Segui la tua FELICITA' e l'universo ti aprirà porte dove prima c'erano solo muri.




lunedì 6 agosto 2012

Io Donna

Io scrivo tanti di quei post nella mia testa che un blog non mi basterebbe a contenerli tutti.
Eppure questo è il centoventiquattresimo post in tre anni e mezzo.
Peccato, perchè tanti post sarebbero interessanti!! :)
E peccato che uno dei miei blog prediletti non abbia la possibilità di essere commentato perchè spesso, davanti a quei post, nella mia mente esplodono fiumi di parole che avrebbero bisogno di essere trascritte nell'immediato prima che io le metta velocemente in un cassetto.
Succede così anche con i miei post.

I titoli sarebbero più o meno questi:

- Dai disturbi alimentari si può uscire completamente quindi non diciamo stronzate!

- Un'alimentazione naturale e attenta ai bisogni di tutti può salvarti la vita.

- Donne e uomini. I rapporti difficili della mia vita.

- Uso e consumo critico e autoproduzione. La cosiddetta decrescita felice.

- Quando smettere di mettere la tua vita nelle mani degli altri diventa una chiave di volta per guarire.

- Conoscete il Mito della caverna di Platone? Sradichiamo un po' di false certezze.

- Imparare dal passato, Vivere nel presente.

- L'ABITUDINE è un vestito pericoloso.

E ognuno di questi titoli non potrebbe certo essere snocciolato in pochi post...forse è proprio per le tante cose che vorrei dire che alla fine ho sempre rinunciato. Ma certo non è detto che per sempre vi rinuncerò. :)


Ieri è stato il cinquantenario della morte di Norma Jeane Baker.


Questo potrebbe rientrare nella rubrica "Donne e uomini. I rapporti difficili della mia vita".
Già, perchè Marilyn Monroe era una donna come me. Più bella, più ricca, ma con il mio identico bisogno di amore e riconoscimento. Riconoscimento di ciò che Chiara è, al di la di ogni maschera e superficie. Riconoscimento che io per prima troppe volte mi nego, PERSA NEL RUMORE di ciò che gli altri vogliono che io sia; di ciò che io PENSO che gli altri vogliano che io sia; di ciò che un antico e radicato sistema culturale mi induce a pensare di voler essere.
E in tutto questo frastuono rimane quella sofferenza e quel vuoto a cui non riusciamo a dare un nome, quel vuoto che cerchiamo di riempire in ogni modo tranne con ciò di cui abbiamo bisogno.
E invece di VEDERCI per quello che siamo ci distruggiamo per ciò che pensiamo di non essere.
E diventiamo tagli, lacrime, sangue, cibo, vomito, droga, sesso, uso e abuso. Ma rimaniamo sempre Donne, forza, vita, amore.

Riporto un interessantissimo commento pubblicato sulla pagina di Donne ultraviolette di facebook:

Marilyn è a pieno titolo unimmagine dell'Eterno femminino, forse unica donna che nella nostra epoca ha emanato un'aura così forte da andare oltre se stessa fino a ricomprendere in sè tutte le donne. In una breve vita insieme orfana, bambina abbandonata e carente, insignificante modella, operaia, starlette, diva, in segreto studiosa e poetessa - alcolista e tossicomane - vera attrice, grandissima cantante, icona di un'epoca - bellissima, ricchissima, inarrivabile, corteggiatissima, amatissima, desideratissima - SOLISSIMA. Mille contraddizioni tirate all'estremo, nelle quali lei non ha mai trovato una centratura, che fanno di lei una sorta di quintessenza di una tipica sorte femminile - o meglio: dei sentimenti delle donne in un mondo in cui i rapporti fra i sessi soffrono di una profonda misoginia. 
Forse, per gli uomini è stata irresistibile perché, pur nella sua conturbante bellezza, appariva tanto innocente da non poter far paura; ma solo perché non la guardavano bene - e nell'inconscio la paura maschile restava. 
Pur sempre sorridente e arrendevole al gioco della seduzione, era come se portasse in mano un cuore sanguinante. 
Una richiesta di aiuto che non poteva essere ascoltata. Gli uomini non sanno che le donne troppo belle non sono al riparo da quel senso di soffocamento e di solitudine dell'amore "che manca" (insieme nausea e fame continua…). Per certi aspetti anzi ne sono grandi vittime - tutti le "amano" troppo, le soffocano di gelosia senza amarle abbastanza, e di fronte a quel vuoto che non sanno vedere, i loro uomini restano impotenti. 
Spesso finisce che le donne che hanno tanto implorato quel qualcosa che non c'è, d'improvviso se ne vanno, lasciando là un poveraccio frastornato che non capisce perché, e ora può giurare e pestare i piedi, ragionare e piangere, fino a svenarsi, ma non serve più. Loro vanno via, e tornano a girovagare apparentemente forti, con quel loro buco sanguinante e insospettabile, quel bleeding heart.
E' l'amore vero che manca, che per tante non arriva mai, per Marilyn non è arrivato in tempo. 
Anche tutto questo fa di lei un' "icona del pop", ma certo è molto riduttivo. 
Prima di tutto Marilyn è una summa del sentire femminile: per chi ha orecchie per intendere. E' una summa di tutto ciò che le donne sono condannate a subire dagli uomini; manifesto di tutte le cose che le donne non sanno dire.

Non era materialista, non era vacua. Non era stupida, e tantomeno ignorante. Il libro dei suoi diari e poesie lo dimostra. 


E già che si parla di donne vi posto il mio ennesimo video :) realizzato in una notte insonne, con il cuore che mi scoppiava d'amore per le donne della mia vita: le mie più care amiche.
Il video è dedicato a loro ma mi fa piacere condividerlo con voi! Immagino non sarà molto coinvolgente ma al limite vi sarete ascoltati una bella canzone (io questa canzone la canto a squarciaglola!! ^^).



L'amore verso noi stesse e verso tutte le donne è potente e salvifico. Certo anche quello verso gli uomini eh!
Però nella mia vita ho potuto amare davvero gli uomini solo dopo aver fatto pace con la donna che è in me, con le donne che, pur nella sofferenza, amavo, con le donne che pensavo fossero una minaccia e invece erano uguali a me. Abbracciando ogni donna ho abbracciato me stessa e, dalla generatività e dall'amore che ne sono nati, ho cominciato a perdonare anche gli uomini che mi hanno fatto del male.
Ancora oggi devo dialogare pazientemente con la mia FORMA MENTIS che spesso mi rimanda un'immagine minacciosa delle altre donne. Ma ora so che sono solo bugie.

ChiaraPerSempreConAmore


mercoledì 18 luglio 2012

Rovistando tra i vecchi hard disk

Ho scoperto che posso caricare i video anche senza metterli sul tubo (anche se, purtroppo, perdono molto di qualità)!! Chissà da quanto tempo si può ma io arrivo sempre con calma... :)
Allora, questo video mi fa morire dal ridere!
Risale a due anni fa e non l'ho certo fatto per pubblicarlo ma mi faccio tenerezza  e mi fa sorridere, quindi lo condivido con voi sperando vi regali un sorriso.
Era l'epoca dei lavori a casa e quindi ero confinata in una taverna disordinatissima (che poi ero io a metterla in disordine eh!) con pochissima luce e un sacco di ansia, per cui la mia miglior medicina era cantare! O urlare? ^^
Vabbè, questa canzone è impossibile da cantare, però io la adoro.
Fatevi due risate!!
(E cantate anche voi che le endorfine girano!! E le palle si fermano.)

Con amore,
Chiara


Post scriptum

Note al video:

1- Il pannello di compensato che vedete appeso al muro è una sorta di "quadro delle cose belle" che stavo componendo: appaiono Madre Teresa, Gandhi (entrambi con delle citazioni), delle foto di mia nonna, mio padre e una mia cara amica, un germoglio che buca l'asfalto, un falco, una bimba che ride, una bilancia (ma mica la pesapersone eh, quella che simboleggia l'equilibrio!) e una galassia.

2- Accanto al pannello c'è un disegno fatto con i pastelli a cera: ogni tanto mi prende lo schizzo di disegnare/scrivere sui muri!! :)

3- E' ormai almeno un anno che ho totalmente eliminato le bottiglie di plastica!! Ci tengo a precisarlo.

4- In mano ho un cacciavite che uso a mò di microfono. Si, lo so...

5- Quando canto la mia espressione varia da "Ho visto la madonna" a "La stitichezza avanza", ma voi non fateci caso.

6- A un certo punto me ne vado...vedi sopra.

7- Il  "New" e l' "Has begun" finale sono la parte che fa più schifo di tutte, lo so, ma ormai mi ero sfogata.

8- La canzone è Memory del musical Cats!






sabato 14 luglio 2012

Piccolo principe 4 e PEPE

Lo so, la costanza non è il mio forte... :)
Purtroppo il video è interrotto a tre righe dalla fine del capitolo causa batterie scariche. Peccato perchè Pepe a fine video aveva fatto i suoi felini saluti!
Fra sei mesi le ultime tre righe e il prossimo capitolo. ;)


giovedì 14 giugno 2012

Dal letto, ancora senza internet ma con il portatile munito di chiavetta in gentile concessione dal mio Mauri, torno a scrivervi.
Voglio partire subito da un "premio" che mi è stato donato da Dony: non so quante volte ho rimandato il ritiro di un premio di mondoblog per poi non ritirarlo più, quindi ora me lo prendo 5 minuti dopo aver letto il post di Donatella. Da qualche parte bisognerà pur cominciare a smettere di rimandare! :)


Indirizzato ai blog "che ci appassionano di piu', per coloro tanto bravi a scrivere che ci fanno emozionare".
Ecco, io non credo di meritarmi molto questo premio anche solo per il fatto che scrivo un post ogni sei mesi, però rimango molto moltissimo felice del fatto che Dony abbia pensato a me.

Dunque, per ritirare questo premio devo attenermi a cinque "regole":


1- CITARE 3 FRASI CHE MI RISPECCHIANO

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.
Mahatma Gandhi


In ogni cosa ho voglia di arrivare sino alla sostanza. Nel lavoro, cercando la mia strada, nel tumulto del cuore. Sino all'essenza dei giorni passati, sino alla loro ragione, sino ai motivi, sino alle radici, sino al midollo. Eternamente aggrappandomi al filo dei destini, degli avvenimenti, sentire, amare, vivere, pensare, effettuare scoperte.
Boris Pasternak


È come arrivare su questo pianeta con una scatola di pastelli, c'è chi ha la scatola da otto pastelli e chi quella da sedici. Ma quello che conta è quello che fai, con i pastelli, con i colori che ti hanno dato. Non state a preoccuparvi di colorare fuori dai contorni, colorate fuori dai contorni, dico io, ma anche fuori dalla pagina! Non mettetemi limiti!
dal film "Waking Life" di Richard Linklater



2- INDICARE 3 CANZONI CHE MI PIACCIONO

Difficilissimo sceglierne tre, chiudo gli occhi e ascolto cosa viene fuori...


Canzone dolcissima che amo per diversi motivi: dal bellissimo testo, alla voce suadente di Eddie Vedder, dai ricordi che mi suscita alla melodia che mi rapisce.



Battiato è un cantautore immenso, lo amo. Il suo concerto è stato tra i più emozionanti a cui abbia assistito.
Questa canzone è una delle tante splendide canzoni che ha scritto.

E ti vengo a cercare 
anche solo per vederti o parlare 
perché ho bisogno della tua presenza 
per capire meglio la mia essenza. 




Di Alanis Morisette conosco ogni canzone, la sua voce traccia la mia adolescenza, sono cresciuta con lei, è mia sorella. Il suo cd Jagged little pill suonava a tutto volume ogni giorno in casa mia, e, è triste dirlo, erano le sue canzoni a coprire il rumore dei miei conati di vomito, tutti i giorni, almeno 6 volte al giorno.
C'erano poi alcuni canzoni, tra cui Perfect qui sopra, che era (ed è tutt'ora) una goduria cantare. Per me che non riuscivo a parlare, che alcune cose non ero nemmeno capace a nominarle, queste canzoni erano un modo per tirare fuori tutto. Magari un giorno faccio un video in cui urlo (più che cantare) Perfect! :)
Vi riporto la traduzione del testo perchè sono convinta che in parecchi ci si rispecchieranno:

Certe volte non è mai abbastanza. 
Solo se sarai impeccabile, allora conquisterai il mio amore. 
Non dimenticare di vincere il primo premio! 
Non dimenticare di tenere quel sorriso stampato sulla faccia! 
Fa' il bravo ragazzo, 
impegnati di più. 
Devi cercare di essere all'altezza 
e rendermi più fiero. 
Quanto ti ci vuole per essere più sicuro di te? 

Quante altre volte dovrò dirti di sbrigarti? 

Con tutto quello che faccio per te, 

il minimo che tu possa fare è star zitto! 

Sii una brava ragazza, 

devi impegnarti ancora di più. 

Non bastava solo questo 
a renderci orgogliosi. 

Io vivrò attraverso di te, 

ti renderò quello che io non sono mai stato. 

Se sarai il migliore, allora forse lo sarò anch'io 

rispetto a lui o a lei? 

Sto facendo tutto questo per il tuo dannato bene, 

sarai tu a rifarti dalle mie occasioni sprecate! 

...che c'è? Perché stai piangendo? 

Fa' il bravo ragazzo, 

spingiti un po' più in là adesso, 

perché non sei stato abbastanza veloce 

per renderci felici. 

Ti ameremo proprio per come sei... se sarai perfetto...


3- ESPRIMERE UN DESIDERIO
Desidero vivere quel momento in cui vedrò apparire quella seconda linea.


4- SCRIVERE UNA PAROLA CHE RISPECCHI IL DESIDERIO
Fiducia



5- OFFRIRE IL PREMIO A 7 BLOG
Ancora una volta non è facile, ma vedrò di scegliere sette blog/blogger tra i blog/blogger che mi emozionano...








Fuori concorso aggiungo anche E alla fine arriva mamma che mi emozione sempre tantissimo ma in questi giorni come non mai. Ma non è forse il momento per lei per ricevere un premio del genere...



Ok, ci ho messo ore, tra una roba e l'altra, a scrivere questo post!! Io, il mio collo e la mia schiena siamo distrutti!Per ora quindi vi saluto e vi abbraccio tanto tanto.

giovedì 7 giugno 2012


Dunque dunque...CIAOO!!
Fra poche ore è il mio compleanno e io sto messa così. Però compiere gli anni è sempre bello.
E' bello anche tornare qui.
Il mio blog non è rimasto aperto solo a pochi, era proprio chiuso. Prima ho avuto bisogno di proteggere alcune persone, poi ho sentito la necessità di staccare ed ora sono senza internet.
In questi giorni di malattia (mi sono schiantata contro un autobus) Mauri mi ha lasciato qui il suo portatile con chiavetta, così ne approfitto per tornare da voi.
Come state?
Vi abbraccio.
ChiaraPerSempre

giovedì 23 febbraio 2012

Quasi quasi..

Quasi quasi li taglio di nuovo così...





Tagliare i capelli è una valida alternativa a tagliare le braccia.


(Ho risposto ai commenti dello scorso post, scusate se l'ho fatto nel mio blog ma ora che c'è l'opzione "rispondi" è così comodo! ^^
Lo dico soprattutto pensando a Holly che mi ha detto che lei non legge mai le risposte se non sono scritte sul suo blog...)

giovedì 16 febbraio 2012

Mi scoppia la testa.
Giornata difficile oggi. Anche ieri in realtà, e il giorno prima.
Ho vomitato. Non so più se è stato lunedì o martedì. Niente di che, non riuscivo a parlare e avevo bisogno di buttare fuori.
Vengo qui, leggo i blog e non scrivo nulla. Le parole latitano un po' troppo ultimamente..
Niente discorsi lineari.
Sono ingrassata tantissimo, sono gonfia e ingombrante e non riesco a fermarmi.
Sento il bene che mi sfugge e ogni giorno ho un po' più voglia di farmi male.
Poi ho i miei momenti di profonda positività durante la giornata. Ma ci sono questi pensieri brutti che si fanno spazio.
Di nuovo mi ritrovo a fantasticare sui diversi metodi per togliersi la vita. Sono convinta che non lo farei mai, non voglio farlo, però ci penso e ci ripenso troppo spesso. E non capisco perchè.
Forse sono le responsabilità sul lavoro che non avrei voluto prendermi. Forse sono i soldi che non ci sono, gli stipendi che non arriveranno. Forse è il non aver ancora cambiato casa, cambiato aria. Non avere una famiglia.
In realtà non c'è giustificazione per questi pensieri invadenti.
Forse c'è qualcosa più sotto?
Ho voglia di tagliarmi, ahimè.
Non i graffietti dell'ultima volta, sento che questa volta potrei andarci giù pesante.
Non so cosa fare, non so a chi chiedere aiuto. Non so chiedere aiuto. Ora come ora non saprei davvero come esprimere questo mio disagio.
Forse potrò farlo una volta compiuto il danno.
E in tutto questo sapete che c'è?
Vorrei tanto essere mamma.
E' egoista?
Io credo che sarei una brava mamma. Nonostante questa voglia di farmi male.
L'avrei tenuto davvero quel bambino, quando ero una bambina anche io? Due strade così diverse...la gioia di stringere una vita tra le braccia, l'incubo di guardare negli occhi il frutto di una violenza. Chissà cosa avrei fatto realmente.
E se tutto questo senso di soffocamento derivasse dal non vivere la vita che vorrei?
In questo momento vorrei trovarmi in una grande casa in mezzo al verde, con un paio di cavalli al pascolo e tre o quattro marmocchi in giro per casa. E non sono sogni irrealizzabili, è questa la cosa assurda!
Perchè non viviamo la vita che vorremmo? Perchè rimaniamo immobili a sognarla?
Quando faccio un passo verso la Chiara che sono e che vuole uscire poi ne faccio dieci sotto terra.
Paura?
Tagliare non cambia le cose. Ma il dolore mi fa sentire ciò che sono davvero, senza finzioni.
Io, sola davanti alla mia sofferenza. Io e la mia carne. Io e la mia verità.
Ho bisogno di sentirmi.
Non sento più.
Non mi sento più.

giovedì 2 febbraio 2012

Il Piccolo Principe - parte terza

A distanza di un anno mi sono decisa a ricominciare la lettura del Piccolo Principe. Più che altro mi sono decisa a comprare la fotocamera! :-)
Qualcuno mi ha lasciato dei commenti sui video delle prime due parti, o mi ha addirittura scritto una mail chiedendomi di continuare e la cosa mi ha davvero sorpresa.
Mi piace leggere, mi piace l'idea che qualcuno possa ascoltare ciò che leggo e incuriosirsi. Infatti Marco mi ha fatto un gran bel regalo scrivendomi che ha deciso di comprarsi il libro!! :-D

Prima di postare il video vorrei però ringraziare Donatella per il premio che mi ha donato. Mi piace l'idea di scrivere 7 cose qualsiasi di me, 7 cose che non siano per forza legate a ciò di cui parlo di solito qua dentro...bello! Presto lo farò.

E a proprio a Dona "dedico" la mia lettura.

Un abbraccio a voi.


P.S. Non so perchè fossi così seria!!! :-)

mercoledì 1 febbraio 2012

Prove audio

Sono ore che YouTube sta caricando il video completo ma, dato che è molto pesante, ci metterà credo tutta la notte!
Intanto vi posto la prova audio/video, che non è andata granchè: il passaggio da file a You Tube ha scurito tantissimo il video e l'audio è tutto rimbombante...ma non è questo ciò che conta, no? :-)

Non vedo l'ora di vedervi ragazze.
Per chi non sa nulla e si vuole unire a noi, ci vedremo domenica 12 a Milano! Venite dai, sarà bello!
E se avete timore consolatevi: l'abbiamo tutte. ;-)
Io in tre settimane ho messo su tantissimo peso, mangio a orari a caso e più del necessario. Molto più del necessario. E questo mi ha fatto lievitare, mi sento molto gonfia e a disagio e, oltretutto, il ciclo sempre sballato peggiora le cose. Tutto questo per dire che anche io mi faccio mille seghe mentali ma superarle ne vale la pena, ve lo assicuro.

Ecco la prova video che ho registrato ieri sera. Tanto per avere la soddisfazione di pubblicar qualcosa!
A presto, spero, l'intera lettura.



Un grande abbraccio.

sabato 14 gennaio 2012

"Questo è quello che succede alle RAGAZZE CATTIVE."
Mi divincolo per non farmi infilare quel tubo nel naso. Sembra tutto un sogno. Io non sono davvero su questo lettino. Non so come sono arrivata fin qui. Le pastiglie, quelle si, me le ricordo.


Ad un tratto, semplicemente, smetto di dimenarmi, e li lascio fare.
Quel tubo che entra, entra, e sembra non finire mai.
Mi tirano fuori del liquido blu. Io lo ricordo blu elettrico.
Gli occhi mi si chiudono. Sento parole ma non ne capisco il significato.


Hanno finito.
Apro gli occhi, mi alzo, voglio andare via.
Mi hanno lasciato quel tubo infilato nello stomaco.
Non ci penso nemmeno a farmi ricoverare.


"Se se ne va saremo costretti a ricorrere al TSO."
Parole come piombo nella mia mente confusa dalla chimica.
"Cos'è il TSO?"
"Se non ti siedi subito chiamiamo i carabinieri e ti teniamo qui con la forza."
Piango.
Mi siedo.
Non voglio che i miei sappiano nulla.
Sono maggiorenne. Grazie a dio.
Mia piccola Chiara, imparerai che in quel posto si gioca con regole diverse.


Sento cantare. Tutta la notte persone che cantano.
E gnomi e anatre azzurre che camminano sulle pareti.
E sangue caldo sul cuscino.


Apro gli occhi: luce. E' mattino.
Una ragazza nel letto accanto al mio parla e ride da sola.
Urlano. Quelle persone urlano. Ora non mi sembrano più dolci melodie. Gli gnomi sono spariti.
Ho un gran mal di testa, il naso mi brucia DA MORIRE, non posso sopportare quel tubo un minuto di più.


Esco dalla stanza.
Persone. Ombre di persone. Piangono, gridano. O restano immobili ad attendere qualcosa.


Il ritiro è stato intenso, un'esperienza incredibile.
Ho buttato fuori tanto sia a livello fisico che emotivo.
Ma stasera sono qui, con questi ricordi.
Ho sperimentato la potenza dello stare nel presente, ma del mio passato cosa dovrò mai farne?
Stasera i ricordi sgorgano e non voglio soffocarli.
Di quella prigione piena di matti come me mi è rimasto un puntaspilli a forma di cuore, donatomi dalla mia compagna di stanza e da tutto il suo "vociare nella testa", come diceva lei.
Chissà se lei è viva, chissà se si ricorda di me, in mezzo al suo frastuono.


Forse è ora di buttarlo via.

lunedì 26 dicembre 2011

Now

Non aspettare il primo dell'anno o lunedì, non aspettare "l'ispirazione" o semplicemente che sia troppo tardi.
Una volta qualcuno disse:

Qualunque cosa tu possa fare o sognare cominciala.
L'audacia porta con sè il genio, la magia e la forza.
COMINCIA SUBITO.
(J.W.G.)

E allora buon inizio a tutti. Ora.



martedì 20 dicembre 2011

Benvenuto inverno

Tempo di guardarsi dentro, raccogliersi e cercare la strada.
Eppure, in questo momento di riposo della natura, mi trovo in mezzo a un turbine di novità che chissà dove mi porteranno.
Ma i miei dieci giorni di raccoglimento mi attendono, tutto il resto potrà aspettare ancora un po'.

sabato 17 dicembre 2011

La bambina perduta, il padre ritrovato

Oggi mi è capitato tra le mani un libro e ho cominciato a leggerlo.

"Diffido delle infanzie aggiustate per giustificare l'adulto imperfetto o infelice che sei diventato: si selezionano i ricordi come tessere, eliminando quelli che non servono, allo scopo di ricostruire il puzzle dei Grandi Colpevoli.
E' proprio la paura di questa manipolazione a rendermi tanto difficile voler bene alla bambina che fui e compiere un atto di fede nelle ringhiose certezze con cui, appena undicenne, entrai nella vita adulta.
Allora mi aiutò odiare Mamma Orca, accusare mio padre di non avermi dato altro che un cognome sull'atto di nascita, sentirmi un'emarginata nella nuova scuola (dove dal primo giorno mi avevano messa all'ultimo banco), convincermi che a nessuna delle mie compagne sarebbe potuto accadere quello che era accaduto a me perchè ero io la diversa, la più sfortunata.
Oggi la mia razionalità di trentenne bene addestrata all'autoanalisi si rifiuta di accettare il puzzle costruito dalla 
bambina perduta. So che esistono molte tessere scartate e di tanto in tanto ne riemerge qualcuna...Ma la mia mente vi si sofferma con cautela: se ho paura di aggiustare i ricordi, altrettanta ne ho di riesumare quelli cancellati ed essere così costretta a comporre una nuova realtà.

Uno stupro è per sempre. Col tempo puoi rimuovere l'aggressione di un ladro, le percosse di un amante, il terribile impatto con un auto pirata che ti investe, il proiettile di un bandito che ti si conficca nella carne: sono esperienze al di fuori della norma che rientrano nella sfera della criminalità e dell'odio e perciò la stessa quotidianità le esorcizza come disgraziate e irripetibili.
Lo stupro no. Lo stupro è il solo crimine che si consuma con gli identici gesti e gli identici rituali di un accoppiamento d'amore: la smania del possesso, la penetrazione, l'ansimare affannoso, gli spasmi dell'orgasmo esprimono sia l'esplodere della passione sia quello della violenza bestiale.
Ogni volta che il corpo di mio marito scivola sopra al mio, rivivo l'incubo dello stupro."

Maria Venturi, La bambina perduta


Un libro capitato fra le mani per caso, mentre ero a lavoro.
Sbam.
Si è aggiunto un nuovo tassello.
Così, davanti agli occhi, in mezzo al cuore, in un istante.
Ho visto perchè ho dovuto odiare mio padre. Ora l'ho visto e ho le lacrime agli occhi.
Perchè io il mio papà lo amo e per tanti anni è dovuto essere uno dei miei mostri.
Perchè io avevo bisogno di un mostro ma l'immagine del vero mostro era insopportabile.
E anche se mentre scrivo "il vero mostro" c'è ancora quella voce che dice "Non dire bugie, sei tu che l'hai voluto", io oggi mi riprendo mio padre, quel padre degli anni più bui che ho spinto fuori dalla mia vita.

lunedì 12 dicembre 2011

Numero verde DCA


Lo conoscete? E' attivo dal 7 novembre, gestito dall'usl 2 di Perugia ed è il primo numero verde nazionale dedicato ai Disturbi del Comportamento Alimentare.
Che bella iniziativa, vero?? :)
Certo, forse è un po' utopico pensare di poter chiamare per cercare sostegno mentre si hanno due dita infilate in gola (ma magari, invece, può essere utile anche a questo), però è sicuramente un ottimo appiglio per chiedere un primo aiuto e per avere consigli e informazioni...gratuitamente.

BACIO GRANDE A VOI.

martedì 6 dicembre 2011

Di vita e di silenzio (e del crescere insieme)

Prima di leggere andate in fondo al post e caricate il video di you tube. Quella canzone meravigliosa disegna lo stato d'animo che sento in questo momento, quella struggente, malinconica e meravigliosa compassione che ogni tanto scoppia nel cuore. E leggere ciò che ho scritto ascoltando quello stato d'animo può fare la differenza.
Ma magari no. ;)

Ho confermato l'iscrizione per il ritiro di meditazione.
Il 29 dicembre vado in monastero dove rimarrò fino all'8 gennaio. Niente libri, niente telefono, niente parole per 10 giorni e dieci notti. Sveglia alle 4 di mattina e giornata passata a meditare. Vedremo cosa ne verrà fuori. :)
Pasti leggeri e solo colazione e pranzo. Cena no. Il sogno anoressico vero? Eppure questa volta è diverso.
Eppure sono viva.
Eppure voglio vivere.

Qualche giorno fa ho cominciato a scrivere qualcosa e non so più bene dove volessi arrivare. E' qui sotto, incompiuto.

Vi abbraccio con la tenerezza che in questo momento ho nel cuore.


G. era un bambino come noi.
Come noi chi? Come me? Come mia sorella? Io e lei non eravamo forse uguali?
No, non , lo eravamo.
E G.?
No, nemmeno lui lo era.
Giocavamo da piccoli, si.
Lo vedevo tutte le settimane quando accompagnavo mia sorella a fare fisioterapia. C'erano tanti bambini ma nessuno era come me. Per questo loro dovevano andare da L. a fare fisioterapia, lei faceva fare loro tanti esercizi divertenti e, ogni tanto, faceva giocare anche me. Ma per la maggior parte del tempo io dovevo aspettare fuori. Passavo tanto tempo a giocare da sola, avevo tanta fantasia e ricordo ancora la sensazione del mondo che creavo intorno a me. Un giorno, avrò avuto meno di 5 anni, mentre aspettavo che mia sorella finisse la fisioterapia camminando per i corridoi incappai nella gabbia dei canarini. Era insopportabile vederli chiusi lì dentro: aprii la gabbietta e subito uno dei due fuggì via. Richiusi subito lo sportello spaventata e pervasa dal senso di colpa ma rimasi incuriosita ad osservare l'uccellino giallo volare via.
Quando confessai il "misfatto" a mia madre lei mi disse che il canarino sarebbe morto perchè incapace di procurarsi il cibo.
Credo non abbia mai immaginato il dolore e la paura che quella frase mi provocò.
Così come mai ha pensato al dolore e alla paura che provavo nel convivere con la disabilità di mia sorella e con tutto ciò che questa comportava.
G. è morto quando eravamo entrambi in prima media. Aveva la distrofia muscolare. Io la chiamavo "apostrofia muscolare" e credevo fosse solo una cosa che lo faceva camminare male, ma poi è arrivata la sedia a rotelle, poi la testa non stava più su da sola e poi...
E mia sorella? Cosa sarebbe successo a mia sorella?
E io? Perchè io stavo bene?
Una persona disabile si scontra ogni giorno con le difficoltà che la sua condizione gli impone.
Il fratello di una persona disabile si scontra con il mostro del senso di colpa.
Io avrei dato tutto per prendere il suo posto. Quando la paura di non poter più correre si faceva sentire, allora pregavo perchè chi aveva il potere di cambiare le cose facesse in modo che io e mia sorella camminassimo un mese a testa. Ci credevo davvero. La mattina aprivo gli occhi e aspettavo a muovere le gambe per scoprire se la preghiera avesse funzionato.





Crescendo insieme...































tvb

giovedì 24 novembre 2011

E la vita che pulsa...

...e chiede di entrare.
Ho "ucciso" un po' di farfalle dall'ultimo post ma la vita è sempre più forte. Anche quando penso di lasciarmi andare completamente non riesco mai perchè c'è quella voce che mi chiama da dentro, c'è quella spinta a vivere e sorridere che non mi lascia mai. A volte, assurdamente, combatto contro questa pulsione, ma poi basta una giornata di sole e mi ritrovo di nuovo a far progetti di gioia.
E' difficile sopravvivere al buio che arriva già alle 16.30. A questo fatico a trovare un rimedio! Attendo con ansia il 21 dicembre quando, dopo il solstizio, le giornate torneranno ad allungarsi.
Le mie giornate si susseguono piene di impegni: le mattine si alternano tra laboratori nelle scuole (al momento sto facendo dei laboratori sul baratto) e ippoterapia, i pomeriggi, invece, mi trovano alle prese con ludoteca e biblioteca. Mi piace tutto quello che faccio, sto imparando tanto ma a volte mi esplode il cervello! :)
Poi un week end si e uno no c'è la scuola di naturopatia. Questo week end che sta arrivando è il week end no per cui sabato lavorerò tutto il giorno in biblioteca e domenica pomeriggio parteciperò ad una festa del baratto con il gruppo di volontari che, insieme a me, ha aperto un luogo, nel mio paese, chiamato "Spazio baratto" dove le persone possono portare cose che non usano più e barattarle con altre, ovviamente a costo zero!
Tutto questo anche per spiegarvi come mai scrivo così poco.
Grazie a tutti per i commenti interessantissimi e le mille riflessioni che mi permettete di fare.
Grazie Marco per i brani che mi hai lasciato: sono bellissimi e credo che oggi in biblioteca mi procurerò il testo completo!

A presto amici,
un abbraccio grande.
Chiara

domenica 6 novembre 2011

Questo sorriso...

...non è una bugia!




Ve lo lascio qua, al posto delle brutture pubblicate nello scorso post.
E sorridendoVIabbraccio.

martedì 1 novembre 2011

(Aggiornato) Sono arrabbiata, ma che dico

(31/10/11)
sono incazzata nera!
E lo stomaco me lo vorrei proprio strappare via dal corpo, vorrei poter aprire uno squarcio dal pube allo sterno, infilarci dentro la mano e strappare via lo stomaco e poi gli intestini, rivoltarli e lavarli, lavarli finchè tutta questa rabbia non si sia calmata (mentre rileggo il post mi immagino più che altro con una mazza in mano, mentre colpisco ripetutamente il mio stomaco con tutta la forza che ho...poi potrei anche lavarlo e rimettermelo dentro, poverello).
Va bè, almeno adesso mi sfogo con questi pensieri anzichè correre a vomitare e ad aprirmi davvero degli squarci sul braccio.
Ieri poi non ho vomitato. Se non parto con l'idea di vomitare già prima di mangiare è più facile resistere quando arriva il fastidio dello stomaco che "tira". Forse perchè a differenza del passato ora so che le dita in gola non sono una soluzione accettabile, non sono LA soluzione.
Stasera però è proprio difficile.
Quando le emozioni riempiono ogni cellula e minacciano l'esplosione, vomitare è un modo per diminuire la pressione. Non c'è molto altro che funzioni così bene. Eppure non c'è neanche molto altro che sia così inutile e dannoso.
Scrivere funziona, un po'.
Ora vado di bagno caldo e libro. Si dai, mettiamoci la tisana anche stasera...magari una camomilla.
Avevo intenzione di rispondere ai vostri commenti e di scrivere un post partendo dal commento di Marco che mi ha scritto una mail, ma non posso farcela ora. Sarà per la prossima volta.
Marco posso copiare il commento che mi hai inviato e farci un post? Un consiglio per le prossime volte che vuoi lasciare un lungo commento su un blog e ti dà il messaggio di errore: dividilo in più parti! Anche a me capita...
E un Grazie con la G maiuscola a Dony, a Giuly, alla Marty, a Mari, ad Alice, ad Annalisa, a Elena, a Silvia, a Sara, a Holly, a Rose, a Luigi, a Franci, a Claudia, a Musi a Fede, a Veggie, a Gio, a Serena, a Bianca e a tutti voi di "MondoBlog" che mi fate sentire (e leggere ^^) che ci siete..è così importante sentirsi qualcosa per qualcuno, è così importante che questo qualcuno te lo ricordi...
E Sophie, quante cose vorrei dirti, quante volte in questi ultimi mesi avrei voluto scriverti pagine e pagine di commenti sul tuo blog..sfrutta questo momento di inferno per farti aiutare, è più facile accettare aiuto quando il controllo va a puttane. Ho la sensazione di faticare a respirare quando ti leggo, perchè so fin troppo bene cosa provi. Ma lo sai, tu l'hai capito cosa fare. Fallo. L'ebbrezza del controllo non è la felicità e non vale la sofferenza che si nasconde nell'altra faccia della medaglia.
E Mia, finalmente sei tornata e mi fa rabbia leggere che stai male, mi fa rabbia vedere tanta intelligenza intrappolata in un buco nero, vorrei urlare così forte da rompere le pareti che ti opprimono ma sai qual'è la verità? Che quelle pareti sono di cartapesta e basterebbe un tuo soffio...
E Aisling certo che troverai il modo di sistemare le cose perchè sei splendida. E ogni volta che ti leggo ti sento così simile a me e spero che spiccherai il volo molto prima di quanto non abbia fatto (o stia cercando di fare?) io.
E Maria spero un giorno di entrare nel tuo blog e trovare un po' di luce in quel nero, meno insulti verso te stessa e un po' più spazio ai tuoi bellissimi sorrisi.
E Victoria grazie per essere arrivata qui.
E Mari, mia cara Mari, lo sai che poche settimane fa, quando stavo malissimo, ho proprio pensato di scrivere A TE? E il solo pensiero mi ha fatto stare meglio. Però so che farlo davvero mi farebbe ancora più bene. E rimane che mi manchi tanto e mi mancano i tuoi post luminosi, illuminanti e materni. Però ti sento e ti vedo sempre. E si, quello che è successo nell'altro blog è proprio una magia, di quelle che tu sai fare! :)
E grazie a Rita, a Diana, a Gaia e Ele, alla Stefy, alla Cri, a Fabri, a Dani, a Chicco, a Carlo, a Carola, a Sergio, alla Ma e a tutti gli amici della vita "reale", quelli che sento ogni giorno e quelli che è troppo tempo che non chiamo. Quelli che mi riempiono di messaggi quando mi sentono vacillare e quelli che mi lasciano lo spazio per rialzarmi trattenendo il fiato per la paura che mi possa fare ancora del male. Quelli che mi invitano e cena, che mi ricordano che mi aspettano agli allenamenti. Quelli che mi chiedono consigli e che mi fanno sentire speciale. Quelli che quando si parte a ridere non ci si ferma più. Quelli che rivedo dopo mille anni e sembra non sia passato un secondo. Quelli che basta un abbraccio perchè tutto sembri migliore. Quelli che so che ci sono sempre, anche se non riesco mai a chieder loro aiuto.
E grazie anche a TE, che mi fai passare momenti meravigliosi e poi mi scaraventi davanti alle mie paure e mi fai affiorare questa rabbia esplosiva che mi fa venire voglia di farmi a pezzi. E un po' di fare a pezzi anche te (questo lo prendo come un passo avanti!). Ci vuole anche questo no? Mi fa capire che il mio star bene è incompleto, che c'è ancora molto da fare qui dentro...
Ecco, in questo momento ho bisogno di pensare a tutti voi (magari a TE, adesso, anche no).
Avrei bisogno anche di piangere e urlare un po' ma mi sa che non ce la faccio.
E due dita in gola mi solleverebbero. Cazzo. Ma bisogna smetterla con questa storia. Ci siamo anche un po' rotti tutti le palle. BASTA.
Come mi ha scritto Mari: basta Chiara, Chiara basta.

Ma che cavolo di post ho scritto??????
Bah..
Loving you.
Chiara


1/11/11 ore 20.00
Aggiornamento.

Ci sono due milioni di motivi per non postare questa foto, non me ne viene in mente nemmeno uno per pubblicarla. Forse è per questo che lo farò?
Era da una vita che non vedevo il mio braccio in questo stato. Niente di grave, è vero, ma guardarlo è brutto lo stesso.


E poi perchè questa perversione delle foto?

Scusatemi celluline.

sabato 29 ottobre 2011

Stomaco pieno

Penso che vomitare no, ora non sia proprio il caso..
Proviamo con una tisana ed un libro? :)

giovedì 20 ottobre 2011

Ab-uso. L'amore ritraccia i confini violati.


Dal sito anoressia-bulimia.it:
"Un numero sempre maggiore di studi ha evidenziato che nel passato della maggior parte delle pazienti affette da bulimia nervosa è presente una storia di abusi fisici, psicologici, o sessuali.
Da questi studi emerge anche una serie di altri dati preoccupanti.
Per esempio, si è visto che le pazienti bulimiche con una storia passata di abusi presentano maggiore difficoltà a seguire i programmi terapeutici sia di tipo ambulatoriale che ospedaliero.
Tendono cioè, più spesso delle pazienti che non presentano questo tipo di traumi, a ricadere nei loro comportamenti sintomatici e/o ad abbandonare le terapie.
684460544_1514e8009f_m.jpgPhoto ©: Necromorphina
Inoltre le pazienti bulimiche con un passato di abusi sessuali infantili risultano più impulsive e con un temperamento più portato alla rabbia, e comunque più caratterizzato da intense emozioni aggressive.
Questo probabilmene spiega perchè questo tipo di pazienti tende più spesso delle altre a comportamenti di tipo autolesionistico.
Quaste pazienti si sentono inoltre molto più insicure delle altre, sono caratterialmente più fragili e presentano spesso dei disturbi della personalità associati alla bulimia.
Il loro più difficile adattamento all’ambiente e la loro (comprensibile) minor fiducia nelle relazioni interpersonali (comprese quelle psicoterapeutiche), fanno sì che queste pazienti tendano ad essere particolarmente refrattarie ai trattamenti.
La loro aggressività nei confronti dei terapeuti, come pure le loro frequenti fughe dai trattamenti, altro non sono se non rudimentali meccanismi di difesa rispetto al loro bisogno di sperimentare una relazione “riparativa” del loro trauma.
Eppure, è dimostrato che in questi casi i programmi di autoaiuto danno esiti fallimentari.
E il trattamento psicoterapeutico ha dimostrato (per quelle che riescono a tollerarlo) di essere fino ad ora l’unica strada possibile per permettere a queste pazienti di dare un senso a quanto accade nella loro vita e a riprendere fiducia nel prossimo."


So che siamo in tante qui.
C'è chi ha la forza di ammetterlo e chi se lo tiene dentro ma quel dolore lo conosciamo tutte.
Parlarne aiuta però e il dolore si può superare. Rimarrà una cicatrice indelebile ma le cicatrici sono come le rughe: raccontano che abbiamo vissuto e sofferto ed anche che abbiamo resistito e vinto.
Se potete non odiate. Non augurate male a chi ne ha fatto a voi, bloccate la spirale.
Quando siete pronte, perdonate.
Voi potete farlo e vi sentirete meglio.
Noi possiamo farlo e ci sentiremo meglio.
E io rimango convinta che si possa guarire del tutto. Probabilmente da sole non ce la si fa ma non credo che la psicoterapia sia proprio l’unica alternativa: ad ognuna il piacere di scoprire la sua!
Ogni tanto mi arriva una mail o un commento su vecchi post che mi raccontano di un dramma simile al mio e, ogni volta, vorrei avere chi mi scrive proprio davanti a me per un abbraccio profondo e per sussurrare nel suo orecchio di sorridere e amare perché sono potentissime medicine contro questi mali. Quando c’è buio si accende la luce, non si rompono altre lampadine.
Ci auguro di scoprire tutto l’amore di cui siamo fatte e di rivolgerlo verso questo nostro corpo troppo maltrattato e verso queste noi che non aspettano altro che una carezza.

Chiara