL LATTE FA BENE alle ossa e ai denti e bla bla bla. Il latte acidifica il corpo e crea un sacco di danni. Non è naturale bere latte quando non si è più cuccioli e nemmeno bere il latte di un altro animale!
Lo ZUCCHERO è un altro alimento da eliminare assolutamente perché altamente nocivo. Lo zucchero bianco, poi, con tutti i processi chimici a cui è sottoposto è veleno puro.
Se vorrai approfondire scoprirai che ciò che ti ho scritto è solo una punta di iceberg.
E poi, certo, c'è tutto il discorso etico. C'è il disgusto. C'è l'uomo che ha la necessità di prevaricare su ogni altro essere (e sull'uomo stesso), c'è la tragica sofferenza di animali torturati, massacrati, rinchiusi tutta la vita in minuscole gabbie, ci sono madri a cui viene strappato un cucciolo dopo l'altro, ingravidate fino a consumarsi e poi spolpate del loro latte e della loro dignità (perché, si chiederanno in molti, gli animali hanno una dignità?).
Ti ripeteranno che è la natura. Non è vero. La natura è un "predatore" che ha artigli e canini lunghi e affilati per catturare e strappare la carne, che ha muscoli possenti e scattanti per correre veloce e catturare la preda, un intestino CORTO che elimina velocemente la carne digerita e imputridita. La natura è una "preda" che vive la sua vita in totale autonomia, che può scappare, può riprodursi quando vuole e può allevare i suoi piccoli.
L'organismo umano può SOPPORTARE piccole quantità di carne (circa 150 gr alla settimana!) che però andrebbe consumata cruda. E invece l'uomo occidentale si imbottisce di carne, in alcuni casi anche tutti i giorni tra bistecche, condimenti per pasta e pizza, salumi (che sono il peggio del peggio insieme a prodotti come wurstel che non sono più nemmeno carne). E' questa la natura? No.
E' stata dapprima una necessità (a cui il corpo però non sembra essersi adattato) e poi una scelta sempre più culturale che ora, in epoca di estrema abbondanza, sta mostrando tutti i gravi effetti collaterali.
Mettendo da parte questo discorso (sul quale potrei scrivere fiumi di pagine), c'è da contestualizzare il tutto all'interno di un DCA.
Io non sono mai arrivata a pesare poco come te, quindi molto probabilmente le conseguenze del DCA sul tuo fisico sono più evidenti rispetto a quelle che ho affrontato io.
Però ti posso raccontare la mia esperienza.
Il mio medico mi ha sempre sconsigliato di eliminare la carne a causa dell'anemia.
Le mestruazioni sono mancate per anni e, anche una volta ricomparse, erano molto irregolari e non arrivavano per più di 3/4 volte l'anno (la risposta dei medici era sempre la pillola anticoncezionale (davvero geniali!).
E poi ovviamente il rapporto con il cibo era angosciante e dipendente.
Da quando ho tolto carne, latte, formaggi, uova, zucchero e prodotti industriali in genere il mio rapporto con il cibo è stato, ed è tutt'ora, un crescendo di gioia e pienezza. Scopro cosa vuol dire alimentarsi con amore, prendersi cura di ciò che diventerà parte di me fin dalle primissime fasi. Coltivare (cosa che si può fare anche senza giardino), impastare, conoscere la provenienza di ogni ingrediente che finirà nel mio piatto, sapere tutti gli effetti che un determinato cibo ha sui miei organi. E' un'esperienza meravigliosa, una consapevolezza che non permette più di tornare indietro.
Sicuramente il mio percorso consiste anche di ricerca spirituale (al di la delle religioni) e in passato c'è stato anche un sostegno psicologico, ma posso dire con certezza che smettere di alimentarmi seguendo la follia alimentare che mi circonda e riscoprendo le origini e il rapporto con la terra è stata un'importantissima chiave di volta per uscire dal mio dca.
Le mestruazioni sono ormai quasi regolari, il ferro scorrazza bello arzillo nel mio sangue, io sono piena di energia e di voglia di fare, non mi capitano più i forti giramenti di testa di una volta e...sto bene!
Certo io non vomito più. E questo è essenziale, che tu scelga di mangiare carne o meno.
VERDURA
FRUTTA FRESCA
FRUTTA SECCA, NOCI e SEMI OLEAGINOSI (semi di girasole, sesamo, lino, zucca, mandorle, etc.)
GERMOGLI
OLIO (e.v.di oliva, di lino, di CANAPA,etc.)
LEGUMI
CERALI (riso, orzo, farro, miglio, quinoa, grano,etc..integrali e preferibilmente in chicci)
ti forniscono tutto ciò di cui hai bisogno (vitamine, proteine, enzimi, amminoacidi, minerali, etc.).
C'è poi chi preferisce integrare la vitamina B12 con delle capsule di vitamina sintetizzata (anche chi mangia carne, tra l'altro, la prende in questo modo perché, a causa delle condizioni di vita degli animali negli allevamenti, al bestiame vengono date pastiglie di B12 (e delle altre vitamine!), oltre agli antibiotici e agli ormoni che poi la gente si mangia), ma questa vitamina si può trovare anche nel germe di grano, nel erba di grano (con relativo succo spremuto) e in diversi germogli.
Prima ero zucchero-dipendente, ora se ho voglia di dolce mi basta dell'uvetta, un dattero o una banana per gratificare il palato. Lo zucchero è una sostanza che crea un'elevatissima dipendenza (ora non posso scrivere di più perché non reggerei altre due ore al pc a scrivere) e crea veramente molti danni all'organismo.
Se si vuole si può sostituire con il malto di cereali, con il succo d'agave o con lo sciroppo d'acero o, se proprio non se può fare a meno, con lo zucchero integrale di canna grezzo (che non è lo zucchero di canna che si trova al bar! Quello è un'altra schifezza chimica!).
Senza zucchero la vita cambierà in meglio. Per me è stato come smettere di fumare!
Poi c'è l'attenzione verso il BIOLOGICO/BIODINAMICO e l'INTEGRALE, altri due aspetti FONDAMENTALI.
Chissà perché la gente associa l'integrale con la dieta dimagrante mentre ha a che fare con l'interezza degli alimenti. La farina bianca deve la propria nascita ad una scelta commerciale (si conserva più a lungo ed è più "bella", si lo so è assurdo ma è così) e così quindi anche la pasta bianca e compagnia bella. Ma sono alimenti vuoti che fanno decisamente più male che bene.
Più scrivo e più mi rendo conto che c'è da scrivere ed è per questo che fin'ora ho sempre evitato l'argomento!
Però nella vita di tutti i giorni mi armo di pazienza e affronto sempre chi mi critica, chi mi attacca e chi poi torna a chiedermi consigli.
Le altre persone sono la parte più faticosa del percorso. Perché a fare la spesa in un certo modo ci si abitua presto, così come all'organizzazione della preparazione dei pasti ma alle persone che mi ridono malignamente in faccia o che mi fanno mille domande o battute per mettermi in difficoltà, all'ignoranza che dilaga, non mi abituerò mai.
Per fortuna c'è la gratificazione dello stare sempre bene fisicamente (io non mi ammalo mai), di non prendere medicine da quattro anni - nemmeno mezza aspirina per il mal di testa - di avere entusiasmo ed energie per lavorare, studiare, correre, fare l'amore e tutto ciò che mi piace fare.
Voglio accennare anche alla questione spesa: scegliendo il biologico si spende di più ma c'è tutto da guadagnare in salute, in felicità e nella salvaguardia del pianeta. Io guadagno pochissimo al mese, eppure ce la faccio: è anche una questione di scelte.
Comunque siamo diversi ed ognuno ha il suo percorso, l'importante è che sia fatto con CONSAPEVOLEZZA. E la maggior parte delle persone non è assolutamente consapevole delle scelte che fa, perché in realtà non sono scelte! Si può fare una scelta se si conoscono a fondo tutte le alternative. Quello che succede a noi invece è avere il cervello pieno di dettami altrui.
Grazie televisione. Grazie multinazionali. Grazie chiesa e scuola (purtroppo anche loro giocano un ruolo fondamentale nel rimbecillimento delle persone).
E' NECESSARIO APRIRE GLI OCCHI, INFORMARSI E FARE LE PROPRIE SCELTE CON SENSO CRITICO.
Quindi Simona il mio consiglio è di informarti il più possibile, di essere sincera con te stessa e di fare le tue scelte avendo sempre presente cosa è bene per te, cosa è Amore verso te stessa: l'Amore verso tutto il resto verrà da sè. E non farti abbattere da tutto quello che ti diranno: ascoltalo, valutalo, criticalo ma fa che non ti porti via.
E allo stesso tempo non diventare intransigente e sorda nelle tue scelte.
Buon viaggio!
IL MITO DELLA CAVERNA (trama da wikipedia)
Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall'infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.
Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muricciolo, lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l'attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un'eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.
Mentre un personaggio esterno avrebbe un'idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (ricordando che sono incatenati fin dall'infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre "parlanti" come oggetti, animali, piante e persone reali.
Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l'uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del sole ed egli proverebbe dolore. Inoltre, le forme portate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero meno reali delle ombre alle quali è abituato; persino se gli fossero mostrati quegli oggetti e gli fosse indicata la fonte di luce, il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare il fuoco, preferirebbe volgersi verso le ombre.
Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunché. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s'irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.
Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto le ombre delle persone e le loro immagini riflesse nell'acqua; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno. Infine, il prigioniero liberato sarebbe capace di vedere il sole stesso, invece che il suo riflesso nell'acqua, e capirebbe che:
| « è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e suoi compagni vedevano. » |
| (Platone, La Repubblica, libro VII, 516 c - d, trad.: Franco Sartori) |
Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati. Infatti, dovendo riabituare gli occhi all'ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall'ascesa con "gli occhi rovinati". Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento e, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell'accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte.
"Se il nostro uomo ridiscendesse e si rimettesse a sedere sul medesimo sedile, non avrebbe gli occhi pieni di tenebra, venendo all’improvviso dal sole? – Sí, certo, rispose. – E se dovesse discernere nuovamente quelle ombre e contendere con coloro che sono rimasti sempre prigionieri, nel periodo in cui ha la vista offuscata, prima che gli occhi tornino allo stato normale? e se questo periodo in cui rifà l’abitudine fosse piuttosto lungo? Non sarebbe egli allora oggetto di riso? e non si direbbe di lui che dalla sua ascesa torna con gli occhi rovinati e che non vale neppure la pena di tentare di andar su? E chi prendesse a sciogliere e a condurre su quei prigionieri, forse che non l’ucciderebbero, se potessero averlo tra le mani e ammazzarlo?"
Sarà per questo che faccio tanto arrabbiare le persone con la mia scelta? :-)
Vi lascio con un video MERAVIGLIOSO. E' un po' lungo forse ma guardarlo ne vale la pena. Lasciate spenta la televisione per una sera e godetevi una pillola di consapevolezza. Da qualche parte bisognerà pur cominciare.
I primi 15/20 minuti ripercorrono la nascita della vita sulla terra...e poi arriva l'inizio della fine...
Non c'è il codice da incorporare quindi vi lascio solo l'indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=I1fQ-3-CEFg
UN ABBRACCIO DI CUORE
CHIARAperSEMPRE
P.S. Vi piace il blog un po' restaurato? :-)