Eppure questo è il centoventiquattresimo post in tre anni e mezzo.
Peccato, perchè tanti post sarebbero interessanti!! :)
E peccato che uno dei miei blog prediletti non abbia la possibilità di essere commentato perchè spesso, davanti a quei post, nella mia mente esplodono fiumi di parole che avrebbero bisogno di essere trascritte nell'immediato prima che io le metta velocemente in un cassetto.
Succede così anche con i miei post.
I titoli sarebbero più o meno questi:
- Dai disturbi alimentari si può uscire completamente quindi non diciamo stronzate!
- Un'alimentazione naturale e attenta ai bisogni di tutti può salvarti la vita.
- Donne e uomini. I rapporti difficili della mia vita.
- Uso e consumo critico e autoproduzione. La cosiddetta decrescita felice.
- Quando smettere di mettere la tua vita nelle mani degli altri diventa una chiave di volta per guarire.
- Conoscete il Mito della caverna di Platone? Sradichiamo un po' di false certezze.
- Imparare dal passato, Vivere nel presente.
- L'ABITUDINE è un vestito pericoloso.
E ognuno di questi titoli non potrebbe certo essere snocciolato in pochi post...forse è proprio per le tante cose che vorrei dire che alla fine ho sempre rinunciato. Ma certo non è detto che per sempre vi rinuncerò. :)
Ieri è stato il cinquantenario della morte di Norma Jeane Baker.
Questo potrebbe rientrare nella rubrica "Donne e uomini. I rapporti difficili della mia vita".
Già, perchè Marilyn Monroe era una donna come me. Più bella, più ricca, ma con il mio identico bisogno di amore e riconoscimento. Riconoscimento di ciò che Chiara è, al di la di ogni maschera e superficie. Riconoscimento che io per prima troppe volte mi nego, PERSA NEL RUMORE di ciò che gli altri vogliono che io sia; di ciò che io PENSO che gli altri vogliano che io sia; di ciò che un antico e radicato sistema culturale mi induce a pensare di voler essere.
E in tutto questo frastuono rimane quella sofferenza e quel vuoto a cui non riusciamo a dare un nome, quel vuoto che cerchiamo di riempire in ogni modo tranne con ciò di cui abbiamo bisogno.
E invece di VEDERCI per quello che siamo ci distruggiamo per ciò che pensiamo di non essere.
E diventiamo tagli, lacrime, sangue, cibo, vomito, droga, sesso, uso e abuso. Ma rimaniamo sempre Donne, forza, vita, amore.
Marilyn è a pieno titolo unimmagine dell'Eterno femminino, forse unica donna che nella nostra epoca ha emanato un'aura così forte da andare oltre se stessa fino a ricomprendere in sè tutte le donne. In una breve vita insieme orfana, bambina abbandonata e carente, insignificante modella, operaia, starlette, diva, in segreto studiosa e poetessa - alcolista e tossicomane - vera attrice, grandissima cantante, icona di un'epoca - bellissima, ricchissima, inarrivabile, corteggiatissima, amatissima, desideratissima - SOLISSIMA. Mille contraddizioni tirate all'estremo, nelle quali lei non ha mai trovato una centratura, che fanno di lei una sorta di quintessenza di una tipica sorte femminile - o meglio: dei sentimenti delle donne in un mondo in cui i rapporti fra i sessi soffrono di una profonda misoginia.
Forse, per gli uomini è stata irresistibile perché, pur nella sua conturbante bellezza, appariva tanto innocente da non poter far paura; ma solo perché non la guardavano bene - e nell'inconscio la paura maschile restava.
Pur sempre sorridente e arrendevole al gioco della seduzione, era come se portasse in mano un cuore sanguinante.
Una richiesta di aiuto che non poteva essere ascoltata. Gli uomini non sanno che le donne troppo belle non sono al riparo da quel senso di soffocamento e di solitudine dell'amore "che manca" (insieme nausea e fame continua…). Per certi aspetti anzi ne sono grandi vittime - tutti le "amano" troppo, le soffocano di gelosia senza amarle abbastanza, e di fronte a quel vuoto che non sanno vedere, i loro uomini restano impotenti.
Spesso finisce che le donne che hanno tanto implorato quel qualcosa che non c'è, d'improvviso se ne vanno, lasciando là un poveraccio frastornato che non capisce perché, e ora può giurare e pestare i piedi, ragionare e piangere, fino a svenarsi, ma non serve più. Loro vanno via, e tornano a girovagare apparentemente forti, con quel loro buco sanguinante e insospettabile, quel bleeding heart.
E' l'amore vero che manca, che per tante non arriva mai, per Marilyn non è arrivato in tempo.
Anche tutto questo fa di lei un' "icona del pop", ma certo è molto riduttivo.
Prima di tutto Marilyn è una summa del sentire femminile: per chi ha orecchie per intendere. E' una summa di tutto ciò che le donne sono condannate a subire dagli uomini; manifesto di tutte le cose che le donne non sanno dire.
Non era materialista, non era vacua. Non era stupida, e tantomeno ignorante. Il libro dei suoi diari e poesie lo dimostra.
Forse, per gli uomini è stata irresistibile perché, pur nella sua conturbante bellezza, appariva tanto innocente da non poter far paura; ma solo perché non la guardavano bene - e nell'inconscio la paura maschile restava.
Pur sempre sorridente e arrendevole al gioco della seduzione, era come se portasse in mano un cuore sanguinante.
Una richiesta di aiuto che non poteva essere ascoltata. Gli uomini non sanno che le donne troppo belle non sono al riparo da quel senso di soffocamento e di solitudine dell'amore "che manca" (insieme nausea e fame continua…). Per certi aspetti anzi ne sono grandi vittime - tutti le "amano" troppo, le soffocano di gelosia senza amarle abbastanza, e di fronte a quel vuoto che non sanno vedere, i loro uomini restano impotenti.
Spesso finisce che le donne che hanno tanto implorato quel qualcosa che non c'è, d'improvviso se ne vanno, lasciando là un poveraccio frastornato che non capisce perché, e ora può giurare e pestare i piedi, ragionare e piangere, fino a svenarsi, ma non serve più. Loro vanno via, e tornano a girovagare apparentemente forti, con quel loro buco sanguinante e insospettabile, quel bleeding heart.
E' l'amore vero che manca, che per tante non arriva mai, per Marilyn non è arrivato in tempo.
Anche tutto questo fa di lei un' "icona del pop", ma certo è molto riduttivo.
Prima di tutto Marilyn è una summa del sentire femminile: per chi ha orecchie per intendere. E' una summa di tutto ciò che le donne sono condannate a subire dagli uomini; manifesto di tutte le cose che le donne non sanno dire.
Non era materialista, non era vacua. Non era stupida, e tantomeno ignorante. Il libro dei suoi diari e poesie lo dimostra.
E già che si parla di donne vi posto il mio ennesimo video :) realizzato in una notte insonne, con il cuore che mi scoppiava d'amore per le donne della mia vita: le mie più care amiche.
Il video è dedicato a loro ma mi fa piacere condividerlo con voi! Immagino non sarà molto coinvolgente ma al limite vi sarete ascoltati una bella canzone (io questa canzone la canto a squarciaglola!! ^^).
L'amore verso noi stesse e verso tutte le donne è potente e salvifico. Certo anche quello verso gli uomini eh!
Però nella mia vita ho potuto amare davvero gli uomini solo dopo aver fatto pace con la donna che è in me, con le donne che, pur nella sofferenza, amavo, con le donne che pensavo fossero una minaccia e invece erano uguali a me. Abbracciando ogni donna ho abbracciato me stessa e, dalla generatività e dall'amore che ne sono nati, ho cominciato a perdonare anche gli uomini che mi hanno fatto del male.
Ancora oggi devo dialogare pazientemente con la mia FORMA MENTIS che spesso mi rimanda un'immagine minacciosa delle altre donne. Ma ora so che sono solo bugie.
ChiaraPerSempreConAmore






















